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Cronaca | 12 giugno 2021, 12:00

Le sirene di protesta dei pescherecci nei porti di Sanremo e Imperia contro la riduzione dell'attività di pesca (foto e video)

Anche a Imperia e Sanremo i pescatori questa mattina hanno protestato, suonando le sirene dei pescherecci ormeggiati nei porti di Oneglia e in quello matuziano contro le politiche europee che vogliono ridurre l'attività di pesca

Le sirene di protesta dei pescherecci nei porti di Sanremo e Imperia contro la riduzione dell'attività di pesca (foto e video)

Anche a Imperia e Sanremo i pescatori questa mattina hanno protestato, suonando le sirene dei pescherecci ormeggiati nei porti di Oneglia e in quello matuziano contro le politiche europee che vogliono ridurre l'attività di pesca.

“Il lockdown dovuto alla pandemia ha dimostrato quanto sia importante l’industria del turismo e della ristorazione per l’economia italiana, e tutti ci siamo accorti quanto fosse prezioso qualcosa che mancava - dichiarano i promotori dell'iniziativa - se la politica europea della pesca in Mediterraneo continuerà a ridurre l’attività dei nostri pescherecci costringendo alla chiusura le imprese ci accorgeremo di quanto ci mancherà il prodotto ittico dei nostri mari, e di quanto fosse importante per la ristorazione e per il turismo”.

La cultura del mare, la vitalità delle nostre comunità costiere, il colore dei nostri mercati ittici e dei nostri porti di pesca rischiano di essere un ricordo del passato a causa di una politica dissennata che mira a chiudere la pesca a strascico, il comparto principale che rifornisce di pesce fresco le tavole degli italiani e dei turisti - aggiungono - senza la pesca perderanno buona parte dell’attrattiva tante località turistiche che grazie ai profumi e sapori della nostra gastronomia di mare attirano importanti flussi turistici. Difficile pensare a una riconversione della nostra cucina di mare verso sogliole di Dover, merluzzo atlantico o pangasio del Mekong, ed ancora più difficile sperare che i turisti vengano nel bel Paese per mangiare lo stesso pesce che trovano a casa loro. Difficile immaginare un porto senza pesca. Eppure questa è una prospettiva che Bruxelles sta rendendo sempre più probabile, cercando di ridurre la nostra pesca al punto di ucciderla. Quella della pesca  non è una battaglia solo dei pescatori, ma di tutte le economie che con il nostro pesce vivono e prosperano, turismo e ristorazione in prima fila. È una battaglia di tutti i cittadini. Fermiamoli prima che sia troppo tardi, salviamo la pesca italiana”.

Oggi è la giornata mondiale di protesta della pesca italiana. Le manifestazioni sono iniziate a partire dalle 10.30 anche a Sanremo e Imperia. In diretta l’evento Facebook sulla Pagina “Salviamo la pesca italiana” https://fb.me/e/5AroWvdTE

Le manifestazioni di oggi sono solo le prime iniziative di una mobilitazione della pesca italiana che proseguirà ad oltranza nei prossimi mesi, fino a quando la Commissione Europea non rivedrà le sue posizioni - afferma Lara Servetti, responsabile regionale di Legacoop Agroittico - anche in Liguria i pescatori aderiscono alla manifestazione con le modalità che l’emergenza sanitaria ci consentono. Sulle imbarcazioni saranno messi striscioni e le trombe suoneranno per catturare l’attenzione del pubblico. Ciò che noi vogliamo far comprendere è che se la pesca viene cancellata ci saranno conseguenze pesanti per tutti: per la ristorazione, per il turismo, per i consumatori. Possibile che non si comprende che se abbiamo prodotti ittici di qualità apprezzati e conosciuti in tutto il mondo è perché i pescatori vanno in mare a pescarli? La Commissione Europea continua a ridurre le giornate di pesca e la conseguenza di queste riduzione sarà che le imprese di pesca dovranno chiudere a dedicarsi ad altri lavori perché è in gioco la sostenibilità economica delle aziende di pesca. Non solo: qual è il giovane che si avvicina a questo mondo che ha un futuro più che certo ovvero l’estinzione. Lo strascico oltre ad effettuare un mese di fermo continuativo deve fare 37 giornate di fermo aggiuntivo, nel 2020 erano 21 e nel 2019 erano 18. Alle imbarcazioni che pescano con i palangari hanno chiuso la possibilità di catturare accidentalmente i tonni: le catture di tonno del 2021 sono il 30% di quelle del 2020. Le lampare non trovano personale da imbarcare. Eppure il mare è pieno di pesce e ci sono grandi prospettive di sviluppo grazie alla politica regionale che si è dotata di leggi specifiche per la salvaguardia delle flotta, per il pesca turismo e l’ittiturismo. È un paradosso: mare pieno di pesce, domanda di prodotto altissima, imbarcazioni efficienti, comandanti capaci e impossibilità di pescare a causa di norme scellerate. Eppure la flotta in questi anni si è già contratta e i numeri si sono ridotti ma questo non basta ancora si vuole annientare un settore. Vorrà dire che  la Liguria resterà senza più pesce pescato nel Mar Ligure”.

Francesco Li Noce e Carlo Alessi

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