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Infermiere e salute | 06 giugno 2021, 06:00

Terapia antibiotica fai da te...

Ritorna il nostro Biologo, il Dottor Damiano Picicco, con una riflessione assolutamente legittima in un'epoca dove antibiotici e medicinali vengono abusati.

Terapia antibiotica fai da te...

Ad ognuno di noi sicuramente è capitato di assumere antibiotici durante una malattia...

Ma cosa sono gli antibiotici? A cosa servono? Sono una classe di farmaci grazie ai quali la ricerca è riuscita a migliorare l'aspettativa di vita dell’uomo riducendo parecchio la sua mortalità, e rappresenta, insieme ai vaccini, una delle scoperte più importanti e con maggior impatto positivo sulla vita della comunità.

Dal punto di vista farmacologico, gli antibiotici sono sostanze ottenute da organismi viventi o sintetizzate in laboratorio, utilizzate per curare o prevenire infezioni causate da batteri che, in base alle loro caratteristiche, sono in grado di impedire la crescita dei microrganismi (BATTERIOSTATICI) o addirittura provocarne la morte (BATTERICIDI). Esistono varie categorie di antibiotici classificati in base al loro bersaglio, ma in linea generale possiamo suddividerli ad ampio spettro quando la loro azione è rivolta a diverse specie batteriche, a spettro ristretto quando la loro efficacia è rivolta a determinate specie batteriche.

L’azione degli antibiotici è dunque molto importante ma, affinché continuino a essere efficaci,  occorre usarli in maniera opportuna. Un loro uso improprio ed eccessivo infatti, a lungo andare, può causare una mancata efficacia terapeutica da parte dell'antibiotico. Quando il batterio è in grado di resistere a un antibiotico si parla di antibiotico-resistenza. Può essere naturale (intrinsecamente presente nel patrimonio genetico del microrganismo) oppure acquisita. Infatti, i batteri hanno la capacità di trasferire tra di loro informazioni genetiche, attraverso mutazioni del proprio genoma, per adattarsi a sopravvivere in situazioni critiche come la presenza di un antibiotico.

Dove nasce l’antibiotico-resistenza? Diciamo che tanto dipende da noi stessi, dal corretto utilizzo che facciamo di queste sostanze, infatti, più si abusa di questi farmaci, utilizzandoli quando non è necessario o in modo non appropriato, più aumenta la probabilità che potenziali infezioni siano causate da batteri resistenti agli antibiotici. Le categorie di persone più a rischio di contrarre un infezione da batteri resistenti sono sicuramente le persone più fragili, le ospedalizzate o gli anziani delle RSA sia per motivi di sistema immunitario più sensibile che per la maggiore facilità di contagio. Quella dell’antibiotico-resistenza è un problema sanitario mondiale. L’Italia è una delle nazioni europee con il consumo più elevato di antibiotici e si stima che in un anno siano 11 mila i morti per infezioni resistenti agli antibiotici.

Qual’è l’utilizzo corretto degli antibiotici? Gli antibiotici devono essere assunti solo in caso di infezioni batteriche e solo dopo aver consultato il medico. Molte persone li assumono senza il consiglio del medico di famiglia, magari per curare malattie virali, con sintomi che noi chiamiamo comunemente influenzali ma che nulla hanno a che fare con gli antibiotici. In situazioni del tutto simili, molte persone li assumono semplicemente perché conservavano in casa pillole avanzate da una precedente terapia dando per scontato che l'origine dei sintomi attuali sia la stessa. Il medico ci prescrive una terapia ed è fondamentale rispettarla per avere una risposta terapeutica efficace. Se non si rispettano gli orari e gli intervalli consigliati dal medico, stabiliti sulla base delle caratteristiche dell’antibiotico stesso, la terapia antibiotica perde di efficacia. Qualsiasi farmaco,  compreso l’antibiotico, ha un suo tempo di emivita, cioè il tempo in cui viene assorbito e poi eliminato dall’organismo, e una MIC (Minima Concentrazione Inibente) ovvero la minima concentrazione di antibiotico necessaria a impedire la crescita di un microorganismo. Per esempio, in caso di faringite, è necessario assumere l’antibiotico amoxicillina due volte al giorno, ogni 12 ore. Questo dosaggio fa sì che l’antibiotico sia presente nel sangue in una concentrazione efficace per un periodo di tempo sufficiente a combattere l’infezione. Inoltre non si dovrebbe mai sospendere la terapia antibiotica  prima del termine stabilito, a meno che non sia espressamente indicato dal medico curante. Queste sono le condizioni fondamentali e necessarie per ottenere un successo terapeutico.

Quello dell'antibiotico-resistenza è un problema che oggi riusciamo ancora duramente a combattere. Il futuro di questi farmaci dipenderà dall'utilizzo corretto e responsabile che ne faremo, nei confronti di noi stessi ma soprattutto nei confronti di quelle persone che ogni giorno sono colpite da infezioni “difficili” rischiando la propria vita.

“Utilizzare gli antibiotici in modo responsabile è una responsabilità di tutti”

(European Antibiotic Awareness Day-organizzata da Ecdc)

 

 

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L'Infermiere è un professionista sanitario laureato il cui compito è la somministrazione della cura, il controllo dei  sintomi e la  cultura all’ Educazione Sanitaria.

 

                                                                                                          Roberto Pioppo

 

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