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Attualità | 17 maggio 2021, 14:49

188 neuropsichiatri infantili di Liguria, Piemonte e Val d'Aosta lanciano l'allarme: "Sempre più giovani con disturbi alimentari e del comportamento" (video)

Con un documento firmato, 188 neuropsichiatri infantili di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, mettono in evidenza l'emergenza che riguarda bambini e ragazzi, iniziata prima della pandemia ed esplosa con l'emergenza sanitaria

188 neuropsichiatri infantili di Liguria, Piemonte e Val d'Aosta lanciano l'allarme: "Sempre più giovani con disturbi alimentari e del comportamento" (video)

Tra le conseguenze di un anno e mezzo di pandemia non mancano quelli che riguardano migliaia di giovanissimi, i cui disturbi alimentari o del comportamento sono aumentati durante l'ultimo periodo. Una recente analisi dell'Osservatorio Epidemiologico del Ministero della Salute ha messo in luce un aumento del 30 per cento dei disturbi infantili a livello nazionale. Ora, con un documento firmato, 188 neuropsichiatri infantili di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta, mettono in evidenza l'emergenza che riguarda bambini e ragazzi, iniziata prima della pandemia ed esplosa con l'emergenza sanitaria. Molti giovanissimi arrivano in ospedale per gravi disturbi alimentari o del comportamento. Servono, dicono i professionisti, una rete, risorse e strutture adeguate.






Questo documento è nato come iniziativa da parte di un gruppo di neuropsichiatri infantili. - spiega Elisa Colombi, responsabile neuropsichiatria infantile Asl Cn2 - Sono 188 firmatari di Piemonte, Val d'Aosta e Liguria. Il documento vuole in qualche modo portare la consapevolezza sulla crisi emergenziale che stiamo vivendo, iniziata prima del periodo covid. Situazioni di fragilità che non erano ancora giunte ai nostri servizi, e che si sono rapidamente aggravati, soprattutto sono aumentate le richieste di visite urgenti, gli accessi in pronto soccorso, i ricoveri. I nostri ragazzi vivono in fasi d'età sempre più precoci”.

Non tantissimi anni fa – continua la dottoressa – arrivavano intorno ai 15, 16 anni, adesso arrivano a 10, 11, 12 anni. Hanno sintomi riferiti a più aree, per esempio non mangiano e si tagliano, oppure utilizzano sostanze. C'è bisogno di una rete che comprenda sufficienti e appropriate risorse da parte di tutti i servizi di neuropsichiatria infantile”.

Purtroppo questa filiera – spiega Franco Fioretto, responsabile neuropsichiatria infantile Asl Cn1 – al momento è carente, non è in grado di rispondere completamente a questi bisogni. Mancano posti letto di neuropsichiatria infantile in Piemonte, mancano strutture extra ospedaliere di accoglienza, ci mancano risorse per una presa in carico ambulatoriale sul territorio”.

Redazione

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