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Cronaca | 14 maggio 2021, 18:58

Ventimiglia: centro migranti all'ex monastero 'Maristi', il Vescovo "Non è al momento nella nostra disponibilità"

"Per la ristrutturazione serve almeno un anno mezzo mentre è invece in atto una situazione di emergenza che da subito necessita di un intervento immediato”.

Ventimiglia: centro migranti all'ex monastero 'Maristi', il Vescovo "Non è al momento nella nostra disponibilità"

Il Vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo, Mons. Suetta, è intervenuto in relazione alla paventata realizzazione di un centro per soccorrere l’emergenza migranti nella città di confine presso l’ex monastero dei frati Maristi (QUI).

Quattro anni fa il vescovo, mons. Antonio Suetta, aveva prospettato la soluzione possibile di questo progetto ricevendo la disponibilità della proprietà del complesso, appunto la Congregazione dei Fratelli Maristi, il sostegno del Prefetto di allora, Dott. Silvana Tizzano, che si era data disponibile ad interessarsi per verificare la indispensabile disponibilità di fondi presso il Ministero, e l’Amministrazione Comunale di allora, che però non aveva dato parere positivo.

Il Vescovo precisa quindi che “Se oggi si vuole ridiscutere la medesima proposta è necessario ripartire da capo. Ovvero risentendo la proprietà per verificarne e ottenerne la disponibilità attuale. In secondo luogo per vedere se ci sono fondi disponibili da parte dello Stato per ristrutturare e far funzionare dignitosamente la struttura. In ogni caso riflettendo bene sul fatto che, se anche tutto questo ci fosse, dobbiamo pensare che la preparazione di questo progetto, per i tempi di autorizzazioni e adeguamento necessari, richiederà diverso tempo, come bene evidenziato anche dal prefetto Dott. Michele Di Bari, mentre è invece in atto una situazione di emergenza che da subito necessita di un intervento immediato”.

"Io avevo detto al Prefetto Di Bari di essere pronto a riprendere il discorso di quattro anni fa - termina Suetta - ma ci deve essere la disponibilità dei Maristi, ci devono essere pareri favorevoli e, ovviamente, servono anche dei fondi. L’idea, come pensavo allora, è valida per creare una struttura stabile alle diverse emergenze. Ma dire oggi mettiamo a disposizione l’ex monastero è praticamente impossibile perché i tempi di ristrutturazione sono lunghi e, quindi, non sarebbe una risposta all’emergenza del momento”.

Carlo Alessi

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