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Al Direttore | 09 maggio 2021, 09:29

101 anni fa la Conferenza di pace di Sanremo riconosceva il diritto alla nascita dello Stato di Israele

Riflessioni sul ruolo della Città dei Fiori nella storia contemporanea e nel diritto internazionale

101 anni fa la Conferenza di pace di Sanremo riconosceva il diritto alla nascita dello Stato di Israele

Esattamente 101 anni fa, tra il 19 e il 25 aprile 1920, nella villa Devachan a Sanremo, sulla Riviera Ligure, si riunirono per una settimana i rappresentanti delle potenze vincitrici della prima guerra mondiale. E tutto questo mentre si stavano consumando ovunque gli ultimi casi di influenza spagnola e si era a poco meno di un anno dalla Conferenza di  Versailles. I delegati presenti al vertice sanremese assunsero, tra l'altro, le decisioni che portarono dopo la seconda guerra mondiale alla nascita dello Stato ebraico.

Con la risoluzione adottata dal consiglio della conferenza il 25 aprile 1920 veniva riconosciuto espressamente (nell'ambito dei negoziati sul destino dei territori ex ottomani) il legame storico del popolo ebraico con la Palestina e si incaricava la potenza  mandataria (il Regno Unito) di dare esecuzione alla Dichiarazione Balfour del 1917 e quindi assicurare in Palestina la ricostruzione della nazione del popolo ebraico. Con la Conferenza di Sanremo la Dichiarazione Balfour diventava atto vincolante di diritto internazionale. Le fasi di avvicinamento alla creazione di Israele furono complesse e diversificate, tenendo conto dei differenti punti di vista, inizialmente previsti dal movimento sionistico (Jabotinsky, Weizman e altri), in vista della soluzione del problema ebraico. Cent’anni fa, in Liguria, ebbe quindi luogo il primo riconoscimento ufficiale del futuro Stato di Israele. Uno Stato, che ormai viene progressivamente riconosciuto anche dagli stessi Paesi arabi, grazie ai cosiddetti Accordi di Abramo. La memoria di quell'evento resta dunque un patrimonio della storia mondiale, un patrimonio di cui Sanremo e la Riviera vanno giustamente orgogliose e che la Città dei Fiori dovrebbe coltivare come uno dei momenti più importanti della sua vicenda millenaria, se pur altre entità statali della regione non riuscirono a vedere la luce.

Una vicenda, quella della Conferenza del 1920, nel suo complesso, che testimonia la secolare tradizione di valori di fratellanza, ospitalità e umanità che il centro matuziano ha saputo offrire dalla sua fondazione. E nonostante che si attraversi oggi un'epoca segnata da un'inarrestabile ed acritica mistica della memoria, divenuta un magico termine pass partout, sempre più intriso di retorica, Sanremo, grazie a quell'avvenimento del 1920, continua invece a trasmetterci il messaggio di una concreta testimonianza storica viva ed attuale, che caratterizza ancora gli equilibri geopolitici internazionali e che lascia aperta tuttavia la speranza di un mondo più solidale. Non a caso a Sanremo, nel solco di questa benemerita tradizione, ha sede un istituto di diritto umanitario, che costituisce un punto di riferimento nel dibattito su questioni che attengono alla pace tra i popoli e le nazioni e al riconoscimento dei diritti dei rifugiati e dei migranti.

Pierluigi Casalino

Redazione

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