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Attualità | 07 maggio 2021, 07:02

Sanremo: appello del gruppo della Federazione Operaia "Non vendete 'Casa Serena', ecco come si può fare"

“Non si tratta di una presa di posizione a priori – scrive il gruppo - ma di un intervento propositivo data la presenza di un suggerimento importante".

Sanremo: appello del gruppo della Federazione Operaia "Non vendete 'Casa Serena', ecco come si può fare"

Come anticipato ieri dal nostro giornale è arrivata ieri in Comune una offerta per l’acquisto da parte di privati di ‘Casa Serena’, la Rsa di frazione Poggio a Sanremo. Sul fatto interviene oggi il gruppo di cultura politica della Federazione Operaia che, nell'ambito di un intervento in materia delle problematiche socio-assistenziali degli anziani, aveva fatto alcune riflessioni ed evidenziato il ruolo delle Istituzioni Pubbliche in questo settore.

“Non si tratta di una presa di posizione a priori – scrive il gruppo - ma di un intervento propositivo data la presenza di un suggerimento importante. L'Amministrazione Comunale sta procedendo su una linea politico-amministrativa che risale ad alcuni anni fa e infatti, alcune pregresse dichiarazioni del Sindaco e infine l'approvazione, in Giunta, del Bilancio per l'anno 2021, confermano la scelta fatta da tempo. Una scelta, a nostro avviso, che non è strettamente legata alla contingenza economica immediata del Comune, ma ha due antiche finalità molto chiare: fare cassa per fare altro e alleggerire il Bilancio Comunale”.

“Noi siamo consapevoli delle difficoltà dei singoli Comuni nel gestire le case di riposo – prosegue - ma questo non significa affatto che la sola alternativa sia la loro vendita. Prima di tutto si tratta di valutare il rilievo sociale degli Istituti Residenziali Pubblici, sia per la città di Sanremo che per qualsiasi città o borgo del nostro paese. Un rilievo sociale acquista ancora maggiore valore se si tiene conto di tre fattori: il primo, la permanenza della pandemia; il secondo, l'avvenuta approvazione del parte del Governo e del Parlamento del PNRR (che destina risorse pubbliche importanti all'assistenza territoriale); il terzo, il rafforzamento delle Infrastrutture Sociali previste sempre nel PNRR. In questo contesto, noi riteniamo che gli orientamenti o le decisioni assunte (che dovranno comunque essere approvate dal Consiglio Comunale) possano essere, in qualche modo, riviste sulla base di ragionamenti che tengano conto di più punti vista e non solo di quello economico-finanziario”.

Il gruppo della Fos matuziana auspica un ampio dibattito pubblico su questo tema e propone, in modo dettagliato, una ipotesi di progetto alternativo alla vendita (da rendere operativo nei modi e nei tempi appropriati) che ponga al centro del suo essere alternativo i seguenti obiettivi:
- mantenere, in un momento così delicato, nelle mani pubbliche un servizio importante per le persone anziane e fragili;
- non alienare (dato anche le ampie risorse presenti nel PNRR in materia di sanità e assistenza sociosanitaria) una struttura così rilevante dal punto di vista delle infrastrutture sociali;
- non far più pesare la gestione di ‘Casa Serena’ (come avviene per il ‘Borea-Massa’) sul bilancio comunale.

Come è possibile raggiungere questi tre obiettivi secondo la Fos? Questa la loro proposta: realizzare dal punto di vista giuridico, economico e gestionale un polo pubblico di accoglienza e cura per le persone anziane o fragili. Si tratterebbe di realizzare, mediante il coinvolgimento anche della Regione (date le sue competenze in materia di sanità e assistenza), un polo costituito dalle due strutture residenziali pubbliche di Sanremo sulla base di alcuni punti qualificanti:
- una nuova ed unica governance;
- la messa a disposizione, da parte della Regione, di finanziamenti mirati o linee di credito (a lungo termine) per la messa in sicurezza e ammodernamento delle due strutture;
- l'ingresso di possibili soggetti privati (partnership);
- utilizzare al meglio tutte le sinergie che tale sistema può produrre.

“Si tratta – termina il gruppo della Fos - di un ragionamento niente affatto demagogico o irrealizzabile. Certamente è necessaria la volontà e la disponibilità della politica e dell'Amministrazione comunale per potersi confrontare nel merito e poi agire di conseguenza. E' evidente che questo nostro ragionamento è rivolto principalmente all'Amministrazione cittadina e al Consiglio comunale; ma è anche rivolto ai partiti (presenti e non in Consiglio), ai sindacati, alle associazioni delle imprese, alle associazioni delle categorie professionali, al ‘Terzo Settore’, alle associazioni del volontariato e alla società civile nel suo complesso. L'appello è chiaro: si sviluppi una ampia e proficua discussione per verificare la possibilità di un nuovo progetto (quello indicato o altro) che consenta di mantenere nell'ambito del pubblico ‘Casa Serena’ senza che questa continui a pesare sul bilancio comunale.

Redazione

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