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Cronaca | 21 aprile 2021, 13:12

Perinaldo: video di Hamas su Facebook, ecco le motivazioni per cui il 49enne Mohamed Hanachi non era colpevole

"Tenuto conto delle dichiarazioni rese dall'indagato e delle memorie difensive depositate, si ritiene che gli elementi acquisiti nel corso delle indagini si presentino inidonei a sostenere l'accusa in giudizio”.

Perinaldo: video di Hamas su Facebook, ecco le motivazioni per cui il 49enne Mohamed Hanachi non era colpevole

Nei giorni scorsi avevamo pubblicato la conferma che Mohamed Hanachi, 49enne che vive a Perinaldo accusato di aver pubblicato sul suo profilo di Facebook dei video che avrebbero inneggiato al terrorismo islamico, non era colpevole e che la Procura di Genova aveva archiviato il caso per infondatezza della notizia di reato.

Mohamed vive da 30 anni in Italia e, già 3 anni fa quando venne accusato si era difeso evidenziando di non aver mai commesso reati di quel genere, oltre al fatto di non aver mai avuto problemi con la Giustizia. E oggi arriva la conferma della sua estraneità ai fatti. Tre anni fa la sua abitazione venne perquisita dagli agenti della Postale: la casa di Perinaldo dove vive dal 2000 è stata controllata con attenzione, così come il computer e il cellulare di Mohamed.

Lui, fino al 2000 ha vissuto in Lombardia, tra Milano e la provincia di Pavia. Ha poi scelto Perinaldo perché gli piace la natura e la vita tranquilla: “Se ci fossero state effettivamente delle foto sul mio telefono e computer, di cui hanno parlato sarei rovinato. Ma non è così” ci ha detto oggi, sollevato dopo l’archiviazione. “Sul mio profilo pubblico di Facebook – termina Mohamed - avevo pubblicato le foto di alcuni ragazzi uccisi in Tunisia, il mio paese d’origine, dove c’è stata una rivolta contro il dittatore ed è una cosa che mi riguarda perché sono nato laggiù. Ho solo documentato quanto ma io sono assolutamente contro l’Isis, quelli non sono nemmeno bestie, sono peggio!”

Ora arrivano anche le motivazioni: "Ritenuto che le giustificazioni fornite dall'indagato consentono di operare una ricostruzione dei fatti alternativa a quella degli inquirenti: in particolare l'indagato ha riferito che le foto ed i filmati pubblicati erano stati da lui reperiti da fonti aperte (per lo più giornalistiche) e comunque, deve effettivamente rilevarsi, erano stati pubblicati senza alcun commento; ha riferito che alcune immagini apparivano sul suo profilo in quanto era stato ‘taggato’ e quindi non erano state da lui pubblicate (anche in questo caso non si rilevano commenti provenienti dall'indagato); infine per quanto concerne i fotomontaggi indicati nel capo di incolpazione, nella memoria difensiva viene fornita una plausibile spiegazione della loro pubblicazione che li caratterizzerebbe quale momento di denuncia dei bombardamenti israeliani e non come incitamento alla commissione di attentati terroristici. In conclusione, tenuto conto delle dichiarazioni rese dall'indagato e delle memorie difensive depositate, si ritiene che gli elementi acquisiti nel corso delle indagini si presentino inidonei a sostenere l'accusa in giudizio”.

Mohamed Hanachi è stato dichiarato non colpevole anche grazie al lavoro del suo legale, l'avvocato Alessandro Gallese di Sanremo

Carlo Alessi

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