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Cronaca | 14 aprile 2021, 12:00

Incendio a San Bartolomeo al Mare, un piano premeditato per impedire ai vicini svizzeri di trascorrere le vacanze nel dianese: i particolari dell'inchiesta dei Carabinieri

In carcere su ordine del gip sono finiti Antonietta Fragnoli e il figlio Riccardo Graziani. I due avrebbero appiccato il fuoco nell'immobile in piazza Verdi per futili motivi: presunti rumori molesti e la pulizia delle scale. In caserma sentiti 50 testimoni

Incendio a San Bartolomeo al Mare, un piano premeditato per impedire ai vicini svizzeri di trascorrere le vacanze nel dianese: i particolari dell'inchiesta dei Carabinieri

Volevano impedire ai vicini di trascorrere le proprie vacanze nella loro seconda casa attraverso un piano premeditato e curato in ogni dettaglio. Secondo i Carabinieri della stazione di Diano Marina, coadiuvati  dai militari della sezione operativa della Compagnia di Imperia, Antonietta Fragnoli, 53 anni, e il figlio, Riccardo Graziani, 21enne, arrestati oggi su ordine del gip imperiese Paolo Luppi, hanno appiccato volontariamente il fuoco che il 2 marzo scorso ha distrutto un appartamento, sito all’ultimo piano, in piazza Verdi a San Bartolomeo al Mare.

Stando all’inchiesta condotta dal pm di Imperia, Veronica Meglio, i due per futili motivi non tolleravano più la presenza della coppia proprietaria dell’immobile. Si tratta di due cittadini residenti in Svizzera che lo avevano acquistato come seconda casa. A San Bartolomeo venivano saltuariamente: d’estate e durante le festività. Da tempo, però tra i due gruppi familiari erano sorti dei contrasti; in particolare sembrerebbe che madre e figlio non tollerassero più la presenza dei vicini all’interno della palazzina a causa di motivi giudicati futili dal gip come la pulizia delle scale e presunti rumori molesti. Ed ecco che di notte avrebbero deciso di agire dopo aver acquistato la benzina in un distributore self-service locale da cui sono state estrapolate le immagini della video-sorveglianza. Successivamente avrebbero violato il domicilio dei vicini tagliando alcune sbarre del cancello e forzando il portone d’ingresso per poi appiccare il fuoco.

Nell’immediatezza dei fatti il rogo è sembrato essere stato originato da un’esplosione accidentale, ma poi troppe circostanze sono risultate essere poco chiare. Per prima cosa i Carabinieri hanno notato sul posto la donna, proprietaria della casa a fianco, la quale disse di esser rientrata da poco in quanto aveva portato il figlio all’ospedale di Albenga poiché aveva riportato delle ustioni in seguito dell’esplosione. Ai militari riferì che il figlio, al momento dello scoppio, si trovava nel giardino di casa. Ciò insospettì parecchio gli investigatori considerato che erano le quattro di notte e che quindi quanto dichiarato era inverosimile.

Peraltro, il fatto che il giovane non fosse stato portato al più vicino ospedale di Impera rese ancora più dubbia la versione dei fatti riferita. I Carabinieri ritennero utile recuperare gli abiti del giovane che furono ritrovati nella lavatrice dell’abitazione ancora impregnati di liquido infiammabile. Il 21enne venne subito iscritto nel registro degli indagati per incendio doloso.

Ma le indagini dell’Arma si sono ampliate. In caserma, nel giro di un mese, sono stati sentiti circa 50 testimoni e, dalle dichiarazioni rese, i carabinieri hanno compreso che tra i due nuclei familiari non correva buon sangue ed inoltre che, quanto riferito dalla madre e dal figlio, in più passaggi è risultato essere falso. È stata sviluppata quindi un’indagine articolata con metodi tradizionali che ha visto impegnati diversi militari di Imperia e di Diano. Nonostante la stazione di Diano abbia vissuto in quel periodo una situazione emergenziale, a causa di molti militari in quarantena per via del covid-19, l’inchiesta è andata avanti. In molti infatti, hanno lavorato per far luce sulla vicenda nonostante fossero a casa in malattia.

"Al momento - ha dichiarato a Imperia News l'avvocato Sandro Lombardi, legale dei due arrestati - è stata sentita solo la madre che nega ogni addebito. Nelle prossime ore avrò modo di leggere il fascicolo e prepare il ricorso alla misura cautelare". L'udienza di convalida non è ancora stata fissata.

Angela Panzera

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