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Attualità | 07 aprile 2021, 08:11

Sanità e futuro degli ospedali in provincia: nuovo intervento del gruppo della Federazione Operaia Sanremese

Una soluzione logistica molto efficace potrebbe essere quella della riattivazione, per le sole malattie infettive, del vecchio Pronto Soccorso. Questa soluzione consentirebbe la piena funzionalità, in sicurezza, del nuovo Pronto Soccorso.

Sanità e futuro degli ospedali in provincia: nuovo intervento del gruppo della Federazione Operaia Sanremese

Il Gruppo di Cultura Politica della Federazione Operaia Sanremese, dopo aver reso noto (la settimana scorsa) i contenuti di una parte (quella riguardante i Medici di Medicina Generale e del Palasalute di Sanremo) del documento complessivo sulla Sanità elaborato per il confronto con le Autorità competenti e aver posticipato, a data da destinarsi, l'iniziativa programmata per il 19 aprile torna sull'argomento, rendendo pubblica un'altra parte di quel documento: quella dedicata alle Strutture Ospedaliere.

L'Ospedale deve essere adibito solo alle vere emergenze e procedure complesse ed invasive (sale operatorie, centro ictus, emodinamica, traumatologia maggiore, natalità, etc) per risolvere nel più breve tempo possibile i casi gravi che, passata la fase acuta, possono essere smistati nei centri periferici (strutture ospedaliere di Comunità). In questo contesto diventa fondamentale uno stretto collegamento con la centrale del 118, auto medica, autoambulanze attrezzate dislocate nei diversi ambiti (sia costiero che dell’entro terra), elicotteri. E' molto importante avere una organizzazione capillare ed efficace per i trasporti sanitari attrezzati che devono portare il paziente critico nel centro più idoneo.

Rispetto all'Ospedale nuovo per il Ponente Ligure (riconfermato, più volte, dal Presidente della Regione come uno degli obiettivi di questa legislatura) vanno approvati, con celerità, gli atti formali necessari: Urbanistici, Progettuali e Finanziari. Nello stesso tempo si evidenzia che la pandemia ha fatto emergere la necessità di utilizzare o realizzare strutture, il più possibile distanziate ed autonome, per i pazienti con malattie o sospette malattie infettive, per cui si avanzano due possibili soluzioni.

Ipotesi A - la realizzazione, nell'area del nuovo Ospedale, di una struttura  completamente autonoma con servizi dedicati a partire dal Triage/Pronto Soccorso,  Radiologia, etc. per una gestione autonoma delle patologie infettive.
Ipotesi B -  la Regione potrebbe decidere, per una ampia parte del Ponente Ligure (il che significa non solo per il territorio della Asl1), di utilizzare in modo esclusivo per le sole malattie infettive e le eventuali emergenze sanitarie un solo Ospedale pienamente funzionante.

Considerato che per la realizzazione dell'Ospedale nuovo occorrono dall'inizio dei lavori  almeno 6/7 anni, indipendentemente dalla soluzione che si adotta rispetto al reparto o struttura per la cura delle malattie infettive, si pone la necessità di programmare, quindi assicurare, una fase di transizione che veda il coinvolgimento attivo di tutte le attuali strutture ospedaliere dell'intero territorio della Asl 1. La transizione, che va progettata in breve tempo, non può che partire dall'attenuarsi o fine della pandemia da Covid-19 e procrastinarsi fino alla realizzazione del nuovo Ospedale. La progettazione della fase di transizione pone una necessità politica, ma anche etica, a cui nessuno si può sottrarre: tutti devono assicurare un atteggiamento responsabile, il che significa eliminare dal linguaggio e dai comportamenti qualsiasi forma di propaganda, campanilismo (uno dei tanti mali che ha contribuito alla non adeguata efficacia del Servizio Sanitario Pubblico anche nel nostro territorio) o di interessi particolari.

In questo contesto l'attuale Ospedale di Sanremo, dovrebbe offrire, per tutto il tempo necessario, ai Cittadini di Sanremo e del circondario, un servizio continuativo per almeno una parte importante delle patologie che venivano offerte e gestite nel periodo preCovid. Rispetto alla fase di transizione, tenuto conto della situazione in essere nell'intera Asl1 Imperiese (l'Ospedale “Borea” è l'unica struttura ospedaliera con il reparto di Malattie Infettive, l'Ospedale di Imperia - sostanzialmente Ospedale unico e l'Ospedale di Bordighera in un limbo indefinito), vanno condivisi e stabiliti a monte alcuni punti fermi; in particolare:
- va fatta cadere, almeno fino alla realizzazione dell'Ospedale nuovo a Taggia, qualsiasi ipotesi di gestione privata dell'Ospedale di  Bordighera, dato che la struttura potrebbe essere destinata, di fatto e in breve tempo, nel diventare un Ospedale di Comunità (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Missione 6, denominata “Salute”);
- la Conferenza dei Sindaci e la Asl1 dovrebbero stabilire, di comune accordo, quali reparti per l'intero territorio della Asl1 debbano essere collocati in modo esclusivo negli Ospedali di Sanremo ed Imperia, a partire dai prossimi mesi e fino alla realizzazione dell'Ospedale nuovo a Taggia.

Si tratta di decisioni preliminari e non eludibili, se si vuole dare un accettabile grado di stabilità alla Sanità dell'intero territorio della Asl1 con una particolare attenzione a quella del Distretto Sanitario di Sanremo, dato che è stato e sarà ancora quello più penalizzato. Solo in questo contesto è possibile definire e poi gestire, in modo corretto e positivo, la fase di transizione che deve vedere un ruolo specifico e puntuale dell’Ospedale di Sanremo. 

L'Ospedale di Sanremo e la fase di transizione: per come è strutturato è candidato, in modo automatico e in qualsiasi momento (come già successo) ad essere utilizzato come Ospedale dedicato alle emergenze sanitarie. Ne consegue che l'attività ordinaria non può che essere in parte limitata e condizionata in modo permanente; pertanto, relativamente alla fase di transizione, si tratta di definire a monte come utilizzare i 3 padiglioni e quali servizi vanno sempre assicurati in assenza di emergenza sanitaria.

Rispetto all'utilizzo dei 3 padiglioni dell'Ospedale di Sanremo durante la fase di transizione, queste le nostre proposte:
a) dedicare in modo esclusivo e permanente il padiglione “Giannoni”, con almeno 35/40 posti letto di media/alta intensità, per la cura delle malattie infettive;
b) utilizzare il padiglione “Castillo”, con almeno 50 posti letto di bassa/media intensità e 10 posti letto di terapia intensiva per le specialità mediche. Questo utilizzo consente da una parte di assicurare al reparto di Malattie Infettive un supporto costante rispetto alle malattie infettive critiche, dall'altro la possibilità di spostare, in tempi brevissimi, in altre strutture ospedaliere (in caso di una nuova emergenza sanitaria) i pazienti ricoverati con altre patologie; 
c) per quanto riguarda il padiglione “Borea” (l'ultimo da rendere disponibile per le eventuali emergenze) va strutturato e organizzato per ospitare almeno 90 posti letto di bassa/media intensità e almeno 10 posti letto di terapia intensiva.

I posti letto sopra indicati, dato che si trovano all'interno di una struttura che vede la presenza di più sale operatorie, potrebbero essere dedicati alla cura delle seguenti patologie: Emodinamica, Centro Ictus, Chirurgia, Traumatologia, Otorinolaringoiatra, Gastroenterologia, Nefrologia e Dialisi, Ostetricia e Ginecologia, Cardiologia. In aggiunta ai contenuti dei punti a, b e c, si pone la necessità (al fine di assicurare il massimo della sicurezza sanitaria) di trovare una soluzione logistica adeguata al Triage dedicato alle Malattie Infettive. 

Una soluzione logistica molto efficace potrebbe essere quella della riattivazione, per le sole malattie infettive, del vecchio Pronto Soccorso. Questa soluzione consentirebbe la piena funzionalità, in sicurezza, del nuovo Pronto Soccorso.

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