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Attualità | 07 aprile 2021, 09:11

Palestre e sport fermi per il Covid: appello di Elisa Anfossi vice presidente del 'Karate Arma Taggia'

"Ciò che purtroppo è stato sottovalutato è l'aspetto lavorativo del mondo dello sport: si tende difatti a considerarlo solo come un modo per distrarsi e divertirsi, quando in realtà il mondo dello sport comprende circa un milione di lavoratori e collaboratori che al giorno d'oggi si ritrovano senza stipendio da più di 12 mesi".

Palestre e sport fermi per il Covid: appello di Elisa Anfossi vice presidente del 'Karate Arma Taggia'

Elisa Anfossi, vicepresidente del ‘Karate Arma Taggia’, un'associazione sportiva che si occupa di formare giovani atleti nell'ambito delle arti marziali, sia a livello agonistico che dilettantistico, ma anche di corsi fitness quali aerobica, pilates ed allenamento funzionale.

“A più di un anno dalla chiusura delle palestre e dei centri sportivi – sottolinea Elisa Anfossi - vorremmo chiedervi supporto. Ciò che purtroppo è stato sottovalutato è l'aspetto lavorativo del mondo dello sport: si tende difatti a considerarlo solo come un modo per distrarsi e divertirsi, quando in realtà il mondo dello sport comprende circa un milione di lavoratori e collaboratori che al giorno d'oggi si ritrovano senza stipendio da più di 12 mesi. Dopo più di un anno di silenzio e di aiuti negati, ci sentiamo in dovere di sollevare una discussione inerente a un problema che accomuna tutti i professionisti del nostro settore”.

“A partire da marzo 2020 – prosegue - il mese del primo lockdown, sino ad oggi, palestre e centri sportivi hanno avuto la possibilità di restare aperti per 6 mesi ottenendo meno di 2000 euro come ristoro, cifra decisamente inferiore rispetto al fatturato annuo di qualunque attività: in questi mesi si sono susseguite proposte da parte degli organi istituiti per tutelarci, proposte inerenti a finanziamenti mai arrivati. Ciò che purtroppo a molti sfugge è che fare sport, non è solo un modo per fuggire dalla realtà: è un lavoro retribuito e a tempo pieno per tutti gli istruttori e collaboratori che credono realmente nelle potenzialità dei loro atleti e che da sempre mettono impegno e passione per insegnare al meglio la loro disciplina. Da piccola realtà di paese quale siamo, abbiamo sempre cercato di insegnare ai nostri atleti, di ogni disciplina da noi praticata, valori quali l’impegno costante, la perseveranza, l’altruismo ed il rispetto, il tutto pervaso da entusiasmo e serenità; ci siamo sempre mostrati positivi ed ottimisti, svolgendo lezioni fitness online per continuare a mantenere lo spirito del gruppo e condividendo costantemente sui social aneddoti sul karate per meglio far conoscere la nostra attività”.

“Nonostante ciò, nei mesi trascorsi ci siamo sentiti profondamente ignorati dalle istituzioni, malgrado lo sport abbia dato e continui a dare enorme prestigio al nostro Stato; durante le brevi riaperture ci sono state imposte prenotazioni, numeri ridotti ai corsi, la distanza obbligatoria, facendo diventare un centro sportivo non più un luogo di convivialità e familiarità, ma quasi un luogo freddo ed apatico. Abbiamo investito soldi e tempo in sanificazioni, compilando costantemente moduli ed autocertificazioni, per la tutela nostra e dei nostri tesserati. Nessuno si è mai imposto, nessuno si è mai lamentato perché l’importante era ricominciare con la nostra passione, con il divertimento che tanto ci accomuna e che ci fa star bene. Le persone che frequentano palestre o centri sportivi sono persone disciplinate, che hanno sempre rispettato e che sempre rispetteranno le regole”.

“Ad oggi, non esiste alcuna evidenza scientifica che correli la pratica di sport con il contagio da Covid-19 e, soprattutto, ad oggi nessun contagio è stato attribuibile alla frequentazione di palestre. Così facendo vengono messi in difficoltà estrema 1.000.000 di lavoratori, 100.000 centri sportivi e 20.000.000 di atleti, per non parlare dei sogni di istruttori, maestri, allenatori che hanno faticato una vita per arrivare a coronare il sogno di aprire o lavorare in un centro o un’associazione sportiva, insegnando a bambini, ragazzi e adulti discipline sane sia a livello fisico che a livello psicologico. Chiediamo, pertanto, una risposta che ci permetta di riprendere non solo con la nostra passione, ma con il nostro lavoro e che ci consenta nuovamente di sostenere quotidianamente i nostri atleti”.

Redazione

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