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Al Direttore | 02 aprile 2021, 13:01

Zona rossa e situazione economica drammatica: il pensiero di un nostro lettore

Zona rossa e situazione economica drammatica: il pensiero di un nostro lettore

Un nostro lettore, Claudio Riva, ci ha scritto per commentare la situazione dettata dalla zona rossa: 

“Mi fa piacere leggere sul suo giornale di questo sollevamento di popolo, di questa scaldata di animi e di questa ‘rivoltina’ web contro Toti e i suoi dictat a sorpresa, magari ci fossero piu spesso queste piccole rivoluzioni. Lo sapete che in Francia le decisioni sulle strategie anti Covid vengono annunciate del presidente della repubblica in un discorso alla nazione con congruo anticipo? Lo sapete che in Francia i tamponi sono completamente presi in carico dal sistema sanitario e quindi sono gratis per i cittadini e se ne può fare anche uno al giorno? Lo sapete che negli ospedali francesi si muore di Covid meno che in quelli italiani e non si vedono barelle ferme in corsia? Lo sapete che in Francia l’età media dei medici negli ospedali è di 50 anni? Lo sapete che in Francia da marzo 2020 i dipendenti pubblici e privati percepiscono al 5 del mese l’84% del salario netto (con un minimo di 1.200 euro)? E guai al mondo se fosse accreditato con un solo giorno di ritardo.  Lo sapete che in Francia la politica è più snella, si fanno meno chiacchiere e più fatti e i soldi non si perdono per strada ed il cemento dei piloni non rimane nei sacchi? In questo caso dobbiamo ammetterlo, l’erba del vicino è un po’ più verde che la nostra”.

“L’Italia sarà sempre dietro agli altri, ferma all’Abc perchè la politica favorisce da sempre l’ interesse di un certo privato piuttosto che quello pubblico e lo fa ad arte (siamo attori nati) distrae con teatrali retoriche, con corone di fiori e targhe in marmo bianco per mostrare che le istituzioni ci sono, come sepolcri imbiancati. In realtà non si è fatto nulla di concreto per contrastare questa pandèmia, tante parole, sempre recitate come se si fosse in aperta campagna elettorale, hanno usato l’immagine dei camion di Bergamo colmi di cadaveri non per farsi un esame di coscienza e recitare un mea culpa, ma piuttosto per trarne un profitto mediatico, ci rendiamo conto? Una vergogna, come i tamponi siciliani truccati oppure gli sconci andirivieni delle mascherine FPP2”.

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