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Attualità | 30 marzo 2021, 07:11

Imperia, il grido d'aiuto di Gloria al Comune e all' 'Arte': "Eliminate le barriere architettoniche. Mi si restituisca la dignità di donna e di disabile" (Foto)

La 70enne, residente in un'alloggio popolare a Piani, invoca la rimozione di quegli ostacoli che la costringono ad essere 'prigioniera' in casa sua: "non siamo cittadini di serie B, non chiedo grandi cose, ma solo i miei diritti"

Imperia, il grido d'aiuto di Gloria al Comune e all' 'Arte': "Eliminate le barriere architettoniche. Mi si restituisca la dignità di donna e di disabile" (Foto)

“Non chiedo molto, ma solo che siano eliminate le barriere architettoniche in modo che io possa avere la possibilità di non essere più prigioniera in casa mia e quindi che mi si restituisca la mia dignità non solo di disabile, ma di donna, di persona”. È questo l’appello che Gloria Cervelli, 70 anni, residente di una delle case popolari di via della Chiesa, in frazione Piani a Imperia, rivolge tramite il nostro giornale al Comune e all’ 'Arte Imperia', l’azienda regionale territoriale per l’edilizia della provincia che ha competenza sull’assegnazione degli immobili popolari.

Affetta da una serie di patologie che le compromettono in modo notevole le capacità motorie, in passato la donna ha dovuto combattere anche con un grave tumore che ha profondamente cambiato la propria esistenza. Gloria sta in casa da sola, non ha nessuno. La madre è morta così come il fratello e la sorella. Per muoversi deve necessariamente farlo con un girello e purtroppo in alcuni punti dello stabile, comuni a tutti i còndomini, per lei è impossibile andarci delegando di fatto, tutte le operazioni – anche quelle più semplici- a terze persone che ovviamente deve remunerare e con la sua piccola pensione di 500 euro non riesce adesso a sostenere queste spese. “Per andare a buttare la spazzatura nei bidoni condominiali- dichiara- c’è un gradino che per me è troppo alto da affrontare e quindi di conseguenza da sola non ci posso andare, rischio di cadere e farmi male. Basterebbe eliminarlo e io potrei finalmente riuscire a passare. Non credo sia una cosa complicata da realizzare, ma per me significherebbe tanto”.

Ma non è solo quel gradino l’ostacolo in cui Gloria incorrerebbe se dovesse uscire dal proprio appartamento. “Ho bisogno di camminare perché il mio problema alle gambe si aggrava ancora di più se sto sempre ferma in casa. Lo vorrei tanto fare, ma qui è impossibile”. Abbiamo verificato di persona lo stato dei luoghi e in effetti, già di fronte la sua abitazione la pavimentazione risulta sconnessa in molti punti. Le radici degli alberi che sollevano le mattonelle, alcune delle quali anche rotte, ed inoltre per raggiungere la strada di viabilità comunale si incorre in una viuzza sterrata impossibile da oltrepassare per chi cammina con l’ausilio di un girello.

“Quel tratto è pericoloso per chi ha difficoltà motorie -ci spiega- ed inoltre, quando piove basta poco e tutta la strada diventa una grande pozza di fango. Per me è impossibile andarci”. La donna quindi chiede all’ 'Arte Imperia' non solo di rimuovere tutte le barriere architettoniche presenti, ma anche un’opera di manutenzione degli spazi comuni che porterebbe giovamento non solo a lei bensì a tutti i residenti delle case popolari.

Al Comune invece, chiede che oltre farsi carico di queste istanze, possa metterla in condizione di poter materialmente dal complesso delle case popolari. “Ammesso che questi interventi vengano realizzati, anche se ormai l’ho chiesto tante di quelle volte che non ci spero più, comunque una volta oltrepassata la sbarra di accesso delle palazzine non potrei neanche salire sul marciapiede posto lungo la strada poiché non c’è uno scivolo per disabili che si interseca con le strisce pedonali ed il gradino è troppo alto per poterci salire non solo con il girello, ma anche con uno dei mezzi elettrici solitamente usati da chi ha una disabilità. Vorrei tanto comprarne uno, ma essendo così la situazione sarebbe inutile perché non potrei usarlo, rischierei di cadere e farmi male ed essendo da sola non posso neanche permettermi di farmi male”.

La signora Gloria Cervelli ha richiesto, attraverso numerose telefonate, tutti questi interventi, ma l’ 'Arte Imperia' l’ha unicamente “invitata” a mandare lettere e mail varie.Io ho 70 anni, prosegue, non sono tanto capace a farlo tramite il computer e da sola non riesco ad andare neanche a raggiungere la cassetta della posta. Mi chiedo, sottolinea, il perché tutta questa burocrazia. Mi chiedono di scrivere e scrivere, ma non sarebbe più facile starmi semplicemente ad ascoltare?, chiosa. Non mi hanno mai preso in considerazione. Noi anziani, noi disabili, non residenti delle case popolari non siamo cittadini di serie B. Abbiamo i nostri diritti. Non credo di chiedere chissà cosa, ma delle cose semplici e di buon senso. Ho persino chiesto se è possibile autorizzarmi a trasformare un piccolo spazio dove ho un giardinetto come parcheggio per disabili. Farei tutto a mie spese, precisa, non chiedo che lo paghino loro, ma neanche questa mia richiesta è stata mai recepita. Non so più cosa pensare. Non si può sempre combattere per tutto anche per ciò che sarebbe normale in un paese civile. Attendo persino risposta sul poter sostituire la vasca da bagno con una doccia; ovviamente neanche ciò ha sortito effetto. Ogni volta che devo lavarmi rischio la vita. È un pericolo per una persona disabile avere una vasca da bagno. Mi sento davvero umiliata; spero solo che queste mia parole non cadano anche questa volta nel vuoto e che finalmente il mio appello venga ascoltato e che quindi mi diano la possibilità di riavere una dignità, di essere autosufficiente, di poter camminare ed essere un po’ più autonoma senza richiedere sempre l’aiuto di qualcuno”.

Angela Panzera

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