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Tra storia e ricordi | 28 marzo 2021, 09:00

Gavenola e il Signor Vannenes: un episodio del 700 in Valle Arroscia con i 24 abitini delle Milizie Celesti

Nella rubrica 'Tra Storia e Ricordi' curata da Roberto Pecchinino

Gavenola e il Signor Vannenes: un episodio del 700 in Valle Arroscia con i 24 abitini delle Milizie Celesti

Nel cuore della Valle Arroscia c'è un tesoro di inestimabile valore poco conosciuto, ma custodito gelosamente dalla comunità di Gavenola: ventiquattro abitini delle "Milizie celesti". Ammirare queste vesti è come compiere un viaggio a ritroso nel tempo, in un’epoca che ha rappresentato il momento storico più florido della coltura dell’olivo in valle: una società in equilibrio dal punto di vista sia economico che sociale, caratterizzata da un grande interesse per le suggestive manifestazioni collettive che si svolgevano attorno alle chiese ed ai Santuari.

Con la Domenica delle Palme, siamo entrati nella Settimana Santa, è oggi con la 125ª puntata della rubrica “Tra storia e ricordi” curata da Roberto Pecchinino, saremo trasportati nel 700, e rivivremo un evento straordinario: la processione delle “MILIZIE CELESTI”

Ho realizzato questo documentario – ci racconta il giornalista e curatore della rubrica Roberto Pecchinino – nel 1995, in collaborazione con il funzionario Franco Boggero della Soprintendenza al Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico della Liguria. Per gli abitini delle “Milizie Celesti” il 1995, fu l'ultimo anno che i ragazzini avevano avuto la possibilità di indossare quelli originali. Ricordo che il lavoro mi era stato commissionato, dalla Soprintendenza, per documentare storicamente e professionalmente l'antica processione, che si tramandava da secoli, di padre in figlio. La processione con le “Milizie Celesti” veniva organizzata una volta ogni 5 anni. Grazie alla splendida collaborazione con il Dott. Boggero, l'evento aveva contribuito a far nascere una amicizia dove la parte storica curata dal Dott. Franco Boggero, si era splendidamente fusa alla mia tecnica ed esperienza cinematografica, che aveva permesso di realizzare, questo documentario insieme ai miei collaboratori, che oggi vi presento per la prima volta dopo 26 anni su Sanremonews.

Da una dichiarazione fatta dal Dott. Franco Boggero (Soprintendenza al Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico della Liguria) autore del libro: Gavenola e il Signor Vannenes: un episodio del 700 della Valle Arroscia.

“Gli abitini, indossati da una serie di bambini che impersonano la schiera angelica di San Michele, scortano ogni cinque anni il Cristo deposto nella processione del Venerdì Santo. Nonostante l’attuale connotazione “celeste” – la croce sul cimiero, le ali – gli abitini hanno un convincente termine di riferimento nei costumi teatrali delle feste seicentesche di corte, non di rado disegnati proprio in funzione di giovanissime comparse.Gli abitini, di primo Settecento, in velluto nero con ricami a riporto in argento, simulano piccole armaturemorbide in velluto con riporti in filo d’argento, costituiscono da tempo la maggiore gloria di Gavénola, una borgata di Borghetto d’Arroscia. Donati nell’Ottocento da un importante benefattore, il mitico signor Wannenes, sono di provenienza incerta ma si ispirano senza dubbio ai costumi utilizzati in epoca barocca per i balletti di corte.Me li aveva mostrati il parroco nel 1981, quando iniziavo appena a percorrere la mia zona operativa come funzionario della Soprintendenza (ma allora si usava ancora dire“ispettore”).Farli indossare ai ragazzini in occasione della tradizionale processione del Venerdì Santo sarà sempre più difficile; un po’ per la penuria stessa di ragazzini, ma soprattutto per via della loro grande fragilità.E non meno problematica sarà la creazione di una piccola sede espositiva che, all’interno del vicino oratorio, potrebbe conservarli in tutta sicurezza.

Si tratta dell’abbigliamento di un particolarissimo drappello simboleggiante giovani angeli; le ali (forse realizzate in un secondo momento) sottolineano il carattere celeste della schiera. Dal 1779, ancora oggi la cassa del Cristo Deposto sfila custodita da queste particolari Milizie Celesti; una tradizione che si perpetua con la grande festa annuale di fine stagione estiva al santuario dei santi Cosma e Damiano e con la suggestiva processione quinquennale del Venerdì Santo.

Purtroppo, le loro condizioni conservative sono ormai troppo precarie perché possano continuare a svolgere la loro consueta funzione scenico-rituale: a Gavénola si prevede infatti di destinare l’oratorio del Battista a sede espositiva permanente degli abitini. E questi, a loro volta, dovranno essere sottoposti a un integrale intervento restaurativo.

Per le piccole comparse della processione del Venerdì Santo si confezioneranno copie fedeli degli originali, o in alternativa costumi nuovi, “d’autore”, che con quelli antichi trovino comunque un motivato confronto.

I costumi di Gavenola costituiscono attualmente un esempio eccezionale di conservazione di un patrimonio artistico, dall’alta valenza storica e culturale, prezioso pur nella sua semplicità, tanto più in questo contesto: testimonianza di un nobile passato e tenace perpetuarsi della tradizione.

Ammirare queste vesti è come compiere un viaggio a ritroso nel tempo, in un’epoca che ha rappresentato il momento storico più florido della coltura dell’olivo in valle: una società in equilibrio dal punto di vista sia economico che sociale, caratterizzata da un grande interesse per le suggestive manifestazioni collettive che si svolgevano attorno alle chiese ed ai Santuari.

Franco Boggero

(Soprintendenza al Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico della Liguria)

Redazione

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