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Infermiere e salute | 28 marzo 2021, 06:00

L'obbligo dei vaccini: la mia opinione

Ritorna il Professor Giorgio Bottani con un ottimo spunto sulla obbligatorietà dei vaccini.

L'obbligo dei vaccini: la mia opinione

L’obbligo vaccinale per tutti e in particolare per gli operatori sanitari, ribadito autorevolmente dal Presidente della Repubblica nel discorso di fine anno 2020, credo sia una necessità inderogabile di fronte al quotidiano persistere preoccupante di casi di contagio e di un possibile ulteriore incremento, a fronte di un’incredibile lentezza del piano vaccinale. Stiamo assistendo ancora alla supplenza della Magistratura (sentenza del Giudice di Belluno di ieri) o delibere di Presidenti di Regione (Puglia 19-1-2021) su provvedimenti che dovrebbero essere rapidamente assunti dal Parlamento, su indicazione di ISS e CTS.

In questa situazione sottrarsi a tale obbligo, soprattutto da parte degli operatori sanitari, nel pieno di una crisi sanitaria mondiale che sta sconvolgendo la nostra società, è incomprensibile perché non ha giustificazione, soprattutto dal punto di vista scientifico. Non si tratta di difendere le libertà, ma di un pericoloso tentativo di mettere in discussione le misure preventive e le raccomandazioni con cui la comunità scientifica e le istituzioni cercano di proteggere la salute di tutti noi e di impedire situazioni che metterebbero definitivamente in pesante crisi tutta la nostra comunità. Chi tenta di far passare i provvedimenti del governo e le indicazioni degli scienziati, come una limitazione alla libertà personale e ai diritti inalienabili, indipendentemente dalla responsabilità penale che comunque è sussistente in tale comportamento, è un’irresponsabile che non è interessato alla salute pubblica, sancita dall’art. 32 della Costituzione come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.

Insomma credo che l’obbligo vaccinale per cittadini, dovrebbe essere previsto dalla legge, come vi è l’obbligo di vaccinazione per altri 10 vaccini (legge 119 del 2017) per il significato della tutela della salute pubblica e del mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica.

Per gli operatori sanitari discende direttamente dall’art. 32 della Costituzione.

Il Codice di deontologia medica presentato agli Ordini provinciali dal Presidente della FNOMCeO e approvato dal Consiglio Nazionale (18 maggio 2014) identificava le regole, sui principi di etica medica che disciplinano l’esercizio professionale del medico chirurgo iscritto all’albo professionale. Il codice, impegna il medico nella tutela della salute individuale e collettiva vigilando sulla dignità, sul decoro, sull’indipendenza e sulla qualità della professione. E, al riguardo l’art. 14, concernente la prevenzione e la sicurezza delle cure, dispone: “Il medico opera al fine di garantire le più idonee condizioni di sicurezza del paziente e degli operatori coinvolti, promuovendo a tale scopo l’adeguamento dell’organizzazione delle attività e dei comportamenti professionali e contribuendo alla prevenzione e alla gestione del rischio clinico attraverso: “l’adesione alle buone pratiche cliniche[…].

La liceità dell’obbligo vaccinale in situazione emergenziale è affermato dalla sentenza n°5 del 2018 della Corte Costituzionale (presidente Grossi e relatore Cartabia) riaffermandone la compatibilità con l’art 32 della Costituzione.

Da un altro punto di vista essendo il virus possibile causa d’infortunio sul lavoro ne deriva per gli operatori sanitari l’obbligo di vaccinazione per la tutela di se e dei colleghi (oltre che dei cittadini con cui si viene a contatto). In modo definitivo la legge 81/08 e il TU per la sicurezza sui luoghi di lavoro, già comportano nei fatti l’obbligo vaccinale anti Covid per gli operatori sanitari. E’ impensabile pensare a un obbligo vaccinale per frequentare la scuola e la pretesa di esonerare dall’obbligo vaccinale un operatore sanitario.

Se si provoca diffusione dell’infezione, c’è un “comportamento colposo”, significa che chi diffonde il virus non ne ha la volontà, ma provoca il fatto con atteggiamenti negligenti e/o imprudenti.

Poiché la salute e la sua tutela sono un diritto fondamentale, un interesse che riguarda la collettività. Qui vi è un doppio versante: l’individuo e la sua libertà e il bene della comunità. E’ il caso dei trattamenti sanitari obbligatori che sono possibili e ammessi dalla nostra Costituzione.

Quindi, c’è un diritto e l’altra faccia, che è un interesse non individuale, ma della collettività nei cui confronti abbiamo tutti dei doveri.  Ne derivano responsabilità anche disciplinari per l’operatore sanitario che si sottrae al dovere  vaccinale. Ospedali e presidi sanitari sono luoghi di cura. Non è pensabile che un direttore sanitario possa far entrare in sala operatoria o in corsia medico malato o che possa essere sospettato come portatore di malattia. Il responsabile della struttura sanitaria è tenuto a sospendere dal servizio coloro che non diano sicurezza di non essere veicolo di infezione.

Infatti c’è l’obbligo di vigilanza del responsabile delle strutture collettive, una scuola, un ospedale, un’azienda: chi le dirige deve assicurare quell’interesse della collettività di cui parla la Costituzione. E per farlo deve accertarsi che chi svolge le sue funzioni nella struttura sia vaccinato, perché potrebbe essere, altrimenti portatore di malattie.

 

                                                                                                                      Prof. Giorgio Bottani

 

 

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L'Infermiere è un professionista sanitario laureato il cui compito è la somministrazione della cura, il controllo dei  sintomi e la  cultura all’ Educazione Sanitaria.

 

                                                                                                          Roberto Pioppo

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