Al Direttore - 24 febbraio 2021, 17:57

Sanremo: un nostro lettore si scaglia contro i 'denigratori', "Perchè ci facciamo del male da soli?"

“Sono seriamente preoccupato per il futuro della nostra città che lega anche e soprattutto il suo nome al Festival della canzone italiana che viene appunto comunemente chiamato ‘Sanremo’."

Un nostro lettore, Davide Lupi, ci ha scritto per dire la sua contro i sanremesi che denigrano le manifestazioni e le bellezze della città dei fiori:

“Sono seriamente preoccupato per il futuro della nostra città che lega anche e soprattutto il suo nome al Festival della canzone italiana che viene appunto comunemente chiamato ‘Sanremo’. Infatti oltre a rischiare di perdere la kermesse canora ad ogni rinnovo della convenzione con la Rai, a causa problemi logistici ed altro, oggi si aggiunge la bufera mediatica negativa che il nome della nostra amata città sta subendo causa sue presunte colpe del Festival legate all'emergenza economica e pandemica che stiamo vivendo. La cosa che mi fa indignare di più è che la solita parte di popolazione sanremese (quella contro a tutto e tutti) quelli che tutti noi abbiamo sempre sentito contro il Casinò ad esempio o contro i visitatori lombardi, piemontesi e francesi, contro il bene della città insomma, si è schierata naturalmente anche contro il Festival, gettandogli addosso fango, lanciando addirittura #ionoguardosanremo e indicando Sanremo come il simbolo sul quale scaricare rabbia, nevrosi, frustrazione e altro da Covid e per altro intendo la solita atavica tendenza ad essere degli stolti masochisti ‘tafazziani’, perché denigrare a questo modo il  Festival e quindi Sanremo, è come tagliarsi gli attributi per fare dispetto alla propria moglie. Oggi ha parlato anche il Governatore della Liguria ma aveva già parlato il nostro Sindaco: ebbene, da comune sanremese che vale uno, vorrei far sentire la mia indignazione, perché quando il Covid sarà passato guai se avrà anche distrutto il nome della nostra città oltre al dramma e alla sofferenza che sta causando ad ognuno di noi, rispettando in primis chi non è più tra noi”.

Carlo Alessi