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Cronaca | 23 febbraio 2021, 07:14

Ventimiglia: acqua torbida nei pozzi dell’acquedotto a Porra, Scullino “Il Roya è al 65% francese, non possiamo pagare da soli i danni del maltempo” (Foto)

Le pompe di aspirazione sono state sollevate di circa sette metri, ma il sindaco chiede che il fiume sia riconosciuto come transfrontaliero

Le immagini dei lavori

Le immagini dei lavori

A distanza di cinque mesi dalla tempesta ‘Alex’ che ha devastato le coste dell’estremo Ponente, le acque del Roya appaiono ancora torbide.
Già a dicembre si erano riscontrati problemi ai pozzi per quanto concerne l’aspirazione dell’acqua potabile dell’acquedotto italo-francese in località Porra e dove si trova il pozzo che serve Ventimiglia che lavora pescando l’acqua ad una profondità di 36 metri.

La falda è fangosa e gli ultimi sei metri ne sono colmi. Le pompe di aspirazione sono state sollevate di circa sette metri per garantire il trasporto di acqua pulita alle famiglie italiane e anche a quelle francesi poiché il pozzo conduce acqua fino a Nizza. Il Roya è classificato come uno dei fiumi più puliti della Liguria grazie alle sue acque cristalline. Come è noto, da Vievola, Tenda, San Dalmazzo, Breil e tutti i paesi della val Roya in territorio francese la strada è completamente interrotta e con lei la ferrovia. Il commissario francese delegato al ripristino della normalità e dunque della viabilità ha avviato circa una ventina di cantieri.

Lavori eseguiti a monte e che attivano un importante movimento terra, come afferma il sindaco Gaetano Scullino che si dice preoccupato per la situazione generata da un fiume che svolge il 65% del suo corso in territorio francese: “Il Roja nasce sul col di Tenda e il 65% del suo corso è in territorio francese, bisognerebbe che il governo italiano insieme a quello francese classificasse questo corso d’acqua come un fiume transfrontaliero. Non è giusto che tutti i costi delle varie piene e i vari danni, per la pulizia detriti, rifiuti, macchine, bombole, alberi, plastiche arrivino a Ventimiglia uscendo dalla foce del Roja che poi il mare restituisce. Abbiamo le spiagge completamente invase dai rifiuti di provenienza francese al 70%. Ogni anno la città si fa carico tra i 200 ai 300mila euro per la pulizia del tratto italiano del fiume e della pulizia delle spiagge”. 

Il primo cittadino prosegue, sostenendo che il Comune svolgerà i lavori così come ha sempre fatto, ma che un aiuto finanziario scaturito da un accordo fra i due Stati sarebbe d’aiuto a Ventimiglia, sola ad affrontare la problematica: “Abbiamo rimosso 180 tonnellate di rifiuti e c’è ancora la legna. Tutti i rifiuti dell’alta montagna arrivano a Ventimiglia. Ancora oggi contiamo una trentina di carcasse di auto provenienti da Tenda, Breil, San Dalmazzo, Fontaine. Il mio è un grido di dolore, è impensabile che la città da sola si faccia carico di tutti i rifiuti che arrivano dall’intera val Roya. Solo il 30% è in territorio italiano. Mi farebbe piacere che ci fosse la consapevolezza che ormai sono anni e anni che Ventimiglia fa da arrivo di tutti i rifiuti della valle. Continueremo col nostro lavoro, bisognerebbe però che ci aiutassero finanziariamente”.

Diego Lombardi

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