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Al Direttore | 14 febbraio 2021, 09:39

Ventimiglia e il Ponente ligure dalla morte di Carlo Alberto alla vigilia della cessione di Nizza alla Francia e della nascita del Regno d'Italia

Un altro frammento della nostra storia raccontata da Pierluigi Casalino

Ventimiglia e il Ponente ligure dalla morte di Carlo Alberto alla vigilia della cessione di Nizza alla Francia e della nascita del Regno d'Italia

Non si erano ancora spenti gli echi della triste pagina risorgimentale della prima guerra di indipendenza, conclusasi con l'esilio e la morte di Carlo Alberto, che il vento di rinnovamento nazionale cominciò a farsi risentire anche nel Ponente ligure, ma anche si affermava la svolta per il passaggio all'unificazione economica del Regno sabaudo, in vista della creazione di quello d'Italia, appunto. Nel 1850, intanto, il 1º gennaio, entrava in vigore il Regio Decreto che faceva cessare la molteplicità dei paesi e delle misure in uso diversificato per ogni singola città della Provincia di Nizza, per seguire la progressione decimale. Il censimento della popolazione ventimigliese registrava 6565 unità. Cominciava, infatti, come sopra ricordato, a delinearsi la svolta per il passaggio ad una politica liberista e ad una più attenta considerazione delle esigenze mercantili della Liguria. I primi provvedimenti riguardavano l'abolizione dei diritti differenziali attraverso accordi di reciprocità con le nazioni estere; nel frattempo le città del Ponente sollecitavano finanziamenti per i loro porti e per l'abolizione dei dazi interni allo Stato. La certezza del diritto ottenuta con lo Statuto Albertino avrebbe dovuto garantire un pari trattamento per tutti i paesi dello Stato Sardo, ma le barriere doganali e i loro privilegi mantenuti nei confronti di alcune città rispetto ad altre rendevano vano il dettato costituzionale. Tuttavia gli effetti di tali sollecitazioni non tardarono a verificarsi, forse perché i tempi del cambiamento erano ormai maturi. A Badalucco e a Taggia la gente manifestava e chiedeva notizie, pretendeva la rimozione dei funzionari illiberali e, in particolare, a Sanremo, cacciava i Gesuiti, se pur erroneamente identificati come simbolo dell'oppressione dell'istruzione. Il mondo operaio della provincia era formato da un certo numero di addetti alle manifestazioni e alle piccole industrie; le fabbriche di pasta erano concentrate soprattutto nel territorio di Oneglia, dove erano ben sviluppati anche i laboratori di tessitura della canapa e del lino. A Pontedassio era stata impiantato uno stabilimento di macina, i cui macchinari pulivano il grano, senza lavarlo e questo primo esempio di applicazione innovativa dell'industria rappresentava, purtroppo, un caso isolato: il resto dell'industria, infatti, rimaneva legato ai vecchi sistemi. Vi era poi il mondo degli artigiani, composto da un'alta percentuale di falegnami, calzolai, ferrari e muratori, oltre che di notevoli altre attività, che trovavano nella società di mutuo soccorso una possibilità di difesa dalle ricorrenti avversità economiche. Nel febbraio 1850, veniva nominato sindaco di Ventimiglia Francesco Pallanca. In agosto gli succedeva Tommaso Galleani, che rinunciava e nel novembre successivo, restava surrogato dal marchese Pietro Orengo. In Cattedrale, veniva alzato un un organo della ditta Agati di Pistoia. Nel 1851, era nominato sindaco Giobatta Amalberti.

In quello stesso anno passava per Ventimiglia la Regina Maria Cristina del Portogallo, con il figlio Carlo, principe ereditario.Il maggiore Rho di Tornielli era nominato comandante del Forte della città, mentre poeta Alphonse Karr avviava il commercio dei fiori della Riviera di Ponente verso Parigi, dando inizio ad una seria politica di vendita del prodotto tramite i fiorai locali e del resto d'Europa. A conferma dell'importanza di Ventimiglia, si registrava sempre in quei giorni il Ministro ai Lavori Pubblici, Pietro Paleocapa, accompagnato dall'Intendente Radicati. Le condizioni delle mulattiere erano in pessimo stato, tanto che da Triora a Briga si impiegavano sette ore e otto per arrivare a Sanremo. Tutto l'entroterra montano era ricco di boschi e di pascoli utilizzati per l'allevamento degli ovini, dato che scarso era il numero dei bovini. Nella Valle Argentina c'era un atyivo scambio di prodotti cibi i comuni vicini e costieri. Taggia era molto popolata, circa 4000 abitanti, ed costituiva una delle terre agricole più fertili della Riviera di Ponente, mentre Camporosso, San Biagio e Soldano esportavano olio in Piemonte e producevano vino di ottima qualità. Ogni anno, in ottobre, il Sindaco di Ventimiglia, informava le ragazze nubili, con meno di 25 anni e povere, ma di legittimi natali, affinché partecipassero all'estrazione di una dote ricavata dalla rendita del lascito detto Dote Ferrero, dal nome della ventimigliese Teresa Ferrero, morta a cinquant'anni a Torino. Durante i lavori di ingrandimento della chiesetta di Sant'Ampelio, vennero dissotterrati i corpi di molti monaci benedettini, provenienti dall'isola di Lerino di fronte a Cannes e che avevano abitato nel monastero nei pressi del Capo.

Nel 1852 comandante del Forte era nominato il maggiore di artiglieria Luigi Scagnelli e l'8 luglio la ditta Becchi di Sanremo vinceva l'appalto per la costruzione di un ponte sul Nervia. A visitare la piazzaforte intemelia giungeva il 1º ottobre il generale Alfonso La Marmora, reduce dalla visita all'Imperatore Napoleone III, a Parigi. Il 7 ottobre, nella casa del conte Giorgio Galleani, era aperto il circolo ricreativo. Un maremoto il 10 febbraio 1853 metteva in pericolo alcune navi al largo in Riviera. Il 30 luglio 1853, veniva pubblicato il primo Regolamento di Polizia Urbana di Ventimiglia, utilizzando i caratteri della tipografia Puppo di Sanremo e il 6 agosto giungeva in città l'architetto Maus per studiare il progetto di una ferrovia con il Piemonte. A seguito dell'apparizione di una cometa il 23 agosto, si collegava, tra la gente, al fenomeno il manifestarsi di una devastante epidemia di filossera che farà abbandonare la coltura della vigna per almeno vent'anni. In realtà il problema non porterà grossi contraccolpi, considerato che la vigna rappresentava un settore produttivo solo di autoconsumo. Solo intorno agli anni Ottanta del secolo, la scoperta di nuovi trattamenti allo zolfo consentirà una ripresa della viticoltura in vista di un adeguato sviluppo anche commerciale. Il 4 dicembre, sciolta la Camera sabauda, veniva eletto deputato Giuseppe Biancheri, per il Collegio di Ventimiglia. Nel 1854 il colera faceva la sua apparizione a Genova, registrando casi isolati a Bordighera e San Biagio. Il 22 agosto il Circolo di Ventimiglia chiudeva dato che la maggioranza dei cittadini preferiva frequentare i Circoli di Mentone e di Sanremo. Il 29 dicembre una violenta scossa di terremoto interessò tutto il Ponente ligure. Nel febbraio 1855 il deputato Biancheri si batteva in Parlamento contro la spedizione in Crimea. Tuttavia la gente nel successivo mese di settembre festeggerà la presa di Sebastopoli. La piazzaforte intemelia era posta sotto il comando del maggiore artiglierie Pietro Lurago.

In Inghilterra il romanzo "Il dottor Antonio", scritto in inglese, da Giovanni Ruffini contribuirà al rilancio della causa nazionale e a quella della causa turistica della Riviera, quando, dopo il 1860, staccata dalla Costa Azzurra, divenuta francese, cominciava a muoversi autonomamente. Nel gennaio 1857 decedeva il marchese Pietro Orengo, sindaco di Ventimiglia. Il 21 gennaio il conte di Cavour visitava i lavori per la Strada Traversa, mentre il 29 gennaio giungeva in città il Re Vittorio Emanuele II. In maggio, la Camera di Torino approvava il progetto per la strada ferrata della Liguria, da La Spezia a Nizza. Il deputato Biancheri intervenne nell'occasione sia sul progetto della ferrovia litoranea da Palmignola, che era ancora nel Ducato di Modena, sia a favore della ferrovia lungo la Val Roja. Per giungere a Ventimiglia dal Piemonte bisognava passare per Nizza, con un viaggio disagevole, che, oltre a quello del Colle di Tenda, comprendeva il superamento dei colli di Braus e del Brouis. Il 5 luglio venne inaugurata solennemente l'apertura della Strada Traversa dal commendatore Boschi, Intendete generale di Nizza. Il 9 settembre giungevano a Ventimiglia in viaggio di studio, ricevuti dal Sindaco Amalberti e dal capitano delle guardie civiche Secondo Gibelli, i principi Umberto e Amedeo di Savoia, che alloggiarono alla Ridotta dell'Annunziata. Il giorno dopo i due principi ripartirono alla volta di Nizza, via Mentone. Fiorirà a Ventimiglia la ditta Andrea Biancheri che spediva olio nel Biellese per il lavaggio della lana e forniva olio perl'illuminazione notturna della città. La ditta disponeva di agenti a Londra, San Pietroburgo, Bruxelles, Odessa e in Sud America. Sempre la medesima ditta si serviva di una barca a vela per trasportare la merce al porto di Genova. La testa della Val Roja, con le Alte Valli Tine'e Vésubie entravano a far parte della Riserva di Caccia di Vittorio Emanuele II, che aveva la superficie più estesa in Val Gesso.

Il 29 gennaio 1858 era eletto sindaco Domrnico Maurizio Banchieri. Nel febbraio di quell'anno i fratelli Aristide e Alessandro Fornari fallivano con un vuoto di 600.000 lire. Il 5 agosto, il viceconsole di Francia, Giobatta Biancheri distribuiva ai veterani dell'Armata napoleonica la Medaglia commemorativa concessa da Napoleone III, Imperatore dei Francesi. Nel maggio del 1859, la popolazione di Ventimiglia e del Ponente accoglieva con entusiasmo la cavalleria francese diretta al fronte lombardo. Il cavalier Domenico Maurizio Biancheri veniva nominato sindaco. Il 4 agosto, per i fatti d'armi di Palestro, era insignito della medaglia al valor militare il luogotenente Felice Ceriani, mentre per i fatti di San Martino, otteneva menzione il capitale Nicola Galleani. Entrava in vigore in tutto lo Stato Sardo la legge Casati, che sanciva l'obbligo di frequenza scolastica per i giovanissimi, senza però sanzioni per gli inadempienti. Il 25 novembre fu finalmente firmato il contratto di costruzione della ferrovia dal Varo alla Palmignola, che sarebbe stata la ferrovia ligure, venendo poi a stabilirsi che a Ventimiglia sorgesse la Stazione Internazionale. Il contratto veniva siglato dall'ingegnere di Ventimiglia Giuseppe Biancheri, Segretario di Gabinetto del Ministro Piero Paleocapa. Il 5 dicembre, si dava inizio ai lavori per il passeggio della Colla, appendice alla strada Traversa, con l'apertura di Porta Nuova. Un ignoto vedutista inglese segnava con la data di quell'anno il disegno che ritrae vicinanze dell'attuale Porta Nizza, sormontate dal campanile di San Francesco prima delle sottomurazioni che reggeranno il Regio Ginnasio.

Pierluigi Casalino 

Redazione

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