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Attualità | 11 febbraio 2021, 12:03

Imperia: una pianta d'ulivo per ricordare il funzionario di polizia Giovanni Palatucci (foto e video)

'Giusto tra le nazioni', sul funzionario di polizia il Vaticano avviò un processo di canonizzazione, prima che uno studio svelò documenti secondo i quali Palatucci sarebbe stato in realtà collaborazionista dei nazisti

Imperia: una pianta d'ulivo per ricordare il funzionario di polizia Giovanni Palatucci (foto e video)

Chi era Giovanni Palatucci, l'ex funzionario della polizia a Fiume a cui oggi davanti al Vieusseux di Imperia è stata dedicata una targa con tanto di piantumazione di una pianta d'ulivo? La domanda a oggi non ha risposta, fino al 2013 era considerato lo 'Schindler italiano' per aver salvato migliaia di ebrei dalle deportazioni nei campi di concentramento. Lo stesso Palatucci nel '44 finì a Dachau, dove morì un anno dopo, a pochi mesi dalla Liberazione.

'Giusto tra le nazioni', sul funzionario di polizia il Vaticano avviò un processo di canonizzazione, prima che uno studio svelò documenti secondo i quali Palatucci sarebbe stato in realtà collaborazionista dei nazisti. Personaggio tutt'ora controverso, negli anni la sua figura è stata in parte riabilitata, tanto da essere ricordato ogni anno con cerimonie in tutta Italia.

Il questore di Imperia Pietro Milone, che ha partecipato alla piantumazione dell'albero di ulivo insieme al prefetto Alberto Intini e al sindaco Claudio Scajola, lo ricorda così: "Un esempio di grande coscienza civica, una persona che ha donato con la sua vita per salvarne tante, si parla di circa 5000 ebrei che altrimenti sarebbero stati deportati senza il suo intervento. Una persona che ha fatto prevalere la sua coscienza cristiana al giuramento di fedeltà che in quel momento aveva prestato a quella che era la repubblica sociale di Salò, che vedeva il comando assegnato a un ufficiale delle SS. In un momento così drammatico della storia, in cui migliaia di persone venivano deportate verso i campi di concentramento, il commissario Palatucci era riuscito a creare una rete di solidarietà attraverso collaboratori, famiglie di amici che erano a Fiume, per fare in modo di far scappare questa gente o addirittura di avvertirli quando ci sarebbero stati i rastrellamenti. Addirittura barattò la possibilità di una sua fuga in Svizzera, offertagli dal console svizzero, per far partire al suo posto una ragazza ebrea che in questo modo si salvò. È stato un grande esempio e speriamo che piantando questa pianta di ulivo, simbolo della pace per eccellenza, questo possa far servire negli anni ancora a far pensare ai ragazzi quello che una persona può fare per salvare e per aiutare il prossimo".



Alla cerimonia sono stati letti passi del romanzo 'La Tregua' di Primo Levi dagli studenti Samuele Marchetti, studente di quarta del liceo classico e Mattia Faggionato, studente di quarta del liceo scientifico.

Francesco Li Noce

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