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Attualità | 27 gennaio 2021, 15:11

Giornata della Memoria, lo storico sulla presenza ebraica in provincia di Imperia: "Non c'è traccia perché sono partiti o morti ad Auschwitz" (foto e video)

"Gli ebrei non hanno avuto il tempo materiale di erigere un edificio di culto come noi lo immaginiamo, ma hanno dovuto limitarsi ad adibire alcune abitazioni a sale di preghiera", ha spiegato Paolo Veziano

Giornata della Memoria, lo storico sulla presenza ebraica in provincia di Imperia: "Non c'è traccia perché sono partiti o morti ad Auschwitz" (foto e video)

Nell'ambito del convegno organizzato dall'istituto Ruffini di Imperia, in collaborazione con l'università di Genova, per la giornata della Memoria, lo storico Paolo Veziano ha parlato della presenza ebraica in provincia di Imperia, di cui si hanno poche tracce, come spiega lo stesso storico ai nostri microfoni.



In questa data simbolica è importante ricordare una storia davvero poco nota, quella della presenza ebraica in Riviera. - ha spiegato - Una presenza importante che dà vita alla comunità, una comunità ebraica a San Remo a ridosso delle leggi razziali e dalle leggi razziali viene cancellata. Non vi è più memoria di questa comunità, perché paradossalmente i cimiteri della Foce e quello israelitico di Sanremo non riportano le sepolture di queste persone che non sono qui per una ragione sostanziale o sono dovute partire o sono morte ad Auschwitz.

Altra data importante che spiega l'assenza di memoria e quindi anche l'impressione distorta che in provincia non ci sia mai stata una componente ebraica forte è il fatto che gli ebrei non hanno avuto il tempo materiale di erigere un edificio di culto come noi lo immaginiamo, ma hanno dovuto limitarsi ad adibire alcune abitazioni a sale di preghiera. Non è solo una storia triste anche se va ricordato che la Provincia di Imperia purtroppo è ai primi posti nel rapporto fra presenza stabile ed ebrei deportati.

Ma è anche un momento importante esaltante in cui Sanremo aveva frequentazioni di assoluto rilievo. Basterebbe ricordare Walter Benjamin, il grande intellettuale ebreo tedesco che in più occasioni viene a Sanremo ed è ospite della pensione della sua ex moglie. Ci lascia lettere bellissime e ci restituisce qualche frammento della vita di Sanremo dove nei caffè, questo è un elemento estraneo alla cultura ebraica del Novecento italiano, si discute in tedesco di mistica ebraica e dove come possiamo vedere da alcune riviste nelle pagine pubblicitarie vediamo molte stelle di Davide che accompagnano i nomi degli esercizi commerciali.

Una realtà emersa da poco e che ci restituisce l'importanza di questa minoranza, una minoranza composita fatta in prevalenza da stranieri ma anche da molti italiani che erano professionisti, pensionati come ogni categoria della società civile
".

Francesco Li Noce

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