Solidarietà - 10 gennaio 2021, 18:18

Taggia: l'emporio solidale si trasferirà nelle ex Caserme Revelli, Negroni "Aiutiamo oltre 200 famiglie, cosa sarebbe successo senza?"

"Ci troviamo davanti a uno tsunami emergenziale. Sono sempre di più le persone che hanno difficoltà ad andare avanti a causa della crisi economica legata alla situazione pandemica".

L’emporio solidale di Taggia presto troverà nuova casa alle ex Caserme Revelli. L’allestimento inizierà a breve per arrivare in tempi rapidi al trasferimento del servizio dal centro anziani in piazza Eroi Taggesi. 

Il servizio del Comune e gestito dalla Croce Verde di Arma di Taggia è stato attivato a ridosso tra agosto e settembre, per offrire generi di prima necessità a chi ne ha più bisogno. “In questo periodo i cittadini ci sono stati molto vicini - spiega l’assessore ai servizi sociali, Maurizio Negroni - Abbiamo ricevuto tantissime donazioni economiche ma soprattutto di prodotti. Tanto che per fortuna non abbiamo problemi di approvvigionamento. C'è stata grande collaborazione anche con i negozi e la grande distribuzione del territorio”. 

Perchè trasferire questo servizio avviato da poco tempo? “Il capannone che ospiterà il nuovo emporio solidale di Taggia nel complesso delle ex Caserme Revelli migliorerà l’offerta con uno spazio ottimale per questo servizio. Quando i nuovi locali saranno attivi, avremo molta più superficie per ospitare i prodotti e implementare il comparto del fresco con nuovi frigoriferi. Inoltre, l’emporio si troverà in una posizione strategica: garantirà una maggiore privacy, una migliore fruibilità e si creerà meno ingombro durante le fasi di rifornimento” - sottolinea l'assessore.

Il servizio funziona e c’è una forte domanda: sono almeno 200 le persone che si rivolgono abitualmente all’emporio. “Purtroppo le richieste sono tante e sono in aumento. Ci troviamo davanti a uno tsunami emergenziale. Sono sempre di più le persone e quindi le famiglie che hanno difficoltà ad andare avanti a causa della crisi economica legata alla situazione pandemica. Persone che avevano un reddito medio e che improvvisamente senza lavoro, quindi senza un guadagno o con un calo del lavoro tale da dover ricorrere ad aiuti alimentari. I nuovi poveri. Sono sempre di più queste persone. Nel 2020 sono aumentate sensibilmente le richieste arrivate negli uffici del Comune tanto che spesso non è stato facile stare dietro alle verifiche sulle domande ricevute. L'emergenza alimentare è un dato di fatto a livello nazionale nel nostro piccolo mi chiedo che cosa sarebbe successo senza l’emporio” - conclude Negroni.

Stefano Michero

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