Cronaca - 19 dicembre 2020, 07:11

Coronavirus: parla il Primario delle malattie infettive Cenderello "Fondamentali le restrizioni decise per fine anno"

"Se la situazione è in miglioramento lo si deve alle chiusure serali che evitano i contatti interpersonali. E' un metodo 'medievale' ma è l'unico che abbiamo fino al vaccino. Il 'liberi tutti' solo in estate ma vedremo già qualcosa a marzo"

Coronavirus: parla il Primario delle malattie infettive Cenderello "Fondamentali le restrizioni decise per fine anno"

Che la situazione Coronavirus sia in miglioramento è sotto gli occhi di tutti e lo dicono i numeri relativi ai contagi, le ospedalizzazioni e ai pazienti in terapia intensiva, anche nella nostra provincia. La conferma ci arriva dal Dottor Giovanni Cenderello, Primario delle malattie infettive dell’ospedale di Sanremo, in un’intervista che ha concesso al nostro giornale.

“E’ una situazione che, senza dubbio – ci ha detto – è figlia dei contenimenti mandati avanti, delle zone contingentate e delle chiusure serali adottate nelle scorse settimane. Ormai abbiamo capito che, fino a oggi, l’unico mezzo che abbiamo avuto per contenere la situazione è il metodo ‘medievale’ di ridurre il numero di contatti tra le persone. Il famoso indice ‘R con 0’ che tutti chiamano ‘Rt’ è uguale alla costante infettività, propria del virus, moltiplicata per il numero dei contatti che ha una persona. Il virus non modifica la propria infettività nel tempo, ma l’Rt viene modificato dalla riduzione dei contatti. E’ ovvio che quanto vediamo oggi è figlio delle restrizioni, ma è altrettanto ovvio che, senza una campagna di vaccinazioni, ad ogni ‘apertura’ si torna ad avere l’aumento dei casi”.

Come è ora la situazione nella nostra provincia? “Siamo più tranquilli e sicuri e c’è meno carico sul servizio sanitario che ci consente di prendere un po’ di respiro. Ora, però, bisogna lavorare sulla vaccinazione”.

Per quanto riguarda la vaccinazione, anche nella nostra zona verrà giustamente data priorità al personale sanitario e della Rsa. Nei mesi scorsi abbiamo più volte parlato delle tempistiche di somministrazione, oggi c’è qualche certezza in merito? “Credo che ci vorranno 6 mesi per arrivare a una buona parte della popolazione vaccinata (circa 60/70%) ma, almeno per ora, non ci sono previsioni esatte su questo e, quindi, dobbiamo prenderla come una prima stima. Sicuramente potremo pensare ad un eventuale ‘liberi tutti’ non prima dell’estate”.

A proposito del ‘liberi tutti’ si fa un gran parlare e discutere delle restrizioni previste dai vari governi europei per le feste di fine anno. Quanto potranno essere importanti per contenere la diffusione del virus? “Saranno fondamentali – ha detto il Dottor Cenderello – perché tutti i cluster avuti sono sempre stati ‘familiari’. La maggior parte delle infezioni, fin dal febbraio scorso, sono arrivate da avvicinamenti tra familiari. Capisco che, chi vive solo e si potrà trovare solo anche a Natale, non sarà molto felice di questo ma, la diffusione in famiglia è elevatissima, soprattutto in un momento di convivialità come pranzi e cene. I rischi sarebbero altissimi. Le restrizioni servono solo a tutelare la nostra salute, garantirci di attenuare o non avere la terza ondata e portarci nelle migliori condizioni possibili verso la campagna vaccinale”.

Abbiamo parlato della situazione migliorata sul piano sanitario nella nostra provincia. Come è in questo momento? “Abbiamo 7 persone ricoverate in rianimazione sui 16 letti a disposizione e quindi viaggiamo su un 40% di occupazione che, almeno per ora, ci fa stare abbastanza sereni”. Il personale, che nei mesi appena trascorsi ha lavorato duramente, come sta affrontando la situazione attuale? “Il personale infermieristico è assolutamente adeguato come numero, formazione, addestramento e ri-addestramento che viene fatto dall’azienda. Come personale medico nelle malattie infettive siamo un po’ al limite ma speriamo che parta al più presto un concorso, come promesso dall’agenzia regionale, per implementare il personale. Al momento abbiamo due persone che sono andate in pensione ma abbiamo recuperato con medici da altri servizi. L’umore è buono anche se siamo tutti un po’ stanchi”.

Ora l’obiettivo è superare febbraio? “Sicuramente si – ha terminato – e potremo metterlo al Festival, anche se ripeto bisognerà arrivare all’estate per essere fuori del tutto o quasi. Purtroppo i sacrifici che ci vengono chiesti, lo capisco, sono davvero difficili da affrontare, soprattutto in questo periodo natalizio. Ma dobbiamo anche capire che solo così potremo uscire da questa crisi sanitaria che, ovviamente, si è trasporta anche in chiave economica”.

Carlo Alessi

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