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Attualità | 03 dicembre 2020, 08:24

Coronavirus, nuovo Dpcm: prevale la 'linea dura' del Governo: dal 20 dicembre vietati gli spostamenti tra le Regioni e a tavola massimo in 10: 'scontro' sui ricongiungimenti familiari

Nella bozza del decreto l'Esecutivo non 'cede' sulle deroghe degli spostamenti. Ammesso solo il rientro per residenza o domicilio. Si valuta di far raggiungere i genitori over 65. Ristoranti, però aperti a pranzo nei principali giorni di festa

Coronavirus, nuovo Dpcm: prevale la 'linea dura' del Governo: dal 20 dicembre vietati gli spostamenti tra le Regioni e a tavola massimo in 10: 'scontro' sui ricongiungimenti familiari

È scontro sui ricongiungimenti, durante le vacanze natalizie, all’interno del Governo in merito alle misure anti-contagio che verranno emanate entro stasera nel nuovo Dpcm. Dalla bozza del decreto infatti, sta prevalendo 'la linea dura' sul blocco degli spostamenti tra le regioni nelle festività. Oggi proseguirà il confronto con le regioni al momento l’Esecutivo intende vietare gli spostamenti tra regioni diverse (compresi quelli da o verso le province autonome di Trento e Bolzano) dal 21 dicembre al 6 gennaio ad eccezione degli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Si potrà inoltre sempre, rientrare presso la propria residenza, domicilio o abitazione. Si valuta ancora se concedere, e come, la possibilità di raggiungere genitori anziani, quindi over 65, che rischiano di restare da soli nei giorni di festa;

Un’ulteriore disposizione riguarda le giornate del 25 e 26 dicembre e del 1° gennaio dove saranno vietati anche gli spostamenti tra comuni diversi, con le stesse eccezioni. La durata della misure per limitare e prevenire il contagio da Covid-19 non varranno più 30 giorni bensì 50.

Dal 21 dicembre al 6 gennaio sarà inoltre, vietato spostarsi nelle seconde case che si trovino in una regione o provincia autonoma diversa dalla propria. Il 25 e 26 dicembre e il 1° gennaio il divieto varrà anche per le seconde case che si trovano in un comune diverso dal proprio. Indipendentemente dalla classificazione in livelli di rischio e di scenario delle diverse regioni e province autonome, potranno essere introdotte su tutto il territorio nazionale ulteriori misure specifiche. Per quanto riguarda invece l'organizzazione dei 'cenoni' sarà fortemente raccomandato di organizzare in casa con i parenti stretti, possibilmente solo tra quelli già conviventi. Il Governo pensa di porre un tetto agli inviti: non più di 10 persone. 

Uno dei punti dello scontro all’interno del Governo era quello riguardante l’apertura, durante i principali giorni delle festività, dei ristoranti che a quanto pare potranno tenere aperto per pranzo a Natale, Santo Stefano, Capodanno e l’Epifania. La sera resta attivo il coprifuoco a partire dalle 22 e di conseguenza tutte le attività della ristorazione non potranno tenere aperto per cena. I negozi potranno restare aperti nei giorni delle festività per lo shopping fino alle 21 con lo scopo di decongestionare gli ingressi e quindi ridurre gli assembramenti. I centri commerciali saranno aperti nei fine settimana fino al 20 dicembre, ma chiusi nelle festività natalizie.

Cattive notizie anche per il settore del turismo: proibite le crociere e chiusi gli impianti sciistici. Chi rientra poi, dalla Svizzera - che ha tenuto le piste aperte - o in Paesi dell'Unione europea, come Slovenia e Austria, con quest'ultimo paese che ha annunciato di aprire le piste solo ai residenti, dal 20 dicembre dovrà effettuare un periodo di quarantena di 10 giorni. Il Governo ha anche deciso di inserire nel pacchetto di divieti l’apertura dei ristoranti negli hotel la notte dell'ultimo dell'anno. La bozza delle nuove misure è stata inviata ai presidenti di Regione, perché facciano le loro valutazioni, in vista di un nuovo confronto con il governo prima della firma.

Redazione

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