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Attualità | 01 dicembre 2020, 11:15

Ventimiglia: la ricerca della felicità apre i corsi di formazione per docenti di religione cattolica

Il prossimo appuntamento con i corsi di formazione è il 23 gennaio: Renato Barbruni, psicologo psicoterapeuta introdurrà “La ricerca della felicita’ e lo smarrimento nell’angoscia”.

Ventimiglia: la ricerca della felicità apre i corsi di formazione per docenti di religione cattolica

Grande successo per il primo corso di formazione dedicato ai docenti di religione, organizzato dall’Ufficio scuola Irc, con la collaborazione del Liceo Aprosio di -Ventimiglia. Un centinaio di partecipanti si sono collegati online per ascoltare un relatore d’eccezione: il vescovo Monsignor Suetta, che da sempre segue con grande sensibilità il percorso degli insegnanti irc, inaugurando spesso i loro corsi formativi. Di grande interesse l’argomento degli incontri, la ricerca della felicità: un tema delicato e importante riproposto quest’anno dagli organizzatori dopo lo stop legato all’emergenza covid.

L’evento è stato aperto dalla professoressa Anna Rosaria Gioeni, che ha iniziato i lavori salutando la dirigente del liceo Aprosio, Lara Paternieri, grazie alla quale il corso di formazione è stato inserito sulla piattaforma Sofia e accreditato al Miur. Che cosa è la vera  felicità? Un concetto complesso, nei secoli affrontato e abbracciato da discipline diverse tra loro. Le parole del vescovo hanno regalato emozioni e risposte concrete a interrogativi spesso insoluti, in un momento buio come quello attuale. Ha trasmesso speranza. Speranza che è diversa dall’ottimismo. Non è perturbatrice. E’ sicura. E’ combattiva.

"Partendo dal Concilio Vaticano II - ha detto Suetta - non dimentichiamo che il cuore e la coscienza sono il “santuario” più intimo dove l’uomo può incontrare Dio nella verità. La felicità se non trova l’ormeggio sicuro della speranza può diventare presunzione e degenerare in disperazione. La speranza è una virtù, un’abitudine buona che non ci deve mai abbandonare. Il Vescovo ha citato il Salmo 131, che sembra evocare il mito del super uomo che tenta invano di salvare sè stesso: "La contemplazione del limite e della fragilità, in un momento delicato come il nostro, è indispensabile. Oggi l’uomo è portato a considerarsi il centro di tutto. Oggi nessuno parla più di legge naturale. Il Salmo 131 offre la più semplice ed efficace immagine della felicità che ci consegna la Bibbia: il bimbo appena svezzato che si abbandona tra le braccia della madre che consola, accoglie e sostiene. La vera beatitudine sta nel saper sopportare, ossia portare con pazienza un peso, dove per peso s’intende 'consistenza', cioè qualcosa che vale. Non la garanzia che siamo immuni dalle preoccupazioni, ma la consapevolezza sicura di quello che Gesù ha preparato per noi, che poi è una speranza, una promessa per il domani. La speranza è un’attesa sicura nella certezza che chi ha promesso può mantenere perchè è buono e potente, come afferma il profeta Geremia. Vedere Dio come 'padre e madre' ci fa sentire la nostra fragilità ma ci rende capaci di affidarci a lui. Camminare nella speranza per essere felici vuol dire imparare ad affrontare le avversità con quella tenerezza con cui ci ha generati e nonostante il nostro sguardo sia minacciato ogni giorno dal turbamento noi sappiamo dove stiamo andando. Vivere è sapere il perchè".

Il prossimo appuntamento con i corsi di formazione è  il 23 gennaio: Renato Barbruni, psicologo psicoterapeuta introdurrà  “La ricerca della felicita’ e lo smarrimento nell’angoscia”.

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