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Al Direttore | 29 novembre 2020, 10:12

Sanremo: via libera a motociclisti nell'entroterra, alcune considerazioni di Andrea Eremita

“Quarant’anni di sistematica distruzione nell'estremo Ponente Ligure di un patrimonio archeologico di centinaia di chilometri di mulattiere e sentieri”

Sanremo: via libera a motociclisti nell'entroterra, alcune considerazioni di Andrea Eremita

Andrea Eremita ci invia un articolo che ha scritto nel 2016 e pubblicato sulle pagine della Voce Intemelia per sostenere il problema sollevato dal consigliere del comune di Sanremo Umberto Bellini in merito – dice – “alla sciagurata proposta di permettere e legittimare ai motociclisti di scorrazzare tra i boschi dell'entroterra”.

“Provate ad immaginare quale pensiero può invadere la mente dei turisti, soprattutto se stranieri, che volendo trascorrere una giornata immersi nella natura decidono di compiere una escursione tra i boschi dell'entroterra quando all'improvviso, vedono comparire tra il folto degli alberi, seguito da un frastuono assordante di motori un'orda di motociclisti mascherati amanti della natura (così si definiscono quelli che praticano l'enduro fuoripista) che incuranti della loro presenza invece di rallentare, nella più totale indifferenza, proseguono nella loro folle corsa mettendo in serio pericolo la loro incolumità.

Sembrerà impossibile che ciò avvenga in una nazione civile ma questa è una sconcertante situazione che continua a ripetersi dagli anni ottanta nell'entroterra di cui i maggiori responsabili sono i nostri amministratori che per raccattare i voti dagli iscritti delle potenti associazioni di motociclisti hanno sempre chiuso un occhio sul loro operato e anche autorizzato a fare gare di enduro sui tracciati delle mulattiere e sentieri, tesoro imprescindibile del paesaggio.

Una mostruosità che si traduce nel massimo grado di violenza nei confronti dell'ambiente, della natura, del mondo degli animali e la perdita di un patrimonio archeologico di centinaia di chilometri di mulattiere e sentieri in totale violazione della Costituzione che ci impone di tutelare.

Un patrimonio archeologico che trova le sue radici lontano nei secoli che come un libro di storia ci racconta le fatiche, i sacrifici e la sapienza di generazioni e generazioni di contadini ingegneri capaci di dialogare con la natura che ci hanno consegnato un territorio privo di segni di violenza e degrado, oggi vergognosamente martoriato da orde di vandali.

Recentemente la giunta della Regione Liguria, ha varato il recupero dei sentieri e delle mulattiere, iniziativa strombazzata come se fosse un evento miracoloso che per trovare la sua efficacia, si avrebbe dovuto dare priorità ad un provvedimento più restrittivo di quello attuale per contrastare il disastro ambientale causato dal continuo passaggio delle moto che provoca il disfacimento dell'acciottolato delle mulattiere e il tracciato dei sentieri trasformandoli in profondi canali impraticabili e come in Francia colpire i trasgressori con sanzioni efficaci senza generose scappatoie e il sequestro del mezzo. Se questo non avverrà gli interventi previsti come al solito si tradurranno in uno spreco di danaro pubblico.

Nel nostro bel paese , nella remota eventualità che un motociclista (amante della natura) venga colto in flagranza, tenuto conto dell'esiguo numero di agenti forestali preposti al controllo di migliaia di ettari di territorio a cui non è possibile attribuire in assoluto nessuna colpa, l'ammenda è di cento euro che però facendo ricorso al giudice di pace si può essere certi di essere esentati in forza alla dichiarazione della mancanza di segnaletica di interdizione del transito delle moto sulla mulattiera. In modo per eludere le sanzioni molto diffuso che trova la sua efficacia nel distruggere la segnaletica che viene posizionata sui sentieri dai motociclisti . Altra prassi collaudata per eludere le sanzioni è quella di circolare tra i boschi senza la targa, onde evitare di essere fotografati e identificati inviando lo scatto alle guardie Forestali.

La cosa sconcertante e che navigando su internet sono molti gli (amanti della natura) che consigliano a italiani e stranieri di venire a scorrazzare impunemente tra i boschi della Liguria, considerata terra di nessuno dove le sanzioni sono ridicole e non si corre il rischio di vedersi sequestrare la moto come avviene negli altri paesi più civili d’ Europa.

A questo punto una domanda sorge spontanea: esiste ancora in Italia la Soprintendenza ai beni archeologici e del paesaggio, Legambiente, Italia Nostra e la Protezione animali?

Andrea Eremita”.

Redazione

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