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Cronaca | 27 novembre 2020, 14:03

Sanremo: diverbio di questa mattina alla scuola del 'Borgo', l'Istituto interviene “È stato il genitore a dare in escandescenze”

“L’uomo, infatti, presentandosi apertamente come negazionista e non indossando alcuna mascherina anche mentre urlava durante l’episodio. L’unico spintone è stato quello del genitore alla figlia nel tentativo di farle oltrepassare l’entrata"

Sanremo: diverbio di questa mattina alla scuola del 'Borgo', l'Istituto interviene “È stato il genitore a dare in escandescenze”

“Il rientro a scuola, nell’attuale situazione di emergenza sanitaria, deve essere gestito secondo i protocolli emanati da A.Li.Sa., che differenziano le modalità ove il rientro avvenga in seguito ad assenza per contagio da Sars-CoV-2 ovvero in seguito ad assenza per malattia non Covid-correlato o in seguito ad assenza per motivi diversi da malattia o ancora a seguito di quarantena. In particolare, per il caso in oggetto, il genitore dell’alunna ha presentato un’autocertificazione per il rientro in caso di assenza per patologie non Covid-correlate. In tal caso è necessario compilare debitamente il modello allegato, per opportuna conoscenza, alla presente. In assenza della suddetta autocertificazione, non è permesso riammettere l’alunno”.

Interviene in questo modo il Prof. Antonio Giusa, dirigente scolastico dell’Istituto Centro Ponente, di cui fa parte la scuola di strada Borgo Opaco a Sanremo. “L’autocertificazione – prosegue - è espressa sotto la piena responsabilità del soggetto dichiarante. Per quanto riguarda l’autocertificazione prodotta dal genitore, è facile verificare che il nome del medico è stato scritto con un inchiostro di colore differente rispetto alle altre parti compilate, ciò che dimostra facilmente, insieme alle testimonianze dei pubblici ufficiali presenti, che l’autocertificazione è stata completata in un secondo momento”.

In breve, i fatti di oggi si possono riassumere nell’invito da parte della responsabile di plesso a compilare correttamente il modulo, all’atto mancante dell’indicazione del nome del medico di medicina generale o pediatra di famiglia. “Il genitore – va avanti il Dirigente scolastico - ha reagito andando in escandescenze, e addirittura minacciando sia la responsabile che l’operatrice scolastica addetta alla gestione degli ingressi. Sono intervenuto per via telefonica, chiedendo alla responsabile di plesso di invitare nuovamente il genitore a completare correttamente l’autocertificazione, ciò che è avvenuto. Infine, in presenza della polizia comunale, già sul posto per la gestione del traffico durante il periodo di ingresso a scuola”.

Dalla scuola confermano che non c’è stato nessun alterco o diverbio, ma un comportamento inaccettabile del genitore sotto il profilo dell’ordine pubblico e per il quale si rappresentano facilmente diverse violazioni sia del codice penale che della normativa anti-Covid allo stato vigente: “L’uomo, infatti – termina il dirigente - presentandosi apertamente come negazionista e non indossando alcuna mascherina anche mentre urlava durante l’episodio. L’unico spintone è stato quello del genitore alla figlia nel tentativo di farle oltrepassare l’entrata, tentativo fallito perché, ovviamente, l’entrata era ostruita dalla presenza della collaboratrice scolastica addetta alla gestione degli ingressi. In sintesi, la bambina è stata spinta contro l’operatrice, per fortuna senza riportare danni”.

Ad aggravare la situazione del genitore, c’è addirittura una diretta Facebook pubblicata sulla sua pagina intorno alle 9:30.

Secondo il genitore, invece, le cose sarebbero andate così: “Ieri mi ha contattato il dirigente scolastico, dopo circa un mese che chiamo la segreteria per poter parlare con lui in merito a mia figlia di 9 anni, per sapere come mi dovevo comportare per farla rientrare visto che era stata assente non per motivi di salute, ma per la preoccupazioni derivante dai casi di Covid. Il dirigente mi ha comunicato di mettermi in contatto con l'Asl per spiegare cosa dovevo fare e dall’azienda sanitaria mi hanno detto di di compilare un'autocertificazione prestampata che ho consegnavo alle due insegnanti. Mi hanno detto che non andavano bene e che dovevo comunicare chi era la pediatra. Premetto che avevo dimenticato la mascherina. Dopo una serie di discussioni mi hanno portato in commissariato per il verbale della mascherina. Ho dovuto anche pagare 160 euro per il ritiro del furgone che mi era stato portato via vicino alla scuola e perdere una giornata di lavoro”.

Carlo Alessi

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