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Politica | 27 novembre 2020, 15:41

Sanremo: percorsi per le moto nell’entroterra, interviene il consigliere Bellini “Si dedichi loro una zona definita in intesa con i Comuni del Consorzio”

“Basta andare a camminare nell’immediato entroterra della vicina Francia per verificare come questo problema di sentieri devastati dalle moto non esista”

Umberto Bellini

Umberto Bellini

Il consigliere comunale Umberto Bellini interviene in merito a quanto discusso qualche giorno fa in giunta in merito ai percorsi per le moto sulle strade dell’entroterra (leggi la notizia cliccando QUI).

Scrive il consigliere Bellini: “In questo purtroppo triste periodo, non solo per  la limitazione degli spostamenti, ho effettuato diverse escursioni nel nostro bellissimo e trascuratissimo immediato entroterra: Monte Bignone, San Romolo, Monte Caggio, cima Carparo. Ho potuto quindi constatare, oltre al cronico sfacelo di una consistente parte della pista che dalla Parà sale verso Bignone e dell’altrettanto cronico degrado di Monte Bignone, come il transito incontrollato di moto abbia ridotto la maggior parte dei sentieri a trincee impercorribili così come il transito a velocità elevate mette a repentaglio  l'incolumità degli escursionisti. In questi giorni la Giunta Comunale, su iniziativa dell’amico assessore Mauro Menozzi, ha affrontato questo argomento predisponendo una sorta di mappa dei tracciati ove consentire il transito delle moto. Pur apprezzando l’iniziativa, credo che, essendo problema nazionale il fare rispettare le migliaia di norme vigenti, il caricare sulle spalle dei Carabinieri Forestali il controllo del reticolo dei numerosi sentieri non sarà sufficiente. Ritengo invece necessario, così come si era ipotizzato alcune amministrazioni orsono, di dedicare una zona ben definita, d’intesa coi Comuni aderenti al Consorzio, alle moto che sarebbero dunque meglio controllate tornando così a fruire di sentieri degni di questo nome”.

Basta andare a camminare nell’immediato entroterra della vicina Francia per verificare come questo problema di sentieri devastati dalle moto non esista, esistendo però le moto” conclude Bellini.

Pietro Zampedroni

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