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Cronaca | 11 novembre 2020, 12:24

Arma di Taggia: cornetto e caffè in zona arancione, pochissimi bar aperti e spunta anche un cartello di protesta (Video servizio)

Il rito del caffè con il cornetto si è dovuto adattare alla situazione diventando rigorosamente d’asporto.

Arma di Taggia: cornetto e caffè in zona arancione, pochissimi bar aperti e spunta anche un cartello di protesta (Video servizio)

Pochi i bar aperti questa mattina ad Arma di Taggia. La maggioranza di questi imprenditori oggi ha preferito non alzare la serranda e non adattarsi alle nuove disposizioni per la zona arancione in Liguria.

I locali come bar, ristoranti, gelaterie e similari potranno aprire soltanto per il servizio take away. Quindi il rito del caffè con il cornetto si è dovuto adattare alla situazione diventando rigorosamente d’asporto. Camminando per le vie del centro ci si rende conto che sono più le saracinesche abbassate rispetto a chi ha scelto di offrire il servizio in questa modalità, ricevendo i clienti sulla porta d’ingresso. 

Tra i pochi aperti il clima è comunque positivo nonostante le indubbie difficoltà che colpiscono questa come tante altre categorie. Chi ha aperto aveva già provato questo tipo di vendita nelle prime fasi dell’emergenza Covid, con le prime riaperture ma c’è anche chi invece l’ha fatto per la prima volta, sperimentando la novità. Clienti incuriositi e soddisfatti, in coda rispettando le distanze e indossando la mascherina. Tra i presenti nessuno ha fatto particolari rimostranze apprezzando la buona volontà di quei pochi che hanno scelto di aprire anche se con tutti i limiti del caso. 

VIDEO SERVIZIO:



Una nota a parte la merita chi tra i bar chiusi ha scelto di spiegare il perchè di quella saracinesca abbassata. Infatti, su Arma di Taggia, un solo bar, in via Cornice, ha lasciato un cartello dove ha scritto nero su bianco i motivi della chiusura: “Amici ci siamo arrivati… da domani (oggi ndr) mercoledì 11 novembre 2020 chiudiamo per due settimane circa, siamo in arancione e i ristoratori untori chiudono. Nel frattempo mi anticipo e vi auguro un felice Natale. Viste le decisioni confusionarie”. Il cartello si unisce ad un altro messaggio di protesta sulla stessa vetrina, “Lavorare non è più un diritto, pagare le tasse non è + un dovere”. Parole chiare che commentano perfettamente l’immagine di tutte queste attività chiuse.

Stefano Michero

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