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Eventi | 29 ottobre 2020, 12:19

Sanremo: come potrà essere il Festival 2021? Vacchino "Importante che si faccia, anche se lo vedremo dal divano"

"Ad oggi fare delle previsioni è difficile, ma si lavora affinchè il prodotto sia fatto nella massima sicurezza. Per quanto riguarda il Tenco, visto che si possono fare forme di spettacolo in streaming, ci adegueremo alla forma di quello con la visione dal divano”.

Sanremo: come potrà essere il Festival 2021? Vacchino "Importante che si faccia, anche se lo vedremo dal divano"

Mancherebbero 5 mesi all’appuntamento musicale più importante dell’anno, ovvero il Festival della Canzone Italiana. Il condizionale è d'obbligo, soprattutto dopo gli ultimi provvedimenti presi in Italia e nel resto d'Europa. Ma, mentre si stanno svolgendo le selezioni di ‘Area Sanremo’ ed è al via anche ‘Sanremo Giovani’, ci si chiede come potrà essere, nel 2021, la kermesse canora matuziana.

Lo scorso anno si è svolta forse l’edizione più bella di sempre, con la città che è stata coinvolta in uno spettacolo continuo, dentro e fuori dall’Ariston, con il palco di piazza Colombo che ha catalizzato l’attenzione degli appassionati per una settimana intera. A gennaio e febbraio scorsi la pandemia sembrava lontana, con la Cina che era alle prese con un virus per noi ancora sconosciuto.

A Sanremo si girava in città stretti come sardine e non si pensava a cosa poteva realmente accadere. Poi il tracollo: nel giro di pochi giorni il virus è arrivato e sono scattati i primi provvedimenti, culminati nel lock down tra marzo e maggio. Ora ci si chiede se il Festival si svolgerà e come. Secondo i ben informati la 71a edizione della kermesse canora ci sarà, sicuramente. Da capire il ‘come’. Maurilio Giordana ne ha parlato con Walter Vacchino su Radio Onda Ligure. Il ‘patron’ dell’Ariston è stato tirato in ballo, per capire come potrebbe svolgersi il Festival, anche in funzione del fatto che, per il Tenco si sarebbe già pronti ad uno spettacolo televisivo senza pubblico. Potrebbe essere una prova generale per un Festival sulla stessa linea? “La cosa importante è il sistema paese. E’ anche importante – ha detto Vacchino - che il Festival si possa fare e che venga visto da una platea ampia. Che questa possa stare sulle poltrone dell’Ariston o dal divano di casa, non dipende né da noi, della Rai o dell’Amministrazione comunale. Ad oggi fare delle previsioni è difficile, ma si lavora affinché il prodotto sia fatto nella massima sicurezza. Per quanto riguarda il Tenco, visto che si possono fare forme di spettacolo in streaming, ci adegueremo alla forma di quello con la visione dal divano”.

Nelle ultime settimane, soprattutto dalla Rai, sono arrivate rassicurazioni sullo svolgimento del Festival. E’ ovvio che, con il possibile perdurare dell’emergenza Coronavirus, la manifestazione dovrà essere rimodulata, sia all’interno dell’Ariston che soprattutto all’esterno. Se la situazione dovesse rimanere come quella odierna, dobbiamo dimenticarci concerti e appuntamenti nelle vie e sulle piazze, con un ulteriore aggravio sul piano economico per le aziende locali. Insomma, un Festival che potrebbe essere in versione ‘light’ non tanto sul piano artistico quanto su quello degli introiti per tutta la città.

Sulla chiusura di cinema e teatri, Vacchino ha confermato che non si aspettava un provvedimento del genere, ma di allinearsi comunque alle scelte del Governo per il bene sanitario del paese: “E’ stato un fulmine a ciel sereno, perché non ci aspettavamo una chiusura come quella annunciata dal Dpcm, in quanto la categoria cinema e teatri aveva ottemperato alle normative e non aveva registrato particolari problemi, senza dimenticare il basso rischio nelle sale. Vista l’importanza delle sale come punto di incontro e crescita per il vivere civile di un paese, questa misura ci va stretta ma è importante fare ‘gruppo’ tra tutte le attività. Ci possono essere posizioni diverse ma il nemico numero uno è il virus e, quindi, tutti insieme dobbiamo salvaguardare la salute dei cittadini. C’è scontento, ovviamente, tra le imprese e le persone che lavorano in questo settore ma credo sia inevitabile la chiusura perché la situazione in tutto il mondo è grave. In questi mesi le sale sono stati luoghi sicuri, anche se il rischio zero non esiste. Da noi è però bassissimo rispetto ad altre attività. In un progetto sanitario di sopravvivenza civile, che a noi ovviamente sfugge, ci uniformiamo pur facendo valere le nostre caratteristiche e i nostri valori, oltre all’attenzione che dovrà essere data per il prosieguo della vita lavorativa. Spero che, dopo novembre, venga ricalibrata l’apertura delle attività, secondo il rischio e le conseguenze che possono derivarne”.

Walter Vacchino ha anche confermato che, come nel periodo del lock down, riaprirà lo spazio sul web denominato ‘Alle 5 della sera’, un appuntamento dedicato allo spettacolo e alla cultura che aveva ottenuto un buon successo tra il pubblico.

L'intervista a Walter Vacchino

Carlo Alessi

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