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Attualità | 27 ottobre 2020, 16:48

I Civ di Imperia a 'gamba tesa' sul Dpcm del Governo "Colpo di grazia alle attività lavorative in proprio"

“Stessa cosa per il settore di somministrazione (bar, ristoranti, pizzerie) che hanno dovuto reinventare il loro modo di lavorare per più di una volta nell'arco di poco tempo".

I Civ di Imperia a 'gamba tesa' sul Dpcm del Governo "Colpo di grazia alle attività lavorative in proprio"

“L'ultimo DPCM ha sferrato un ulteriore colpo di grazia alle attività lavorative in proprio in tutta la nazione. Dopo l'impegno economico attuato da ogni singolo esercizio per la definitiva messa in regola in base alle normative dei passati decreti, sono state chiuse quelle attività, culturali e sportive, che stavano faticosamente tentando di tirare su la testa”.

Intervengono in questo modo i Civ della città di Imperia, che proseguono: “Stessa cosa per il settore di somministrazione (bar, ristoranti, pizzerie) che hanno dovuto reinventare il loro modo di lavorare per più di una volta nell'arco di poco tempo. In conseguenza a ciò, anche tutte le altre attività subiscono una forte battuta d'arresto causata soprattutto dalle chiusure anticipate dei locali. Si pensa forse che a subire i danni sia solo una categoria? Nulla di più falso. Tutti vanno in perdita, gli indotti collegati e la filiera commerciale in toto. La chiusura degli uffici e delle scuole, influisce su tutto, dai trasporti ai consumi, dalle attività ludico-sportive a quelle culturali, mettendo anche in seria difficoltà le famiglie che si ritrovano nuovamente a gestire lavoro e affetti oltre ad una economia sempre più precaria”.

I Civ cittadini vogliono unirsi al disappunto già espresso in questi giorni in tutta Italia contro le decisioni del Governo Centrale: “I commercianti e i gestori delle attività penalizzate, hanno dimostrato fino ad oggi la loro disponibilità, competenza e senso di responsabilità mettendo in atto tutte le regole imposte per la giusta gestione della situazione igienico-sanitaria, ma queste ulteriori restrizioni provocano un danno economico tale che molti saranno obbligati a chiudere, con gravi conseguenze nel tessuto cittadino. Il commercio è un filo conduttore tra tutte le attività, per cui si è concordi e solidali affinché le attività, tutte, possano riprendere al più presto e ‘riaccendere’ le luci delle città, in tutto il territorio nazionale”.

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