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Attualità | 27 ottobre 2020, 09:10

Sanremo: Liguria Popolare chiede la riapertura di palestre e piscine e lancia una petizione on line

"Questa seconda chiusura di almeno 1 mese non è sostenibile per il comparto che, direttamente e con l’indotto, genera il 4% del PIL italiano coinvolgendo oltre 14 mln di persone. Lo sport è tutt’altro che sacrificabile”.

Sanremo: Liguria Popolare chiede la riapertura di palestre e piscine e lancia una petizione on line

Partiamo da una premessa che prende spunto dalle contraddizioni del Governo degli ultimi 10 giorni. Il 18 ottobre, il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa, mette pressione a palestre, piscine e mondo dello sport in generale perché il CTS ha vivamente consigliato di chiuderle. Il 19 ottobre, il ministro dello sport Spadafora, scrive in un suo post su facebook: ‘Palestre, piscine e centri sportivi restano aperti!’. Il 21 ottobre rilascia un'intervista pubblicata su ‘Il Mattino’, nella quale i passaggi più importanti sono: ‘non ci sono evidenze scientifiche su focolai nati da palestre e piscine e dai controlli dei NAS emerge un rispetto rigoroso ovunque’. Lo stesso ministro, il 23 ottobre, emana un nuovo Protocollo attuativo delle ‘Linee guida per l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere’. Infine, il 25 ottobre chiude tutto, comunicando al mondo dello sport, quello che dovrebbe rappresentare, che lui ha fatto tutto il possibile per far sì che ciò non accadesse, scrivendo sulla sua pagina facebook che a breve approveranno un decreto per sostenere con misure straordinarie il mondo dello sport che con la seconda chiusura rischia di non riaprire più”.

Interviene in questo modo Daniele Moraglia, esponente di Liguria Popolare a Sanremo, chiedendo a gran voce la riapertura di palestre, piscine e luoghi sportivi in genere. “Diversi studi scientifici – prosegue Moraglia - concordano sul fatto che il Covid-19 trova terreno fertile su persone con patologie, in sovrappeso e inattive. È stato segnalato che il virus ha maggiore difficoltà a replicarsi in un soggetto attivo, sano e con un sistema immunitario efficiente. Queste condizioni si manifestano con uno stile di vita corretto ovvero: attività fisica quotidiana e corretta alimentazione. A questo, aggiungiamo che i meno colpiti dal virus sono coloro tra i 4 e i 14 anni. Tutto, sempre, da studi scientifici avallati dalla comunità scientifica e pubblicati su riviste specialistiche”.

“Premesso quanto sopra – termina Moraglia - come è possibile chiudere palestre, piscine e limitare pesantemente lo sport? Le strutture e le società sportive si sono adeguate da maggio alle norme per la prevenzione del Covid-19; dopo essere state chiuse dai 2 ai 3 mesi, hanno visto l'utenza diminuire. Questa seconda chiusura di almeno 1 mese non è sostenibile per il comparto che, direttamente e con l’indotto, genera il 4% del PIL italiano coinvolgendo oltre 14 mln di persone. Lo sport è tutt’altro che sacrificabile”.

Daniele Moraglia ha lanciato una petizione online (QUI) con l'obiettivo di avanzare proposte concrete per un nuovo  assetto di governo del settore sportivo.

Redazione

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