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Attualità | 26 ottobre 2020, 20:07

Bordighera: il mondo della ristorazione chiude alle 18, c'è aria di rabbia e frustrazione tra i commercianti (Foto)

Porte chiuse, qualche cliente dell’ultimo minuto, poi tutto rimandato a domani

Le immagini da Bordighera

Le immagini da Bordighera

Bordighera, ore 18. Cronache di un coprifuoco, di nuovo. Anche sulla Città delle Palme cala il sipario delle serrande per via del nuovo Dpcm, simile ad una sorta di lockdown in pillole. Tutte le attività come bar e ristoranti costrette a chiudere i battenti soltanto un'ora dopo lo scadere di quella che gli inglesi chiamano ‘l’ora de tè’. Un tè davvero amaro e difficile da mandar giù ancora una volta a distanza di pochi mesi.

Aleggia infausto nell’aria il senso di rabbia e di frustrazione dei lavoratori colpiti dal decreto in questo episodio purtroppo già visto, una replica in cui l’unica colonna sonora è quella delle saracinesche che scendono giù come una specie di ghigliottina a tagliare le speranze dei proprietari e più letteralmente il loro portatogli. Le scene sono quelle dei bar in cui i dipendenti sanificano già le sale per il giorno seguente, riordinano i locali, portano sedie e tavolini all’interno. Porte chiuse, qualche cliente dell’ultimo minuto, poi tutto rimandato a domani.

La polemica resta sulla questione dell’orario ed è facile sentir rimbalzare sulle bocche dei commercianti lo stesso quesito, ovvero se il virus “entri in azione soltanto dopo le 18”, a sottolineare il loro disaccordo con quanto deciso dal governo e la contrarietà all’imposta chiusura. Il cambio di marcia delle istituzioni ha spiazzato tutti sebbene atteso considerata la crescita esponenziale dei contagi.
Le attività potranno restare aperte domenica e festivi, come richiesto dalle regioni, sempre rispettando l’orario previsto. Il decreto in vigore fino al 24 novembre comprende la chiusura totale di palestre e piscine, sono sospese anche le rappresentazioni teatrali e cinematografiche.

Diego Lombardi

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