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Attualità | 23 ottobre 2020, 12:00

Parole di Papa Francesco, il Vescovo di Imperia: "Giusto garantire i diritti, ma unioni civili non sono famiglia"

"Importante inquadrare la storia per comprendere le parole del Papa, che si riferivano a quando era vescovo di Buenos Aires, dove non esistevano i diritti nei confronti degli omosessuali, che in Italia erano garantiti prima della legge inutile del 2016"

Parole di Papa Francesco, il Vescovo di Imperia: "Giusto garantire i diritti, ma unioni civili non sono famiglia"

Giusto garantire i diritti nei confronti degli omosessuali, che peraltro già c'erano prima dell'ultima legge approvata, secondo me inutile, ma un principio deve essere chiaro: le unioni civili non sono famiglia”. A parlare è il vescovo della diocesi di Imperia-Albenga Guglielmo Borghetti che in un'intervista a Imperia News interviene in merito alle parole di Papa Francesco sulle unioni civili, rese note nei giorni scorsi, tramite un documentario.

Queste le parole del Papa: "Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo".

E' importante inquadrare la storia per comprendere le parole del Papa. - dice Borghetti – Quelle frasi si riferivano a quando Francesco era vescovo di Buenos Aires, dove non esistevano i diritti nei confronti degli omosessuali che invece in Italia sono garantiti da tempo”.

Borghetti sottolinea l'importanza di inquadrare il contesto storico delle dichiarazioni di Papa Francesco, che all'epoca si era detto contrario alle leggi per le coppie omosessuali.

Quando diceva questo, a Buenos Aires c'erano forti tensioni, per cui aveva aperto a una legge pur essendosi espresso contrario all'equipollenza tra unioni e famiglia, che è quella sancita dal matrimonio tra uomo e donna. Questo dice la dottrina e non può essere una frase estrapolata da un documentario a cambiarla”.

In Italia, dal 2016 esiste una legge che, seppur giudicata insufficiente dagli attivisti per il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali, riconosce le unioni civili tra persone dello stesso sesso. Una legge però inutile secondo Borghetti.

I diritti esistevano già ed erano garantiti. Fossi stato un parlamentare non avrei votato quella legge, non perché abbia qualcosa contro gli omosessuali, che anzi godono di tutto il mio rispetto, ma perché rischia di introdurre un concetto che può essere frainteso, quello di equiparare le unioni civili alla famiglia, due cose nettamente distinte”.

Francesco Li Noce

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