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COLDIRETTI INFORMA | 21 ottobre 2020, 14:21

UE, Coldiretti: “Carne finta, no al furto di identità che inganna i consumatori”

Il sì dell’Europa ad “hamburger vegani” e “bistecche vegetariane” crea confusione sui valori nutritivi dei prodotti

UE, Coldiretti: “Carne finta, no al furto di identità che inganna i consumatori”

Devono continuare a chiamarsi bistecche, salsicce e hamburger solo quelle ottenute dalla carne, per non ingannare i consumatori sulle reali caratteristiche del prodotto. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento al voto del parlamento europeo sull’abolizione del divieto di definire carne qualcosa che non arriva dal mondo animale.

I consumatori rischiano di trovare sugli scaffali finti hamburger con soia, spezie ed esaltatori di sapore o false salsicce riempite con ceci, lenticchie, piselli, succo di barbabietola o edulcoranti, grazie alla possibilità di utilizzare nomi come “burger vegano” e “bistecca vegana”, bresaola, salame, mortadella vegetariani o vegani, con l’unico limite di specificare sull'etichetta che tali prodotti non contengono carne.

«Si tratta di una strategia di comunicazione subdola - affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa - con la quale si approfitta deliberatamente della notorietà e tradizione delle denominazioni di maggior successo della filiera tradizionale dell’allevamento italiano, con il solo scopo di attrarre l’attenzione dei consumatori, rischiando di indurli a pensare che questi prodotti siano dei sostituti, per gusto e valori nutrizionali, della carne e dei prodotti a base di carne. La carne e i derivati fanno parte della dieta tradizionale dei nostri territori le cui ricette, tramandate nei secoli, appartengono al nostro patrimonio gastronomico e permettere a dei mix vegetali di utilizzare la denominazione di ‘carne’ significa favorire prodotti ultra-trasformati con ingredienti frutto di procedimenti produttivi molto spinti dei quali, oltretutto, non si conosce nemmeno la provenienza, visto che l’Unione Europea importa ogni anno milioni di tonnellate di materia prima vegetale da tutto il mondo. È quindi importante evitare questo furto d’identità, che rischia di fare solo confusione nel carrello della spesa, a discapito oltretutto delle nostre imprese di allevamento, che in una regione come la Liguria, svolgono un ruolo fondamentale di presidio del territorio e di tutela dell’ambiente. La produzione di carne ligure è una produzione d’eccellenza grazie al lavoro dei nostri allevatori che portano avanti, ad esempio, l’allevamento di razze bovine come Bruna, Piemontese, Limousine e Cabannina, quest’ultima autoctona genovese, che hanno in comune una grande capacità d'adattamento al pascolo su terreni non semplici».

Per contrastare le lobbies delle multinazionali che investono sulla carne finta, vegetale o creata in laboratorio le principali organizzazioni agricole europee hanno lanciato la campagna “Questa non è una bistecca”. Il marketing delle imitazioni può creare confusione sui valori nutritivi dei prodotti per questo il dibattito sulla denominazione della carne non è un attacco ai prodotti vegetali, ma è una battaglia per la corretta informazione al consumatore.

C.S.

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