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Attualità | 21 ottobre 2020, 15:00

Coronavirus, i presidi sull'ordinanza regionale che impone la Dad: "Ci adegueremo, ma su Imperia è inopportuna. I ragazzi pagano così le carenze sul trasporto pubblico"

Il dirigente del 'Ruffini' Ronco evidenzia che "gli investimenti sui mezzi non sono stati compiuti in estate. Noi non lasceremo nessuno sempre a casa". Auricchia del 'Vieusseux': "Ciò ha senso su Genova, da noi le cose stavano funzionando"

Coronavirus, i presidi sull'ordinanza regionale che impone la Dad: "Ci adegueremo, ma su Imperia è inopportuna. I ragazzi pagano così le carenze sul trasporto pubblico"

L’annuncio ieri sera del governatore Giovanni Toti sulla nuova ordinanza, che entrerà in vigore lunedì, e che prevede per contenere i contagi da covid-19 la didattica a distanza per il 50% degli studenti nelle scuole superiori non è stata accolta con favore ad Imperia. Per i dirigenti scolastici la notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno anche perché nel discorso alla Nazione di domenica sera il premier Giuseppe Conte aveva garantito che, almeno in questa fase, le attività scolastiche le attività scolastiche si sarebbero svolte ancora in presenza.

Il boom dei contagi in Liguria, e soprattutto nella città di Genova, hanno però portato il governatore a prendere questa decisione di concerto con il Ministro della Salute Roberto Speranza e quindi da lunedì e fino al 13 novembre, per le sole scuole secondarie di secondo grado, verrà chiesto di intensificare la didattica a distanza. Il 50% sul totale degli alunni dell'istituto, non frequenteranno in presenza. Questa modalità interesserà tutti gli anni del percorso di studi, ad eccezione del primo anno.

“Questa ordinanza può avere un senso su Genova, dice alla nostra testata Paolo Auricchia dirigente scolastico del liceo 'Vieusseux', ma nelle altre province a mio parere è inopportuna. Le cose su Imperia stavano funzionando e non c’era necessità di sconvolgere gli orari e l’organizzazione didattica in questo modo. Per quanto riguarda il  'Vieusseux' non si sono registrati casi di coronavirus proprio perché abbiamo attuato delle disposizioni e un tipo di organizzazione per evitarlo. La nostra offerta didattica inoltre, è stata uguale a quella degli altri anni. Non abbiamo problemi organizzativi e non stavamo ricorrendo alla didattica a distanza. Io personalmente ne avrei fatto a meno. Anche perché questa ordinanza va oltre gli intendimenti e le linee programmatiche del Ministero dell’Istruzione e va oltre le diposizioni inviateci. A poche ore di distanza però, dalla conferenza dei servizi la Regione emana questa ordinanza. Ci adegueremo certamente e troveremo una soluzione, ma io da dirigente scolastico ne avrei fatto a meno”.  

Nell’ ordinanza della regione Liguria inoltre, è stato disposto che l’insegnamento dell’educazione fisica è consentito solo in forma individuale. Il preside Auricchia ci spiega come già ci sono parecchie classi che non facevano l’educazione motoria in gruppo. Sulle 32 ore settimanali, due di queste rientrano nei rientri pomeridiani e per evitare proprio che i ragazzi stiano in giro anche di pomeriggio l’insegnamento veniva effettuato tramite la didattica a distanza. L’insegnate infatti o dava indicazioni per gli esercizi da compiere a casa oppure si svolgevano delle lezioni teoriche. Mentre le squadre che effettuavano la disciplina in presenza si allenano garantendo la distanza interpersonale quindi anche in questo caso la didattica in presenza stava funzionando ”.

Critico anche il parere del preside dell’istituto di istruzione superiore 'Ruffini' Luca Ronco il quale alla nostra testata dichiara che “purtroppo era l’unica soluzione possibile visto che non hanno fatto gli investimenti sul trasporto pubblico. La scuola è sicura, ribadisce con forza il dirigente scolastico, i contagi sono tutti 'esterni', avvengono prima e dopo l’arrivo a scuola. Sul fronte dei trasporti non sono compiuti i dovuti investimenti durante l’estate. Ora chiedono a noi presidi di abbassare il numero degli utenti , ci adegueremo alla situazione per colmare le loro lacune, ma dal punto di vista umano stiamo facendo pagare agli studenti  la carenza del trasporto pubblico e non carenze che sono imputabili a noi del mondo della scuola. Umanamente siamo dalla loro parte”.  

Domani il preside Ronco convocherà un collegio docenti per condividere le scelte e preparare l’organizzazione e da una prima valutazione si pensa al 'Ruffini' di far andare i giorni pari i ragazzi delle seconde e delle quarte mentre i giorni dispari quelli delle terze e delle quinte. “Nessuno degli studenti effettuerà le lezioni solo a casa, ci sarà un’alternanza, dice Ronco. Il nostro obiettivo è quello di non lasciare a casa intere classi perché ciò inciderebbe sia sul loro morale che sulla loro socialità e quest’ultima è una parte fondamentale della loro crescita ed è compito della scuola creare le condizioni affinché ci sia”.

Angela Panzera

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