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Attualità | 19 ottobre 2020, 12:52

Davide Berardi a ‘2 ciapetti con Federico’: “Non siamo untori, le palestre sono luoghi sicuri con protocolli rigidi"

“Il nostro è un protocollo rigido, con sanificazioni ad ogni lezione, misurazione della febbre preventiva e ogni altra accortezza, non so se nelle stazioni e nelle metro sia la stessa cosa, ma non credo...” ha detto Berardi.

Davide Berardi

Davide Berardi

Dopo il nuovo DPCM presentato ieri sera dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, è iniziato il dibattito tra le realtà che devono sospendere o modificare le proprie attività. Tra quelle su cui è molto discusso nei giorni scorsi ci sono le palestre e le attività sportive legate a discipline di contatto. Oggi a ‘2 ciapetti con Federico’ ne parliamo con Davide Berardi dell’ASD Daruma Brazilian Jiu Jitsu di Sanremo.

"La paura mediatica che si è innescata in questa situazione sta portando gravi conseguenze – ha detto - Il terrorismo mediatico influisce molto. Noi adesso veniamo additati come gli untori di questa ondata Covid, ma l’utenza dei miei corsi è sicuramente ridotta rispetto alle centinaia di migliaia persone che vanno in metropolitana. Il nostro è un protocollo rigido, con sanificazioni ad ogni lezione, misurazione della febbre preventiva e ogni altra accortezza, non so se nelle stazioni e nelle metropolitane sia la stessa cosa, ma non credo... La sanificazione che effettuiamo noi con quantità industriale di igienizzante, viene fatta anche nelle maniglie delle metropolitane o sui carrelli della spesa ? Io ho una chat dove le persone si prenotano alle lezioni, proprio perché il protocollo federale prevede limitazioni sulle metrature a disposizione per ogni atleta, e oggi rispetto alla scorsa settimana ho solo tre atleti iscritti. Noi stiamo subendo conseguenze pesanti mentre altre situazioni non vengono considerate. Io credo inoltre che lo sport sia importante e che possa dare benefici, il virus è infatti meno efficace su atleti in forza rispetto a persone sedentarie”.

Critiche anche per la poca chiarezza del DPCM e il poco tempo di preavviso sulle nuove misure: “Dover preparare i vari allenamenti sapendo le misure alle 22 del giorno prima non è già cristallina come situazione - ha aggiunto Berardi - Il DPCM anche questa volta non è stato dei più chiari, infatti la nostra Federazione non ha ancora divulgato nulla di specifico. Tutto si è svolto in maniera troppo rapida senza una reale collaborazione con Enti e Associazioni Sportive. Non si capisce se poi questa sia una settimana di bonus. Altro aspetto poco chiaro riguarda i parametri su come considerare gli atleti tra agonisti e amatori. In ogni caso per ora le nostre lezioni si svolgeranno in forma singola senza contatto, quindi più che altro in un’ottica di preparazione atletica e non di tecnica specifica o sparring. Siamo quindi tornati alla situazione di Maggio”.

Guarda l’intervista integrale:

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Federico Marchi


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