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Attualità | 17 ottobre 2020, 11:31

Sanremo, la Fials al fianco dell'Orchestra Sinfonica: dura la replica sull'indisponibilità del Teatro del Casinò

Il sindacato sottolinea che "il lavoro dell'Orchestra sia un obbligo verso la cittadinanza e un contributo fondamentale per la società"

Sanremo, la Fials al fianco dell'Orchestra Sinfonica: dura la replica sull'indisponibilità del Teatro del Casinò

Il sindacato Fials replica al Cda riguardo alla "indisponibilità del Teatro del Casinò come unica motivazione per la sospensione dell'attività concertistica".

Il sindacato, in una nota stampa, scrive "che da almeno 40 anni il Casinò sospende all'orchestra la disponibilità del proprio teatro in virtù degli eventi collaterali che periodicamente vengono realizzati e rammenta, qualora fosse necessario, che la Fondazione in queste occasioni ha sempre dovuto cercare (trovandola) una sede alternativa per i concerti anche in assenza di normative covid. Risulta quindi, la suddetta motivazione, quantomeno fuori luogo. Il Fials ricorda e sottolinea le parole pronunciate dal  presidente subito dopo il concerto del 10 settembre, mentre comunicava al pubblico e ai professori presenti che l'attività concertistica dell’Orchestra si sarebbe fermata dal 30 settembre ad un periodo non ben definito 'a cavallo tra novembre e l'inizio di dicembre'. Parole che, ad oggi, indicano una scelta premeditata e non certamente dettata dall'assenza del teatro, allora non prevista, né tantomeno dall'andamento della pandemia". 

Il sindacato aggiunge che "da sempre, per la Fondazione, le chiese sono sedi idonee e  prestigiose per accogliere, come quest'anno, i concerti della Sinfonica che si sono tenuti a settembre e che sarebbe stato auspicabile continuassero ad ottobre. Esattamente come fanno altre realtà musicali per proseguire la loro attività concertistica. Fa notare il Fials che in passato la ricerca di sedi non è mai stata così compromessa e influenzata  dall'attenzione "alle esigenze e dal prestigio dell'orchestra", anzi, proprio in questo momento così delicato sarebbe più opportuno essere meno pretenziosi e ricordare al Presidente che "scartare l'oratorio di santa Brigida come sede in questo periodo per i concerti dell'orchestra (solo perché  limitato nei posti per il pubblico)" , rivela una scarsa volontà verso i professori che hanno manifestato sin dall'inizio della pandemia la disponibilità a suonare in gruppi più piccoli, perciò più funzionali e adattabili a sale di ridotte dimensioni, e a ripetere lo stesso concerto per dare possibilità a più gente possibile di ascoltarlo. Si ricorda che Sanremo ad oggi non è una zona rossa e la situazione è senza dubbio  migliore rispetto a Genova o Savona dove si tengono regolarmente opere liriche e concerti, mentre per i Professori della Sinfonica il lockdown è ricominciato dalla fine di settembre, senza avere avuto e avere a tutt'oggi un solo positivo tra i dipendenti".

Il sindacato ribadisce con forza di aver chiesto sempre  e soltanto di lavorare  anche a fronte dello sforzo economico del Comune verso la Fondazione e precisa che "l'integrazione salariale non è una concessione del Cda ma una disposizione prevista dal Dpcm. Ma soprattutto è un atto  dovuto considerando il taglio perpetrato agli stipendi dei Professori da ben 11 anni e la continua disponibilità degli stessi, costantemente dimostrata, per aiutare la Fondazione. E in ultimo, proprio perché 'il momento che stiamo vivendo è di grande difficoltà', il sindacato crede fermamente che il lavoro dell'Orchestra sia un obbligo verso la cittadinanza e un contributo fondamentale per la società e ancor di più, sottolinea la doverosa e rispettosa 'attenzione' nei confronti del suo pubblico che ha manifestato con ricorrenti e instancabili dichiarazioni, l'affetto che sente per la sua Orchestra Sinfonica".

 

C.S.

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