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Al Direttore | 17 ottobre 2020, 14:43

Sanremo, gestione stato di emergenza, Condò: “Una ‘dittatura’ si è sostituita alla democrazia?”

"Tutto questo mi porta a pensare che ‘devono tenerci occupati’ con il virus affinché possano portare modifiche all’ordinamento dello Stato senza passare per la discussione (democratica) parlamentare"

Alessandro Condò

Alessandro Condò

"La domanda che mi pongo è la seguente: siamo innanzi a una svolta totalitaria nel nostro Paese?

La riduzione delle libertà individuali, lo svuotamento della ‘democrazia parlamentare’ pregiudicata dal numero eccessivo dei DPCM e dall’utilizzo dello strumento della ‘fiducia parlamentare’, una legislazione sempre più asservita allo ‘stato di emergenza’ è forse una ‘dittatura’ che ha preso il posto della nostra democrazia?

Attenzione, sia chiaro che non è mia intenzione sottovalutare o negare l’esistenza della grave malattia dovuta al Covid-19, ma è giustificato lo ‘stato di emergenza’ che va dominando la vita politica italiana? La malattia-pandemia Covid-19 è sufficiente a giustificare l’inserimento di ‘interventi’ di carattere politico-sociale e politico-strutturali se non addirittura politico-costituzionali nei DPCM emanati dal governo Conte2 e successivamente portati nelle aule parlamentari senza poterli emendare applicando la ‘fiducia’? I DPCM non avrebbero dovuto riguardare unicamente la ‘emergenza sanitaria’? 

Attenzione, portare la mascherina, rinunciare alla libertà di spostamento (se infetto), rinunciare alla movida, alle feste con gli amici e coi familiari (per possibilità di infezione) non lo vedo come un attentato autoritario nei confronti dei nostri inalienabili diritti, ma solo prevenzione sanitaria. Ma utilizzare la ‘prevenzione sanitaria’ per colpire al cuore la nostra libertà individuale, quello assolutamente si!! 

I DPCM del governo Conte2 hanno spostato decisamente la questione di ‘prevenzione sanitaria’ a una dimensione simbolica di ‘privazione della libertà individuale e collettiva’, normando ogni più piccolo passaggio della vita quotidiana di ognuno di noi (spesso in modo incomprensibile e in contrasto fra gli stessi ‘tecnici immunologhi’, da lasciare le persone nel dubbio di ‘cosa’ e ‘come’ fare ed esponendoci a sanzioni amministrative a seconda dell’interpretazione di questo o quel sindaco o di questo o quell’agente dell’ordine). Cosa mai ci sarebbe stato di più efficace e comprensibile di un Decreto Legge con pochi, chiari, ineccepibili ‘precetti da seguire’ su tutto il territorio nazionale? Quello che invece questi DPCM , nelle loro complessità , hanno ottenuto sono ‘zone grigie’ e ‘dubbi’ oltre alle insormontabili difficoltà di applicazione (anche per coloro che devono controllare la loro applicazione). Ma non ci sono invece ‘dubbi’ e ‘perplessità’ in tutti quegli articoli che di ‘emergenza sanitaria’ anti-Covid-19 sono stati inseriti nei DPCM (come per esempio come il divieto di spostamento da territori comunali e regionali, di manifestazione, di riunione, di celebrazioni religiose, o le limitazioni all’istruzione, ai concorsi, al commercio, ai trasporti, all’impresa, al lavoro, oppure riduzioni come quelle relative agli uffici pubblici, agli esercenti attività di pubblica utilità e ai servizi pubblici essenziali).

Allora tutto questo mi porta a pensare che ‘devono tenerci occupati’ con il virus affinché possano portare modifiche all’ordinamento dello Stato senza passare per la discussione (democratica) parlamentare. Ma perché fare finta che nulla stia accadendo e che invece abbia senso questo stillicidio di regole inapplicabili e dannose? Dove sono le voci degli intellettuali, da destra come da sinistra?

Alessandro Condò".

Redazione

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