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Cronaca | 16 ottobre 2020, 07:11

Alluvione in valle Argentina: amministratori contro i ritardi del Governo Conte, "Senza lo stato di calamità non possiamo far partire i lavori"

Soltanto Molini di Triora ha registrato danni per 16 milioni di euro. Tante somme urgenze, già pronte a partire ma i piccoli comuni non possono affrontare autonomamente queste spese. La gente chiede spiegazioni.

Senza il riconoscimento dello stato di calamità, i lavori non possono partire. E' la denuncia che arriva dai paesi della Valle Argentina, in particolare da Molini di Triora e Triora, in attesa che il Consiglio dei Ministri riconosca lo stato di calamità. 

Se i lavori non partono la colpa non è delle amministrazioni comunali. ci tiene a ricordarlo Manuela Sasso, sindaco di Molini di Triora che si trova a dover fronteggiare una situazione critica mai vista prima, con 16 milioni di euro di danni. 

"Ci sono tanti problemi. - sottolinea la sindaca - Da lunedì stiamo continuando a fare la conta dei danni e i sopralluoghi. Siamo arrivati a 270mila euro di schede A, ovvero gli sgomberi, gli alloggi, le prime emergenze, soldi già spesi. Non abbiamo soldi a bilancio per poterli coprire. Il problema più serio è che il solo Comune di Molini conta 16 milioni di euro di danni che come ente non avrò mai". 

"Sono fiduciosa che venga riconosciuto lo stato di calamità. Chiunque venga qua si può rendere conto della situazione. Il problema è il ritardo. - ci spiega Manuela Sasso - Ho le schede e le ditte pronte per iniziare a lavorare ma senza un decreto che mi autorizzi e mi riconosca la calamità e mi dia la possibilità, non posso far iniziare i lavori". 

Una catena burocratica che difficilmente la gente capisce. L'alluvione ha colpito duramente tanti paesi dove le amministrazioni comunali si sono trovate a dover fronteggiare situazioni emergenziali con le risorse economiche di un comune di piccole dimensioni. Senza aiuti dallo Stato, ritornare alla normalità sarà impossibile. "La gente è arrabbiata e ha paura per le proprie abitazioni. - racconta il primo cittadino - In questo momento ho 10 famiglie che in caso di allerta gialla dovrò preallertarle e in caso di allerta arancione dovrò farle evacuare. La gente vuole poter stare a casa sua come è giusto che sia ma non posso intervenire sulle frane sopra le loro abitazioni perchè non posso far partire le somme urgenze". 

Il mancato riconoscimento dello stato di calamità da parte del governo del premier Giuseppe Conte preoccupa questi territori. "I tempi si stanno allungando troppo. Dobbiamo poter iniziare. - ribadisce Manuela Sasso - Abbiamo bisogno di intervenire sull'alveo del fiume. Dal laghetto delle noci siamo saliti a 6 metri, per il materiale accumulato e non posso sistemare in loco quel materiale, perchè significherebbe alzare troppo il letto e alla prossima alluvione rischio di avere l'acqua sulla provinciale. C'è bisogno di interventi straordinari e di portare via il materiale, di fare pulizia, di risolvere il problema delle frane e degli acquedotti. Da giorni stiamo ormai consegnando l'acqua naturale nelle bottiglie e abbiamo la non potabilità dell'acqua su tutto il territorio comunale. Il problema vero è che non basteranno le analisi. Non abbiamo più alcuni acquedotti o sistemi di fognatura". 

L'altra grande criticità riguarda l'abitato della frazione di Gavano. "A Gavano abbiamo una situazione incredibile. Abbiamo mandato i geologi lì e sono tornati sconcertati. Ci è stato detto che non è possibile che il fiume abbiamo fatto danni del genere. Siamo a circa 4milioni di euro di danno, solo sulla viabilità di Gavano. - conclude Manuela Sasso - Il fiume ha portato via due ponti e ha creato dissesti su tutta la strada. Io voglio permettere alla gente di Gavano di poter vivere e tornare a casa. Oggi non possono più stare in questo paese. Sia per questo che per tutti gli altri problemi oggi, Molini di Triora ha bisogno di poter iniziare a lavorare". 

Un ritardo da parte del Governo che sta creando forte preoccupazione oltre che malcontento anche a Triora. Il sindaco Massimo Di Fazio, confermando la problematica ha rimarcato: "Questa è un'assurdità totale se non è una calamità questa qua non so quale possa essere. E' talmente evidente che dovrebbe essere prioritario concedere lo stato di calamità. Noi senza lo Stato non potremmo fare nulla. Abbiamo i servizi principali distrutti: l'acquedotto, le fognature. Noi oggi scarichiamo a cielo aperto. Abbiamo dei bypass sull'acquedotto ma è impensabile andare avanti così. Lo stato di calamità è evidente".

L'allarme lanciato dagli amministratori locali è stato accolto anche da Alessandro Piana, consigliere regionale recentemente rieletto in quota Lega. "La Liguria è una regione particolarmente fragile e ogni volta che si presentano l'autunno e l'inverno ci viene presentato un conto sempre più salato. Stiamo dimostrando di avere gli anticorpi necessari per reagire e ripristinare le difficoltà iniziali. - afferma Piana - E' importante dare una mano ai sindaci affinché possano compilare le schede  di somma urgenza per poterle presentare per vedere finiate determinate opere". 

"Sempre che il Consiglio dei Ministri si riunisca il prima possibile per riconoscere lo stato d'emergenza. Quindi anche la disponibilità dal punto di vista economico perchè questi comuni hanno dei bilanci piccolissimi. Le cifre che dovranno presentare come somme urgenze superano il loro bilancio. Dovranno avere aiuti particolari e gli dovrà essere riconosciuto uno stato particolare" - chiosa Alessandro Piana.

Stefano Michero

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