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Cronaca | 14 ottobre 2020, 07:14

L’Ing. Gianni Rolando ospite a ‘2 ciapetti con Federico’ per parlare di danni e ricostruzioni: “Deve far riflettere che siano crollati ponti di 1000 anni”

“Oltre alle colpe dell’uomo è cambiato anche il clima – ha detto - I nostri vecchi torrenti non sono più sufficienti, è quindi necessario studiare accorgimenti, come gli scolmatori, per minimizzare i danni”.

L'Ing. Gianni Rolando

L'Ing. Gianni Rolando

Quando si vedono crollare ponti che hanno 1000 anni in vallate nelle quali a monte non c’è praticamente nulla di costruito, vuol dire che è cambiato il clima”. Così l’Ing Gianni Rolando, intervenuto a ‘2 ciapetti con Federico’, ha parlato dei recenti danni del maltempo e del futuro in termini di progettazione e ricostruzione. Uno degli aspetti che non bisogna sottolineare, che non era mai accaduto, è l’aver registrato il crollo di ponti antichi, alcuni anche di epoca romana, che in passato avevano invece retto a piene ed alluvioni.

È una cosa significativa – ha analizzato Rolando – Abbiamo sempre dato la colpa dei crolli al lavoro dell’uomo, e certamente anche in questa alluvione ci sono colpe di opere umane, ma quanto accaduto ci indica anche come sia cambiato il clima. Le portate di piena erano già state aggiornate circa 30 anni fa, può darsi che ora sia opportuno fare studi più approfonditi per capire come sia cambiato il clima e se queste ‘bombe d’acqua’ siano un fenomeno ormai normale da aspettarsi tutti gli anni. Una trentina di anni fa era stato presentato un piano denominato ‘report Marchi’ che catalogava tutti i fenomeni franosi e le zone a rischio d’Italia. Prevedeva ingenti costi, ma se pensiamo ai danni che ogni anno si registrano, possiamo dire che se si fosse fatta prevenzione invece che intervenire dopo non saremmo arrivati a questi punti. Ogni anno si registrano danni importanti per alluvioni in 7 o 10 siti italiani”.

Alla luce di questi cambiamenti del clima, sarà quindi necessario un ripensamento a livello ingegneristico quando si procede a progettazioni e ricostruzioni ?  “Alcune cose sono già state fatte, come le nuove norme del 2018 che hanno aumentato la distanza di sicurezza sotto i ponti in merito alla massima piena teorica – ha risposto Gianni Rolando – Bisogna però prendere atto di questa realtà e cercare di fare opere anche più importanti. I nostri vecchi torrenti non sono più sufficienti, è quindi necessario studiare accorgimenti, come gli scolmatori, per minimizzare i danni. Se per esempio oggi non ci fosse stato lo scolmatore realizzato qualche anno fa a Sanremo, l’acqua scesa avrebbe allagato via Palazzo invece che defluire via. A volte bisogna avere anche il coraggio di demolire alcune cose. Per il ponte della ferrovia ad Arma di Taggia, che in questi giorni è stato definito pericoloso, i casi due: o lo demoliscono o ci si inventa qualcosa in modo che l’acqua che arriva li non crei problemi”.

Guarda l’intervista integrale:

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Federico Marchi


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