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Eventi | 28 settembre 2020, 07:11

Cervo, con l'opera 'Spicule' di Elena Mazzi la Liguria ha il primo 'museo moderno sommerso'. L'artista: "Ho chiesto di essere assegnata a questa regione" (Foto)

Arte, mare, ricerca e valorizzazione dei borghi: questi gli ambiti su cui si muove l'installazione creata dalla giovane autrice reggiana. Oltre a quelle installate sul fondale, la mostra 'terreste' prosegue nel bastione di Mezzodì

Foto di Susanna Manuele

Foto di Susanna Manuele

Tra l’uomo e il mare c’è un legame imprescindibile, una relazione spesso sottesa e a tratti incompresa. È questa la riflessione che intende articolare l’opera 'Spicule'. Si tratta di quattro sculture realizzate dall’artista originaria di Reggio Emilia, Elena Mazzi, la quale ha scelto il mare di Cervo come location. Le sculture infatti, sono ispirate a particolari animali marini, molto comuni nei mari di tutto il mondo eppure poco conosciuti, le spugne, i cui scheletri nella maggior parte dei casi sono composti da strutture calcaree o silicee dette spicole. Affascinata dalla forme particolarissime, dalla complessità e dal fondamentale ruolo ecologico delle spugne nell’ambiente costiero, l’artista ha deciso di usare lo stesso materiale, la pietra,  di cui si compongono le affascinanti forme degli scheletri dei poriferi, rimarcando la relazione tra gli organismi e l’ambiente in cui essi vivono.

Le sculture non sono solo opera artistica, ma anche medium per svolgere attività didattiche e scientifiche, interagendo con gli organismi marini, e con i nuotatori e bagnanti del luogo. In occasione di questa mostra, Elena Mazzi crea un ulteriore livello di lettura tra terra e mare; le quattro sculture immerse sono infatti localizzabili attraverso una boa in vetro di primo Novecento, trovata dall’artista in un negozio d’antiquariato. Questa tipologia di boa veniva frequentemente usata dai pescatori un centinaio di anni fa, quando ancora la plastica non esisteva, per segnalare le reti da pesca nel mare. La boa, di grandi dimensioni, è facilmente identificabile sia dai natanti che dagli abitanti e dai turisti in visita a Cervo: un cannocchiale nautico posto sul Bastione di Mezzodì ne permette la facile identificazione, rimarcando la relazione tra terra e mare.

All’interno del bastione invece la mostra prosegue con altre opere scultoree, questa volta in vetro di Murano e argento. Intitolata 'Becoming with and unbecoming with', questa serie di sculture è stata prodotta a partire dal calco di alcune vertebre di cetacei trovate sulle spiagge d’Islanda, dove l’artista si è recata dopo un incidente in mare che l’ha costretta ad un periodo di sedentarietà. Là dove il tempo e la natura sembrano essersi fermati in un immaginario preistorico, Mazzi ricerca una sintesi con il paesaggio per risanare le sue personali fratture. L’opera verte sull’incontro tra forma e materia: le vertebre originarie sono state riprodotte in metallo a ricordare le protesi chirurgiche che stabilizzano le strutture ossee. Queste dialogano con il vetro, un materiale in origine liquido come l’acqua, che nella sua trasparenza e durezza mantiene anche la propria fragilità.

Originaria di Reggio Emilia, dopo aver trascorso gli ultimi 12 anni a Venezia da qualche mese Elena Mazzi vive a Torino. È stata invitata dalla 'Galleria Continua' e dalla Fondazione ‘Elpis’ a partecipare al progetto 'Una boccata d'arte', dove sono stati coinvolti 20 artisti per 20 borghi, uno per regione. “La Liguria mi ha sempre affascinato, dice l’artista alla nostra testata, ma non ho mai realizzato un'opera per il territorio ligure, quindi ho chiesto di poter aver assegnata la Liguria come regione. La Fondazione e la Galleria hanno fatto il resto. Non conoscevo la provincia di Imperia, ma in queste settimane ho avuto modo di approfondire la conoscenza del territorio, e ciò ha confermato il mio amore per la Liguria. Sono felice che il progetto continui in futuro, dice fiera. E' stata un'esperienza molto importante, credo di essere cresciuta in termini di produzione artistica, e anche nella gestione della burocrazia italiana, ammetto che fosse sin dall'inizio una bella sfida mettere delle sculture sott'acqua. Non è stato facile, soprattutto con agosto in mezzo. Spero però di essere riuscita ad unire o almeno a mettere a confronto ambiti, discipline e settori diversi. L'arte ha il potere di unire”. 

Elena Mazzi ci tiene a ringraziare tutte le persone che hanno reso possibile la realizzazione delle sculture in mare. Monica Previati, biologa marina, fonte di preziose informazioni sul mondo marino locale; la 'Marittima Service Group', nella persona di Marco Cuppari, per la posa delle opere in mare; Fabio Rossetto e Susanna Manuele, i due fotografi che hanno documentato il momento della messa in posa in mare. Il Comune di Cervo e tutta l’amministrazione che ha appoggiato da subito il progetto. La Fondazione Elpis, ideatrice di “Una Boccata d’Arte”, iniziativa promossa in collaborazione con Galleria Continua (referente Ilaria Pigliafreddo). Il progetto infatti, mira a rivitalizzare piccoli borghi del territorio nazionale, creando un connubio tra arte e luoghi storici. 

“Le opere staranno in mare fino alla prossima grossa mareggiata, non decidiamo noi, è il mare che decide, ci spiega l’artista. Le opere poi, verranno spostate 'al Pilone', la piazzetta dietro il ristorante di fronte alla spiaggia, vicino ai murales. Nel maggio 2021, dopo l'inverno, verranno ricollocate in mare per tutta la stagione estiva”.  Un’esperienza unica per lei, ma anche per la provincia di Imperia considerato che si tratta di un' iniziativa unica nel suo genere dall’alto profilo artistico, culturale e anche scientifico. Un’iniziativa che punta infatti, sull’arte e sulla ricerca, ma anche sulla valorizzazione dei talenti emergenti. Elena Mazzi infatti, dopo gli studi presso l’Università di Siena e lo IUAV di Venezia, ha trascorso un periodo di formazione al Royal Institute of Art (Konsthögskolan) di Stoccolma. Partendo dall’esame di territori specifici, nelle sue opere rilegge il patrimonio culturale e naturale dei luoghi intrecciando storie, fatti e fantasie trasmesse dalle comunità locali, nell’intento di suggerire possibili risoluzioni del conflitto uomo-natura-cultura. La sua metodologia di lavoro, vicina all’antropologia, privilegia un approccio olistico volto a ricucire fratture in atto nella società, che parte dall’osservazione e procede combinando saperi diversi. Le sue opere sono state esposte in mostre personali e collettive, tra cui: Whitechapel Gallery di Londra, Bozar a Bruxelles, Museo del Novecento di Firenze, MAGA di Gallarate, GAMeC a Bergamo, MAMbo a Bologna, AlbumArte a Roma, Sonje Art Center a Seoul, Palazzo Ducale a Urbino, Palazzo Fortuny a Venezia, Fondazione Golinelli a Bologna, Centro Pecci per l’arte contemporanea a Prato, 16° Quadriennale di Roma, GAM di Torino, 14° Biennale di Istanbul, 17° BJCEM Biennale del Mediterraneo, Fittja Pavilion durante la 14° Biennale d’Architettura di Venezia, COP17 a Durban, Istituto Italiano di Cultura a New York, Bruxelles, Stoccolma, Johannesburg e Cape Town, Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia.

Ha partecipato a diversi programmi di residenza in Italia e all'estero. È  vincitrice, tra gli altri, della settima edizione dell' 'Italian Council' promosso dal Ministero dei Beni Culturali, del XVII Premio Ermanno Casoli, Premio STEP Beyond, Premio OnBoard, VISIO Young Talent Acquisition prize, premio Eneganart, borsa Illy per Unidee, Fondazione Pistoletto, nctm e l’arte, premio Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, premio Lerici Foundation, Movin’up. E adesso grazie alla sua professionalità e competenza, attraverso un progetto serio e innovativo, potrà aggiungere anche la Liguria nel proprio curriculum ed invece Cervo, borgo stupendo della provincia imperiese, continua ad essere un gioiello unico dell’intera regione grazie a questa produzione artistica. 

Angela Panzera

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