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Attualità | 26 settembre 2020, 20:04

Riunione in Prefettura con il Prefetto Di Bari: interviene l'associazione Rete Sanremo Solidale

“Se non fosse per l’impegno di singole persone e di associazioni solidali, quali Weworld, la Diaconia valdese, per un certo periodo una parrocchia che hanno ospitato di notte le persone più vulnerabili, ma non certo tutte quelle bisognose di aiuto, dove sono state dal 31 luglio le Istituzioni?"

Riunione in Prefettura con il Prefetto Di Bari: interviene l'associazione Rete Sanremo Solidale

“Leggiamo che, in seguito alla riunione tra il prefetto di Imperia Intini e il capo dipartimento per l’immigrazione, il Prefetto Di Bari, sui flussi migratori nella zona di confine di Ventimiglia, cui hanno partecipato i vertici della Polizia di frontiera, il presidente della provincia Abbo, il sindaco di Ventimiglia Scullino e il direttore generale dell’Asl 1 imperiese Prioli, si è deciso di andare verso un centro provinciale di identificazione e transito, la cui gestione sarà affidata in seguito a un bando pubblico”.

Interviene in questo modo Rete Sanremo Solidale, ad oltre 24 ore dall’incontro di ieri mattina, avvenuto in Prefettura ad Imperia. “Il prefetto Di Bari ha detto ‘Abbiamo constatato che la chiusura del campo Roja non ha aggravato la situazione”: certo, non riguardo ai numeri di migranti, che non sono aumentati rispetto agli anni scorsi, come viene affermato, ma il problema è che gli immigrati non sono numeri, bensì persone. Ci permettiamo di dissentire allora: la situazione di chi? Degli immigrati costretti a dormire in spazi di fortuna quali il lungo fiume, sotto i ponti, in compagnia di ratti e cinghiali che noi stessi abbiamo fotografato, o fra binari dismessi, o ancora cercando riparo lungo la strada per Roverino, nel posteggio libero, o in spiaggia? Obbligati a consumare il cibo donato dalla Caritas la mattina e da volontari delle associazioni Kesha Nija, 20k, Rete Sanremo solidale la sera, seduti per terra, senza un punto dove poter lavarsi almeno le mani, espletare i propri bisogni fisiologici, in epoca di covid, in cui la pulizia è la prima base della prevenzione? Nonostante si legga che ‘la sorveglianza sanitaria impone anche una serie di protocolli sanitari per la tutela della salute pubblicaì: per fortuna queste associazioni distribuiscono anche mascherine! O si intende la situazione dei ventimigliesi, che hanno visto giovani, donne sole, famiglie con bambini piccoli, dal 31 luglio (data della chiusura del campo Roya) vagare per le strade non avendo più un posto in cui sostare?”

“Se non fosse per l’impegno di singole persone e di associazioni solidali, quali Weworld, la Diaconia valdese, per un certo periodo una parrocchia che hanno ospitato di notte le persone più vulnerabili, ma non certo tutte quelle bisognose di aiuto, dove sono state dal 31 luglio le Istituzioni? Questo ‘piccolo centro’ a servizio della provincia, si legge più oltre, “servirà soprattutto a stabilizzare determinate situazioni giuridiche consentendo alla Questura e alla Prefettura di adottare i provvedimenti conseguenti”: significa, tra le righe, stabilire chi è considerato immigrato avente diritto secondo le leggi attuali e chi invece, come migrante economico, dovrà essere rimpatriato? E quando i migranti economici eravamo noi italiani, ce lo siamo dimenticato? Si legge ancora più oltre che questo centro ‘consentirà di identificare i migranti valutando la posizione giuridica e permettendo di indirizzarli nei vari centri di accoglienza della provincia o di altre province’: ma sappiamo che solo una piccolissima percentuale di coloro che giungono a Ventimiglia vuole rimanere in Italia; la maggior parte arriva qui solo per proseguire il suo viaggio verso Francia, Germania, nord Europa, dove è attesa da parenti ed amici già integrati. Certo, la recrudescenza del covid non aiuta in questo momento, per il passaggio della frontiera francese, oltre al trattato di Dublino che dovrebbe essere superato dalle prossime riunioni europee, per consentire che altri paesi si facciano carico di queste persone, non solo Italia e Grecia, paesi di primo approdo… ma quanto tempo ci vorrà prima che ciò avvenga?”

“E quanto per il nuovo centro che ‘non è ancora chiaro dove sarà posizionato, né tanto meno che regolamento prevederà e quali servizi offrirà’? Il sindaco di Ventimiglia soddisfatto dice ‘ci incontreremo fra un paio di mesi per sottoscrivere il protocollo di intesa’: e intanto, a ottobre e novembre, con il peggioramento del tempo atmosferico, che ne sarà dei migranti? Continueranno ad essere lasciati a loro stessi, col rischio di ammalarsi di bronchiti, polmoniti passando le notti all’aperto, oltre a vivere in una condizione disumana? Prosegue ancora ‘maggiore presenza di forze dell’ordine, blocchi a Genova per evitare che arrivino sul confine: la frontiera è chiusa e dobbiamo farlo capire a queste povere persone’: così il problema sarà spostato altrove, ma non risolto. Inoltre la sua affermazione è in controtendenza rispetto alle promesse europee di superare il trattato di Dublino con la responsabilità di tutti i paesi”.

“Per finire – termina Rete Sanremo Solidale - il sindaco Scullino intende ripristinare un servizio di bus in modo da trasportare i migranti respinti dalla Francia nei centri sparsi sul territorio italiano: niente di nuovo, molti di essi sono stati già in passato riportati al sud, dove erano giunti dopo viaggi disperati, salvo dopo qualche giorno o settimana tornare nuovamente a Ventimiglia per proseguire il loro itinerari”.

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