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Attualità | 30 agosto 2020, 20:55

Imperia: il Cda dell'Isah esce allo scoperto "Nessun problema di personale o economico nella Fondazione"

"Non smetteremo mai di pensare a nuove soluzioni che possano in qualche modo incontrare i bisogni dei nostri utenti e delle loro famiglie”.

Imperia: il Cda dell'Isah esce allo scoperto "Nessun problema di personale o economico nella Fondazione"

“In questi mesi abbiamo deciso unanimemente di tenere un basso profilo privilegiando, come sempre, l’impegno fattivo, la collaborazione con il personale, la tutela e il diritto alla riservatezza dei nostri utenti e delle loro famiglie, alla facile tribuna mediatica”.

Interviene in questo modo il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ‘Isah Onlus’ di Imperia, che prosegue: “Alcune notizie non vere, condite da affermazioni mendaci che leggiamo, oltre ad altre eventuali azioni, impongono quanto meno qualche breve puntualizzazione:
• la Fondazione ISAH non registra alcun deficit di personale: vuoi sotto il profilo quantitativo che qualitativo. Al naturale turn over che si verifica da sempre, si sono aggiunte, quasi un anno orsono, le sostituzioni dovute alla trasformazione aziendale. Tutte le numerose, qualificate e articolate figure professionali di cui il Centro ISAH necessita per fornire i complessi servizi all’utenza sono oggi come ieri coperte integralmente nel puntuale rispetto delle normative Regionali;
• la Fondazione ISAH oggi come ieri non presenta alcun problema economico. L’emergenza Covid 19 ha naturalmente imposto alcuni sacrifici sotto il profilo finanziario puntualmente coperti grazie alle risorse proprie e ai successivi riconoscimenti delle Aziende Sanitarie pubbliche per le quali svolgiamo numerose attività;
• i servizi forniti dall’ISAH sono complessi. Tra gli altri, i percorsi riabilitativi per i pazienti affetti da gravissime disabilità in forma residenziale, diurna e ambulatoriale richiedono competenza, sensibilità e attenzione particolare. L’emergenza Covid 19 nella fase acuta e la normativa stringente che ne è stata conseguenza hanno impedito, per tutti, lo svolgimento dei servizi diurni. Gia nel mese di maggio, quando la fase acuta dell’epidemia, volgeva al termine l’ISAH avanzava, primo in Liguria,  agli organi preposti, la propria  ipostesi di riapertura dei servizi semiresidenziali e appena le norme lo hanno consentito l’ISAH ha ripreso, anche in questa occasione prima di tutte le altre strutture liguri che erogano interventi riabilitativi intensivi ed estensivi , l’attività diurna pur con tutti i limiti imposti dalla legge e dalle autorità sanitarie. La pandemia è ancora in atto, anche se non tutti purtroppo ne sembrano essere consapevoli;
• l’equipe medico psico-pedagogica dell’ISAH, in condivisione con le ASL competenti, ha tempestivamente elaborato progetti riabilitativi specifici per ciascun ragazzo, riprogrammando il servizio tenendo in considerazione il numero complessivo degli utenti, le dimensioni del centro, l’articolazione degli spazi interni ed esterni una eventuale diversa articolazione di turni, il livello di autonomia degli ospiti e la loro capacità di rispettare tutti i comportamenti per contenere il rischio di contagio (come disposto dalla DGR Liguria 506-2020). Ne consegue che per quelli affetti da gravissime disabilità è  risultato inattuabile procedere con terapia di gruppo ancorchè a piccoli nuclei. L’equipe ha pertanto optato per un intervento riabilitativo intensivo con rapporto un terapista-un utente  in luogo dell’intervento riabilitativo estensivo al fine di mantenere gli obiettivi di cura. Ciò inevitabilmente comporta che le terapie, un tempo di gruppo articolate su più giorni, si effettuino oggi individualmente in uno/due giorni. E’ evidente che risulta impossibile assumere tanto personale quanti sono gli utenti: non vi è una tale disponibilità immediata di figure specializzate e non vi sarebbero comunque gli spazi idonei per effettuare le terapie (basti pensare che ogni utente con chi lo segue necessita di uno spazio e servizi igienici dedicati)”.

“E’ anche corretto ricordare – prosegue il Cda dell’Isah - che nelle strutture residenziali dal 9 di marzo scorso ininterrottamente sino a metà giugno nessuno  ha potuto permettersi di allentare l’attenzione e la tensione, affrontando una lotta impari, in un contesto straordinariamente difficile che necessitava di una precisa organizzazione. Professionalità che fino al giorno prima si occupavano di riabilitazione si sono dovute formare e trasformare anche in operatori sanitari di un reparto di malattie infettive. Nessuno si è fermato, nessuno si è tirato indietro nonostante spesso si potesse avere la sensazione di sentirsi soli, a volte abbandonati, spesso impauriti e impotenti nei confronti del virus. Ogni giorno si è combattuto contro il COVID: si organizzavano i turni si procuravano i DPI necessari (mai mancati), ci si ammalava, si guariva e si ritornava, senza esitare, in prima linea. Nel contempo si portavano sui tavoli regionali istanze per alleviare il disagio dei lavoratori e  le preoccupazioni delle famiglie. Per ciò che ha sempre fatto, ma soprattutto per i sacrifici che ha dovuto sopportare in questo tragico periodo, tutto il personale dell’ISAH merita la nostra considerazione e il nostro plauso”.

“In tempi difficili come questi – termina il Consiglio della Fondazione - le tecnologie della comunicazione impongono precise regole deontologiche tese dapprima a garantire l’assoluta veridicità di ciò che viene detto e scritto e quindi, a rigor di logica, escludere ogni forma di fraintendimento, pregiudizio e mediocrità che causano una distorta visione della realtà. Siamo ben consci che, a parte il dramma della perdita di vite umane,  questa terribile pandemia abbia colpito duramente i percorsi di cura e di assistenza delle persone disabili e creato gravissime difficoltà alle loro famiglie. Ne comprendiamo non solo il disagio dal punto di vista di organizzazione della vita quotidiana, ma anche il forte disagio psicologico. E’ proprio per questo che noi consiglieri e in generale chiunque operi in ISAH non smetterà mai di pensare a nuove soluzioni che possano in qualche modo incontrare i bisogni dei nostri utenti e delle loro famiglie”.

Redazione

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