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Cronaca | 06 agosto 2020, 20:17

Sanremo: omicidio Amoretti, fatali per l'uomo i colpi inferti alla testa. Il medico legale non ha avuto dubbi sulla causa del decesso del commerciante

I diversi colpi che gli sono stati inferti alla testa lo hanno portato al decesso.

Sanremo: omicidio Amoretti, fatali per l'uomo i colpi inferti alla testa. Il medico legale non ha avuto dubbi sulla causa del decesso del commerciante

Non ci sono stati dubbi per il medico legale Andrea Leoncini che ha svolto l'autopsia sul corpo del 75enne commerciante di orologi Luciano Amoretti ucciso nella notte tra sabato e domenica a Sanremo all'interno della sua abitazione al civico 97 di Corso Garibaldi.

I colpevoli dell'omicidio, scoperti dopo 24 ore dagli inquirenti, sono Mario Bonturi 63 anni, nicese reo confesso e il 50enne Giuseppe Diotti, che avrebbe fatto "solo" da autista e aiutato Bonturi a disfarsi del martello, arma del delitto, al rientro.

A seguito degli interrogatori di ieri, durante i quali, Bonturi si era avvalso della facoltà di non rispondere, mentre Diotti aveva negato ogni addebito il gip del tribunale di Asti aveva convalidato i due fermi, confermando il carcere per Bonturi, ma disponendo i domiciliari per Diotti. Il giudice, come previsto aveva anche trasferito gli atti a Imperia.

Il particolare della presunta rapina non è secondario, e riguarda non solo il cellulare di Amoretti, ritrovato insieme al martello usato per ucciderlo, sulla riva del fiume Belbo a Nizza Monferrato, ma anche alcune pietre preziose che sarebbero state sottratte dall'abitazione della vittima. Quei gioielli sono il movente legato all'omicidio? Al momento non è dato saperlo. L'unica conferma dagli inquirenti è che il delitto sia stato commesso per questioni economiche collegate all'attività professionale di Bonturi e Amoretti. Il corpo di Amoretti in quella notte era stato ritrovato dalla figlia che aveva lanciato l'allarme. Sul posto erano presenti il pm di turno della Procura di Imperia, Francesca Buganè Pedretti, e il Questore Pietro Milone.

Amoretti era conosciuto dalle forze dell'ordine poiché aveva alcuni precedenti per reati contro il patrimonio ed in particolare ricettazione. L’anno scorso venne arrestato dalla Polizia in quanto ritenuto essere il basista della rapina a mano armata, avvenuta il 3 luglio 2018, alla gioielleria Abate in Corso Imperatrice a Sanremo. L'arresto era stato convalidato dall'autorità giudiziaria e, considerata la sua non più giovane età, erano stati concessi gli arresti domiciliari. 

Decisive, per l'individuazione dell'assassino, le telecamere di sorveglianza, definite dal procuratore capo Alberto Lari, 'all'avanguardia', ma soprattutto la testimonianza di un vicino di casa, che ha udito la lite tra i due. Grazie alle immagini estrapolate gli investigatori hanno visto il volto dell'uomo e hanno notato che indossava un paio di pantaloni gialli. I vestiti, però li ha gettati nel fiume, così almeno ha riferito agli inquirenti, e quindi non sono stati rinvenuti considerato che nella serata di sabato su quella zona si è abbattuto un forte temporale. Il movente è da ricercare in questioni economiche legate all'attività professionale dei due. Secondo la ricostruzione degli agenti della Mobile, i due si sarebbero visti alle 21 di sabato alla stazione di Sanremo e si sarebbero diretti verso casa di Amoretti, dove avrebbero cominciato a litigare, fino al tragico epilogo.

Luciano Parodi

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