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Cronaca | 24 luglio 2020, 11:45

Diano Marina: 26 dipendenti della casa di riposo Ardoino Morelli in cassa integrazione fino a settembre

"Molte strutture - spiega Nico Zanchi, sindacalista Cisl - hanno avuto problemi di liquidità dopo l'emergenza coronavirus". L'accordo riguarda il personale amministrativo

Diano Marina: 26 dipendenti della casa di riposo Ardoino Morelli in cassa integrazione fino a settembre

Oltre a medici e infermieri, un ruolo determinante durante l'emergenza coronavirus, lo ha avuto il personale delle case di riposo, come quello della fondazione Ardoino Morelli di Diano Marina, i cui dipendenti, ventisei su ottanta tra impiegati, cuochi, animatrici sociali, osa, camerieri, maitre, ausiliari, dispensiere, sono stati messi in cassa integrazione già dallo scorso 3 maggio, fino a settembre.

L'accordo per il prolungamento è stato firmato due giorni fa all'incontro che si è svolto in via telematica tra i rappresentanti della fondazione, il presidente Piercarlo Boselli e il direttore generale Angelo Taramasco, e i rappresentanti sindacali.

Nel dettaglio, la fondazione è ricorsa al Fis, fondo di integrazione salariale, ricevuto tramite il decreto 'Salva Italia' dello scorso aprile. Come si legge nell'accordo, è stato ritenuto necessario a causa delle condizioni di difficoltà legate all'emergenza covid. Sembra paradossale che proprio il personale che ha lavorato in strutture considerate a rischio come le case di riposo, dove si sono verificati diversi casi e decessi tra gli anziani ospiti, viva adesso situazioni di difficoltà e incertezza lavorativa.

Il ricorso al Fis, bisogna precisarlo, non riguarda infermieri, né personale oss, a cui tuttavia, come agli altri impiegati, è stato per il momento 'congelato' il pagamento di ferie e banca ore, ovvero una serie di straordinari accumulati proprio nei mesi dell'emegenza.

“Molte case di riposo – spiega a Imperia News il sindacalista Cisl Nico Bianchi – hanno avuto drastiche riduzioni tra gli ospiti. Purtroppo alcuni di loro sono deceduti, altri sono stati ricoverati in ospedale. Questo ha provocato un mancato introito. Inoltre, le strutture adesso non possono ricevere nuovi ingressi, e chi rientra dall'ospedale, anche se con tampone negativo, viene fatto soggiornare in zone 'filtro' per otto giorni. Questo ha provocato un conseguente problema di liquidità”.

Francesco Li Noce

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