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Cronaca | 11 luglio 2020, 07:04

Ventimiglia: distribuzione dei pasti ai migranti a Roverino, la Caritas conferma "Bisogna riaprire il Campo Roya"

"Le strutture del Campo Roya sono importanti, non solo sul piano dei beni primari ma anche per l’ambientamento e l’aiuto legale. Si tratta di cose che facciamo anche noi ma con l’ausilio del campo e dell’intervento della Croce Rossa che lo gestisce, il lavoro sarebbe sicuramente più utile”.

Ventimiglia: distribuzione dei pasti ai migranti a Roverino, la Caritas conferma "Bisogna riaprire il Campo Roya"

Da qualche giorno le associazioni umanitarie francesi sono tornate a fornire pasti ai migranti, nella zona di Roverino a Ventimiglia. Una pratica che viene svolta regolarmente anche dalla Caritas Intemelia, al mattino per i migranti e la sera per le persone bisognose locali.

La distribuzione avviene con pasti da asporto (da circa 3 mesi), in virtù dell’emergenza Covid-19. Le persone si presentano all’ingresso della Caritas e li ritirano. Con la chiusura ai nuovi accessi del Campo Roya, la situazione è sicuramente cambiata a Ventimiglia anche se, fortunatamente, non si registrano gravi criticità.

La Caritas, da noi contattata, ha confermato che sarebbe meglio che il campo riaprisse: “Seppur con le cautele del caso – ci ha detto Maurizio Marmo - sul piano sanitario, invece di avere le persone abbandonate a loro stesse, senza servizi o docce, tranne i bagni alla stazione ferroviaria. Le strutture del Campo Roya sono importanti, non solo sul piano dei beni primari ma anche per l’ambientamento e l’aiuto legale. Si tratta di cose che facciamo anche noi ma con l’ausilio del campo e dell’intervento della Croce Rossa che lo gestisce, il lavoro sarebbe sicuramente più utile”.

“Il campo non risolve tutti i problemi – prosegue – anche perché sappiamo che qualcuno tra i migranti si rifiuta comunque di andarci ma la maggior parte di loro ci va e molte situazioni si risolvevano. Noi pensiamo che possa essere un servizio utile per le persone in transito ma anche per la città, che subirebbe meno l’impatto con il fenomeno. Dare i pasti in strada non è certo una cosa positiva ma, purtroppo, si tratta di situazioni che con la chiusura del campo, tendono a crearsi quasi naturalmente. E’ chiaro che rimane comunque importante, in questo momento sanitario, l’attenzione deve rimanere alta ma serve migliorare un servizio che in questo momento manca”.

Il tema migranti rimane spinoso al confine italo-francese e sarebbe importante un confronto tra le associazioni e la parte politica per trovare una soluzione. Purtroppo il fenomeno migranti c’è e, anche se in deciso calo rispetto agli anni scorsi, deve essere affrontato perché il rischio di una recrudescenza pericolosa rimane: “Noi confermiamo che la nostra posizione è quella di riaprire il campo – termina Maurizio Marmo – con tutti i protocolli necessari sul piano sanitario. Senza questo ci sono purtroppo delle situazioni tampone, con l’aiuto di tutti”.

Carlo Alessi

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