/ Sanità

Sanità | 11 luglio 2020, 08:38

Dietro ai dolori osteoarticolari e muscolari si nascondono anche emozioni mal gestite

Fondamentale, per il raggiungimento della salute a 360°, è l'attivazione dei processi naturali di autoguarigione: la famosa omeostasi interna che tutto regola e mantiene in equilibrio.

Dietro ai dolori osteoarticolari e muscolari si nascondono anche emozioni mal gestite

L'obiettivo primario della Nutrigenomica è la “promozione” e il “mantenimento” dello stato di salute, intervenendo a livello psicofisico ma anche socio-relazionale, perché le malattie molte volte sono sociopatie e dipendono dai nostri atteggiamenti sbagliati o stili di vita squilibrati. Fondamentale, per il raggiungimento della salute a 360°, è l'attivazione dei processi naturali di autoguarigione: la famosa omeostasi interna che tutto regola e mantiene in equilibrio. Parlo di un agire preventivo che necessita a monte di una capacità di lettura e interpretazione dei sintomi, che il nostro corpo ci manifesta, così da rintracciare le vere cause del nostro squilibrio, ricordandoci che gli squilibri sono causati non solo da ciò che mangiamo e facciamo, ma principalmente da ciò che pensiamo e subiamo.

Se impariamo ad ascoltare il nostro corpo, lui ci racconta, ci sussurra, ci parla e, se siamo sordi al suo richiamo, ci urla, attraverso le malattie, tutto il suo malessere profondo e il suo desiderio di cambiamento. Ad esempio, avete mai pensato che dietro a un dolore mio-osteo-articolare ci possa essere uno scompenso psicoemotivo? E sì, dietro a una gonartrosi, una periartrite, un dolore lombare, una infiammazione del nervo ulnare, una cervicale, ci può essere non solo una cattiva postura, una problematica orale, un trauma fisico, un’iper acidosi, una ritenzione di tossine, una infiammazione silente, una neurodegenerazione ma c’è tutto un carico di “tossine emozionali” che scaricano ogni giorno sulle mucose del nostro apparato gastrointestinale, attraverso il sistema nervoso, per poi venire indirizzate verso i vari distretti corporei, compreso l’apparato mio-osteo-articolare, causando infiammazione e quindi dolore. Una delle parti del nostro organismo che subisce il peso del nostro stress psicofisco è sicuramente la schiena. Pensate che, l’85-90% della popolazione mondiale, soffre di “mal di schiena”, associato a danni articolari, muscolari o neurologici, o legati a predisposizioni genetiche, molte volte peggiorato da posture scorrette o da movimenti inadeguati o addirittura da allenamenti o attività fisiche non idonee o al contrario da sedentarietà. I dolori poi possono interessare più zone: fascia lombare, cervicale, dorsale ma anche spalle e il collo. Ma, come ho detto, la degenerazione non dipende solo da un danno fisico ma anche da un danno psicoemotivo, a cui è legato un significato psicosomatico. A questo proposito, la Nutrigenomica avverte: “Attenzione esiste anche un tipo di cibo che, se mal gestito, può sporcarci, ed è il cibo emozionale. Un carico emozionale che pesa sul nostro corpo e che ci racconta molto del nostro vissuto personale! Proviamo allora a valutare la cosa sotto questo aspetto. Cosa ci racconta ad esempio il dolore alla schiena? Ci racconta di una persona che si fa troppo carico di pesi e responsabilità, che a lungo andare diventano per lei troppo gravosi. Del resto, molto spesso viviamo situazioni stressanti, senza rispettare i nostri limiti! E così lei si piega, si contorce e si abbandona al dolore.

La sua, sembra una risposta di rabbia e di sofferenza, una richiesta di aiuto ignorata o sottovalutata. E alla fine, in seguito alla nostra indifferenza o al reiterare delle abitudini sbagliate, il disturbo si cronicizza, trasformandosi in una patologia cronica degenerativa. Dobbiamo capire che il nostro corpo ci parla attraverso i sintomi. Qualsiasi trauma, fisico o psichico, molte volte è uno “step forzato”, come se la vita, stanca di vederci correre dal mattino alla sera in una condizione di iperstressati e iposoddisfatti, ci obbligasse a fermarci un attimo, per prenderci del tempo per noi stessi! Pensateci! Una tendinite della cuffia dei rotatori, una distorsione alla caviglia, una lombalgia, molte volte ci costringono a rallentare i ritmi, a prenderci qualche ora o giorno di riposo e ci inducono a cambiare le nostre abitudini. Un' altra parte spesso dolorante è la regione cervicale: dal punto di vista anatomico, essa è quel tratto della colonna vertebrale che va dall'occipite alla settima vertebra cervicale, formata da sette vertebre e dalle radici dei nervi cervicali e brachiali, che a loro volta innervano e controllano movimenti e sensibilità del capo, del collo e degli arti superiori. Quando il funzionamento di questi nervi è alterato (ad es. per una artrosi cervicale) allora si possono manifestare diversi sintomi: cefalea, nausea, acidità di stomaco, vertigini e formicolii agli arti superiori. Ora esaminiamo il disturbo sotto l'aspetto psicosomatico: il collo è il “ponte tra la testa e il corpo, tra la mente e il fisico, tra l'essere e l'apparire”. E' un punto attraverso il quale passano tutte le direttive per il buon funzionamento dell'intero organismo. La rigidità del collo rappresenta la paura di fronteggiare nuove situazioni o di fare scelte sbagliate. E’ l'eccessivo autocontrollo, la rigidità dei pensieri, il rifiuto del punto di vista altrui. Lo stesso “torcicollo” può essere interpretato come “un’azione fatta contro voglia” (in latino: ”abtorto collo”, “con il collo storto”). Anche le spalle ci parlano e quando le responsabilità e gli impegni diventano troppo gravosi, si incurvano e si irrigidiscono. E allora potrebbe insorgere una “periartrite della spalla” (processo infiammatorio o degenerativo dei tessuti periarticolari) tipica delle persone abituate a farsi carico di troppi impegni, costrette a mostrarsi sempre forti, pronte, sicure e affidabili. Tutta la regione dorsale invece rappresenta il nostro “guscio”, la nostra corazza, il nostro scudo protettivo. Coloro che soffrono di patologie che coinvolgono questa zona, di solito sono persone che “si sentono pugnalate alle spalle”, che si sentono tradite, amareggiate, per aver subito una ingiustizia e allora si chiudono nel loro dolore, contraendosi non solo nella postura ma anche e soprattutto nell'animo. Cosa dire della regione lombare? Essa ci racconta la nostra capacità di stare in piedi da soli e di camminare con le nostre gambe, la capacità di dare un taglio con il passato, con gli stereotipi familiari e sociali e la capacità di ideare e realizzare i nostri progetti di vita.

Così le persone che soffrono in questa regione, di solito sono persone bloccate nel passato, che non riescono a fare quel “passo” importante verso il cambiamento. Gli arti superiori invece sono “il nostro prolungamento nel mondo” per accogliere, ricevere, prendere o donare. Così le mani diventano le nostre “pinze” con cui diamo e prendiamo, per questo motivo i loro disturbi denotano quasi sempre una incapacità di dare e ricevere con il giusto equilibrio. Anche le patologie ai polsi o ai gomiti sono cariche di simbolismi: ad es. la sofferenza ai polsi è propria di chi si sente “legato” (con le manette) a situazioni gravose, frenato e costretto in un “ruolo” che non si riconosce. Il gomito invece ci parla del nostro bisogno di appoggio, di sostegno e con il dolore ci avverte che forse la nostra autonomia si sta esaurendo. Insomma, ogni emozione viene somatizza e ogni somatizzazione è collegata a una emozione. Se poi l’emozione è mal gestita, allora ci provocherà un danno fisico perchè l'ansia, la sofferenza e in generale le emozioni troppo dolorose trovano sempre una via di scarico immediata nel soma (corpo). E pur ricordando che ogni situazione ha un peso diverso in ciascun individuo in funzione del suo vissuto, della sua storia e del suo sviluppo psicologico, sempre e comunque le emozioni represse, andranno a provocare delle “scariche” del sistema nervoso centrale, le quali verranno orientate verso il sistema vegetativo, provocando disturbi e patologie più o meno invalidanti.

Allora imparare ad ascoltare il proprio corpo, senza soffocare i sintomi, giorno dopo giorno ci regalerà salute fisica e mentale, indispensabile se vogliamo provare a “giocarci bene” le carte della vita!



MoreVideo: le immagini della giornata

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium