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Sanità | 09 luglio 2020, 12:15

'Bonus covid' a rischio per i sanitari liguri, l'assessore Viale non ci sta: "Un fulmine a ciel sereno, è una vergogna"

È alle porte un nuovo "scontro" istituzionale con l'Esecutivo. La Ragioneria dello Stato ha bocciato i premi stanziati per il personale impegnato nell'emergenza. Le Regioni chiedono un passo indietro del Governo

'Bonus covid' a rischio per i sanitari liguri, l'assessore Viale non ci sta: "Un fulmine a ciel sereno, è una vergogna"

Un nuovo "scontro" istituzionale incorre tra le Regioni e il Governo e, ancora una volta, è la sanità ad essere al centro di scelte diverse e contrastanti che potrebbero avere anche delle ripercussioni sociali. Come abbiamo anticipato ieri la Ragioneria dello Stato ha infatti contestato i finanziamenti aggiuntivi del cosiddetto 'bonus covid' che molte regioni hanno stanziato quale premio per il personale sanitario e amministrativo impegnato nella gestione dell’emergenza coronavirus

L’assessore regionale alle sanità Sonia Viale non usa mezzi termini e non risparmia quindi critiche all’operato dell’Esecutivo. “È un fulmine a ciel sereno - dichiara alla nostra testata. Dopo settimane di intenso lavoro avevamo trovato, insieme alle sigle sindacali sia dei medici che del comparto, un accordo importante, un accordo per  il riconoscimento nei confronti di coloro i quali sono stati in prima linea durante l’emergenza covid e ora arriva  la notizia che la Ragioneria dello stato, e quindi il Governo, dice che abbiamo dato troppe risorse e dobbiamo dare di meno a chi ha rischiato anche la sua vita. È una vergogna”.

Nello specifico erano state messi a disposizione 21 milioni di euro. 6,7 milioni provenivano dal decreto “Cura Italia”, 9 dalla Regione e 5,3 dal Dl “Rilancio”. Secondo il ministero dell’Economia le Regioni non avrebbero potuto stanziare questa somma, ma avrebbero potuto prevedere al massimo 6,7 milioni di euro. L’accordo firmato nelle settimane scorse dalla Regione Liguria e dai sindacati prevedeva un bonus tra i 400 e i 1.400 euro per circa 16 mila lavoratori degli ospedali e delle Asl. Erano state individuate tre fasce secondo il criterio relativo all’impegno profuso durante l’emergenza sanitaria e che contava anche della 'gradazione' di esposizione al covid-19. La fascia A prevedeva 1.400 euro ed era destinata a chi ha lavorato in pronto soccorso, in Malattie infettive o Terapia intensiva e in altri reparti 'in prima linea'

La fascia B invece era di 800 euro e riservata ha chi ha operato presso reparti non adibiti formalmente alla gestione del coronavirus, ma che hanno registrato almeno il 10% di degenze complessive tra marzo e aprile per pazienti ricoverati a causa del coronavirus. L’ultima fascia, ossia quella C, prevedeva 400 euro ed era riservata a chi, tra febbraio e maggio, ha lavorato nei reparti amministrativi e in sinergia con la protezione civile e il Ministero della Salute. La delibera della Giunta ligure per l’approvazione definitiva era prevista nei prossimi giorni, ma adesso tutto è stato messo in discussione. 

“È un problema che non riguarda solo la Liguria, ma anche Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Veneto che oltre alle risorse arrivate dallo Stato hanno trovato altre risorse nei bilanci regionali -continua la vice presidente della Giunta ligure. All’unanimità, come assessori regionali alla sanità durante la conferenza delle regioni che si è svolta ieri, abbiamo chiesto ai nostri presidenti di mobilitarsi, di scrivere al Governo”. Oggi quindi, all’esito delle conferenza Stato-Regioni, presieduta dal governatore della Toscana Stefano Bonaccini il cui vice è Giovanni Toti, si saprà se il Governo farà un passo indietro sugli appunti mossi per il bonus Covid oppure se saranno le regioni a dover compiere una rimodulazione anche se il pensiero comune è quello di non modificare alcun tipo di accordo per il 'bonus covid'. 

“Le Regioni - ha concluso la Viale - scriveranno quindi al Governo per risolvere l’ennesimo problema creato dal Governo stesso. Le Regioni lavorano per affrontare i problemi concreti, il Governo invece, disfa”.

Roberto Vassallo

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