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Politica | 09 luglio 2020, 15:01

Imperia: presidio di 'Cittadinanza Attiva' contro l'ospedale unico. Il primo agosto la manifestazione (foto e video)

Presidio questa mattina, da parte di Cittadinanza Attiva e altri attivisti imperiesi, che si sono ritrovati davanti al comune di Imperia per annunciare, tramite una conferenza stampa, la manifestazione di sabato primo agosto, la prima in provincia di Imperia per dire no all'ospedale unico di Taggia

Imperia: presidio di 'Cittadinanza Attiva' contro l'ospedale unico. Il primo agosto la manifestazione (foto e video)

Presidio questa mattina, da parte di Cittadinanza Attiva e altri attivisti imperiesi, che si sono ritrovati davanti al comune di Imperia per annunciare, tramite una conferenza stampa, la manifestazione di sabato primo agosto, la prima in provincia di Imperia per dire no all'ospedale unico di Taggia.



Le nostre motivazioni – spiega Mauro Manuello - ormai sono più che chiare e decide. È circa un anno che ci interessiamo di questo problema, abbiamo approfondito in tutti i modi, e abbiamo visto però, nonostante le 20mila firme raccolte, la regione insiste, vanno sparati come un treno ad alta velocità, non vogliono sentire niente, e noi siamo costretti a questo punto a scendere in strada. Per questo la manifestazione del primo di agosto, la prima che si fa sul tema dell'ospedale a Imperia”.

Avete avuto confronti con la regione?

Abbiamo avuto un impegno, disatteso, abbiamo accusato la Viale di tradimento, perché viste le grandi firme, sono rimasti stupiti, l'ha detto lei stessa che non aveva mai visto una raccolta di firme così su questo tema in provincia di Imperia, e aveva promesso di fare una commissione civica partecipata, che tra l'altro è prevista anche dalle direttive europee. Per cui avremmo dovuto incontrarci, noi avremmo portato i nostri tecnici, loro i loro. Una tavola rotonda aperta, democratica, tecnica, dove si discuteva. Lei ha detto di sì, abbiamo i documenti sui giornali, ha fatto delle dichiarazioni precise. Non l'ha fatto. Quando è venuta a Imperia alla camera di commercio questo inverno, noi l'abbiamo accusata di tradimento su questa cosa, e qui si sono interrotti i rapporti”.

A che condizioni potreste accettare la costruzione dell'ospedale unico?

I se sono tantissimi. Prima di tutto, quando si parla di pronto soccorso, ci vuole un ospedale dietro, perché se non c'è l'ospedale non esiste il vero pronto soccorso. Ci sono i punti di primo intervento, che sono qualcosa di più di un ambulatorio. Facendo questo progetto loro chiuderebbero due pronto soccorso: Sanremo e Imperia. Voi pensate che da Andora vengono fino a Imperia, il bacino sanitario d'emergenza parte da Andora e arriva fino qui da noi, perché avevano Albenga, che l'hanno privatizzato, il pronto soccorso è stato ridotto a punto di primo intervento. Noi dobbiamo avere chiaro che loro stanno smantellando il grosso della sanità pubblica, fare un ospedale unico vuol dire una grande caserma dove i ricchi non vanno, parliamoci chiaro. I ricchi vanno nelle cliniche dimensionate giuste. Noi diventiamo dei soldatini, merce da scaricare in un posto ben più lontano di Imperia o di Sanremo, decentrato in una valle Argentina sulla piana, in un grande casermone. Bisogna dirle tutte le verità, loro hanno 'barato', falsificato le carte dicendo che sarà un ospedale di eccellenza. Quando si dice eccellenza vuol dire ospedali come il San Martino e Pietra Ligure. Noi per legge, quel famigerato decreto Balduzzi, avendo solamente 215mila abitanti questa provincia, non può avere nulla di più di quello che abbiamo oggi. Quindi falsificano le carte, hanno cercato di imbonire i cittadini dicendoli 'avrete un'eccellenza, verranno primari anche da Montecarlo a lavorare lì'. Queste cose bisogna smitarle, dirle bene, siamo alle truffe”.

Tra i partecipanti al presidio, anche i giovani Yannick Renzetti, studente di 16 anni di Imperia e Andrea Giorda, operaio ventiquattrenne di Riva Ligure, che hanno formato un comitato spontaneo.

Il comitato – spiega Giorda - nasce dall'esigenza di base che è quella di riavvicinare i giovani alle politiche, quindi perché non dobbiamo essere noi giovani a fare riavvicinare i giovani a questo tipo di tematiche che riguardano tutti e possono essere vissute senza per forza un colore politico? Sono battaglie che a parer nostro non hanno colore o appartenenza, sono per il bene comune. Questa è la motivazione per cui questo comitato nasce”.

Le battaglie si concentreranno anche su altri temi?

Per il momento ci concentriamo sull'ospedale unico. Successivamente vogliamo iniziare a parlare di scuola, lavoro, servizi. Tutte le tematiche che riguardano tutti e possono essere assorbite senza una determinata provenienza”.

Cosa non vi convince sul progetto dell'ospedale unico?

Innanzitutto le dichiarazioni dello stesso direttore dell'Asl, il quale dice che solo i malati gravi avranno accesso a questo ospedale unico, mentre invece verrà potenziata la rete locale, quando non viene spiegato né come verrà potenziato, né tantomeno i criteri di valutazione che i pazienti riceveranno, quindi come effettivamente sarà l'accessibilità a questo sistema. Oltretutto non convince già la situazione di base, una situazione dove comunque negli ospedali il criterio di valutazione può essere discutibile, dove il più delle volte per passare attraverso determinati servizi accediamo tramite l'intramenia, ovvero un vero accordo privato tra un dottore e un paziente all'interno di un ospedale pubblico. Sono questi i motivi principali per cui questo ospedale unico a parer nostro non è una soluzione”.

Francesco Li Noce

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