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Cronaca | 07 luglio 2020, 10:41

Cipressa: spiagge non molto agevoli secondo un nostro lettore, la risposta del Sindaco Filippo Guasco

Il primo cittadino interviene con le spiegazioni del comune al nostro lettore.

Cipressa: spiagge non molto agevoli secondo un nostro lettore, la risposta del Sindaco Filippo Guasco

Il Sindaco di Cipressa, Filippo Guasco, ci ha scritto per rispondere alla mail di un nostro lettore, Andrea Servente:

"Ho letto le proteste con un certo rammarico e vorrei prima di tutto approfittare per sottolineare ancora una volta la presenza di una mail (sindaco@comune.cipressa.im.it) che curo particolarmente, spesso invitando anche chi scrive ad incontri personali per chiarire tutti gli aspetti di loro interesse. Nel merito vorrei dividere la mia risposta alle critiche in due parti. Intanto informo che la pulizia della spiaggia di Aregai è già stata effettuata una decina di volte con numerosi interventi la mattina presto intorno alle cinque e non è quindi corretto affermare che le posidonie spiaggiate siano in quella posizione addirittura dallo scorso inverno. Le posidonie infatti, spiaggiano in quella porzione di litorale molte volte nel corso dell’anno in coincidenza di mareggiate anche di minima intensità, costringendo il Comune, come detto, ad intervenire a ripetizione per risolvere il problema. Avverto fin d’ora che il fenomeno avrà possibilità di ripetersi anche a luglio e ad agosto. I servizi della spiaggia installati dal Comune sono non funzionanti per evitare di contravvenire alle norme di legge e, mi verrebbe da dire del buon senso comune stante il permanere dei rischi legati al COVID 19. Il Comune sta cercando attrezzare dei sensori di attivazione dell’acqua a fotocellula per evitare contatti con rubinetti e/o altre superfici che potrebbero essere contaminate dal virus. Ci serve un po’ di tempo, ma ce la faremo. Il Comune peraltro aveva cercato, per tempo, di affidare la spiaggia con regolare gara al fine di trovare un gestore in grado di rispondere alle diverse esigenze. Anche qui, purtroppo, la particolare situazione creata dalla pandemia ha avuto come conseguenza che nessuno partecipasse alla gara".

"Io comprendo - prosegue Guasco - come le situazioni siano diverse a seconda di chi le guarda e che è più facile criticare che informarsi. Talvolta però sarebbe opportuno mettere le cose all’interno di un sistema di riferimento che, nel nostro caso è noto a tutti. È forse una bella abitudine quella di fare i comodi nostri incuranti di tutto, neppure la lezione recentemente impartita dalla pandemia però sembra essere riuscita a far ragionare sui comportamenti e sulle opportunità. Ci sono state persone, ad esempio, che incuranti dei divieti emessi per la salvaguardia di tutti, hanno sfidato ogni buon senso capitando nel mio Comune anche se non avrebbero potuto venirci mettendo a rischio molte persone. Si comprenderà dunque che - a fronte di comportamenti non proprio irreprensibili – si sia dovuto evitare, almeno nel limite del possibile, l’erogazione di servizi a rischio come quelli sulle spiagge".

"La seconda breve parte della mia risposta - termina il primo cittadino di Cipressa - riguarda le cosiddette alghe. In realtà qui ci troviamo di fronte a spiaggiamenti di posidonia che, una breve ricerca su internet ci agevolerebbe, non sono alghe ma piante superiori e la cui presenza massiccia è indice di salute del mare. Noi togliamo le alghe e, come ho detto quest’anno lo abbiamo fatto più volte, ma probabilmente stiamo facendo un danno complessivo a tutta la nostra costa solo per soddisfare il senso estetico delle persone. Sempre una breve ricerca su internet consentirebbe di capire come l’asporto delle posidonie dalle spiagge, sia un lavoro che mette le spiagge stesse a rischio erosione. Oltretutto le più recenti scoperte ci dicono che la posidonia, anche se emana un odore caratteristico, quando si trova depositata sulle spiagge, non produce sostanze tossiche e non è soggetta a putrefazione. Ripresa dal mare e trascinata nuovamente al largo è anzi una componente essenziale dell’ecosistema. Non è in sostanza un rifiuto, ma lo diventa quando, spinti da considerazioni che fanno parte della contraddittoria vita di un Sindaco che come in questo caso deve rispondere alle sempre sacrosante lamentele degli utilizzatori, si comincia a toglierle da dove sono e si decide di piazzarle altrove, cosa anche questa non facilissima e costosa. Spero che queste mie parole inducano tutti a informarsi, ad utilizzare il buon senso e magari anche a prendere coscienza dell’ambiente in cui viviamo. Se così non fosse preferirei davvero che le persone che si mettessero su un’altra lunghezza d’onda, scegliessero anche altre spiagge".

Carlo Alessi

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