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Economia | 07 luglio 2020, 16:30

I dettagli, le sfumature e la forza dell’Italia che vuole semplificare il proprio futuro

Semplificare la vita dei cittadini a livello burocratico ed amministrativo significa mettere in moto un meccanismo virtuoso per imprese e cittadini, ricostruendo credibilità e reputazione internazionale.

I dettagli, le sfumature e la forza dell’Italia che vuole semplificare il proprio futuro

Tutti i giorni escono autorevoli dati nazionali ed europei che raccontano come la crisi generata da COVID-19 andrà ben oltre le previsioni più ottimistiche di ripresa. E l’Italia, purtroppo è in fondo alla fila degli stati europei per capacità di acquistare quel ticket digitale fatto di investimenti sul Made in Italy, supporto economico alla creazione di imprese innovative ed un collegamento più concreto dei distretti industriali, produttivi e turistici con gli incubatori d’impresa per far decollare le idee bloccate da febbraio. Un biglietto che deve avere sul retro anche un buono sconto semplificazione dedicato alle imprese per accedere alle nuove tecnologie che guidano la trasformazione digitale delle aziende europee, creando così solidi posti di lavoro in ogni settore e maggiore competitività internazionale a suon di pagamenti elettronici e di agevolazioni fiscali in grado di consentire agli aspiranti imprenditori di fare impresa in 24 ore.

La forza d’animo, la creatività e la capacità delle imprese italiane di resistere e rinascere da una crisi che in Italia continua senza soluzione di continuità da almeno 30 anni sono conosciute ed apprezzate in tutto il mondo, ma oggi non bastano più. L’energia degli imprenditori, capace di essere sempre una medicina magica, ha però bisogno oggi di essere supportata da una ferrea volontà istituzionale nel realizzare subito un’autostrada senza pedaggio che porti tutti i cittadini italiani verso la Destinazione Futuro attraverso i caselli della semplificazione, della concretezza e di una sopita autorevolezza. Una superstrada digitale a 4 corsie non più progettata in punta di penna e discussa sino rendere vecchio il progetto iniziale, ma stampata in 3D con asfalto realizzato da plastica riciclata, in grado di ricaricare le auto elettriche che la percorrono, il cui traffico è regolato da un’intelligenza artificiale, piena di sensori che monitorano la sicurezza dell’infrastruttura e la illuminano solo al passaggio dei veicoli.

Semplificare è da sempre nella storia dell’uomo il valore aggiunto del progresso e dello sviluppo della vita sulla terra, la panacea per problemi considerati irrisolvibili, il passe-partout per aprire le porte della scienza e della conoscenza, la chiave di volta per passare dall’età della pietra a quella dei metalli.

Ma alla semplificazione è necessario affiancare una gran voglia di tirarsi su le maniche e di plasmare cose concrete, di riprendere in mano il lavoro degli artigiani della Res Pubblica capaci di ascoltare il tessuto produttivo italiano e i cittadini con la necessità di costruire un futuro concreto per tutti.

Se poi pensiamo che la parola Coronavirus, menzionata sui media circa 200.000 volte e pronunciata almeno una volta ogni 2 minuti nella settimana a cavallo tra febbraio e marzo, ha contribuito a raggiungere gli italiani e a sensibilizzarli con successo sulle norme per affrontare la pandemia, allora comprendiamo che alle azioni concrete occorre affiancare anche una bella campagna di comunicazione che preveda di usare almeno 100.000 volte al giorno in TV, radio e giornali le parole “semplificazione” e “digitale”.

Certo, imprese ed imprenditori che hanno saputo uscire a testa alta dalle ceneri della seconda guerra mondiale, dalla crisi finanziaria del 2008 e che tengono la barra dritta e sopravvivono da sempre in un paese pieno di regole, norme, regolamenti, raccomandazioni, decreti, circolari, leggi ed ordinanze, potrebbero trovarsi spaesati percorrendo quella nuova autostrada digitale. Ma una volta fatto il primo viaggio si metteranno a fare manutenzione insieme allo Stato, a suggerire la costruzione di nuove tratte, nuove uscite e svincoli per portare verso mete sempre più lontane e aiuteranno a ricordare che una giusta densità di colonnine elettriche consentirebbe anche all’Italia di essere eco-friendly.

La storia insegna sempre, e se già Leonardo da Vinci sosteneva come il più alto grado di sofisticazione fosse la semplicità, allora non abbiamo proprio scuse.

Enrico Molinari

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